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La Cina risponde al tablet della Apple: nasce l’iPed

Autore: Redazione MTV News Data: 1 giugno 2010 Commenta
La Cina risponde al tablet della Apple: nasce l'iPed

Costa quasi sei volte meno dell'originale iPad

Milano, 1 giu. (Apcom) - La sfida alla Apple parte dalla Cina. Appena cinque giorni dopo il lancio mondiale dell'iPad, che è già un grande successo con due milioni di esemplari venduti, il mercato cinese risponde con iPed, un tablet simile a quello del colosso americano ma con un prezzo quasi sei volte inferiore.

La tavoletta cinese, già in vendita nella zona di Shenzhen, è molto simile a quella di Apple, come si vede nel video trasmesso da una televisione giapponese: il prezzo, però, è molto diverso, 86 euro contro i 499 dell'originale nella versione più economica. IPed ha uno schermo da 7 pollici, uno o quattro giga di memoria e un processore Intel che si appoggia al sistema operativo Android di Google.

Il nuovo arrivano non scalfisce la popolarità dell'iPad di Apple: la società ha annunciato di aver già superato quota due milioni di esemplari venduti. Dopo il lancio negli Stati Uniti, venerdì il tablet è stato commercializzato in Italia, Australia, Giappone, Canada, Ggran Bretagna, Francia e Germania. A luglio arriverà anche in altri nove paesi fra cui Austria, Belgio, Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi.

http://www.youtube.com/watch?v=wqfZa2-sxTE

http://www.tbs.co.jp/eng/

Cina, violento terremoto ai confini del Tibet. Centinaia i morti

Autore: Redazione MTV News Data: 14 aprile 2010 Commenta
Cina, violento terremoto ai confini del Tibet. Centinaia i morti

Migliaia tra feriti e dispersi. Si scava tra le macerie

Milano, 14 apr. (Apcom) - Un forte terremoto di magnitudo 6,9 sulla scala Richter (7,1 per l'Istituto di geofisica cinese) la notte del 14 aprile ha causato centinaia di morti e migliaia di feriti, nella provincia del Qinghai, nel nord-ovest della Cina, al confine con il Tibet.

"Molte persone sono sepolte sotto le macerie", hanno fatto sapere le autorità locali, lasciando intendere che il bilancio si aggrava di ora in ora. "Sono stati inviati i soldati per salvare la gente sotto le case crollate", ha detto un responsabile cinese, Huang Limin, citato dall'agenzia Nuova Cina.

Il terremoto è stato registrato alle 7.49 ora locale, ed è stato seguito da tre forti repliche. L'epicentro è stato individuato a circa 380 chilometri a sud-est della città di Golmud, a una profondità di 46 chilometri, ha indicato l'Istituto di geofisica americano.

Più dell'85% degli edifici situati vicino all'epicentro, nella zona di Yushu, è crollato Molte strade hanno subito gravi danni e sono state chiuse al traffico. Pesantemente colpite anche le strutture di telecomunicazione e l'aeroporto della città di Yushu. Una scuola professionale si è sgretolata e "molto studenti sono stati sepolti dalle macerie", hanno riferito fonti locali. "I feriti sono ovunque nelle vie, molta gente è ricoperta di sangue", ha detto un responsabile cinese.

La zona colpita dal terremoto, non lontana dalla regione autonoma del Tibet, accoglie circa 80mila persone ed è ad alto rischio sismico: è abitata soprattutto da contadini e nomadi di etnia mongola e tibetana e dispone di importanti riserve di carbone e piombo.

La televisione ufficiale Cctv ha mostrato le prime immagini dei soldati impegnati nelle attività di soccorso ai sopravvissuti. "Dobbiamo contare soprattutto sulle nostre mani per spostare le macerie, non disponiamo di grossi mezzi", ha spiegato Shi Huanie, responsabile della polizia incaricata delle operazioni di soccorso. "Non abbiamo neppure grande equipaggiamento medico", ha sottolineato, mentre le autorità provinciali hanno annunciato l'invio di 5mila tende e decine di migliaia di capi d'abbigliamento.

http://www.china.org.cn/e-xibu/2JI/3JI/qinghai/qing-ban.htm

Disgelo Usa-Cina al summit nucleare, sul tavolo casi Iran e yuan

Autore: Redazione MTV News Data: 13 aprile 2010 Commenta
Disgelo Usa-Cina al summit nucleare, sul tavolo casi Iran e yuan

Incontro bilaterale tra Obama e il presidente cinese Hu Jintao

Milano, 13 apr. (Apcom) - Il summit sulla sicurezza nucleare di Washington si apre nel segno di un disgelo tra Cina e Stati Uniti. Nel corso di un incontro bilaterale Obama e il presidente cinese Hu Jintao hanno rilanciato le relazioni tra i due paesi, contrastate nelle ultime settimane a causa delle accuse secondo cui Pechino starebbe manipolando il valore della sua valuta, lo yuan, per favorire le esportazioni.

Secondo fonti statunitensi sarebbe stato trovato un terreno comune sul caso Iran. "Sono pronti a collaborare", ha detto Jeff Bader, uno dei responsabili per la sicurezza nazionale della Casa Bianca. Ma subito è arrivata la doccia fredda.

"La Cina ha sempre sostenuto che il dialogo e il negoziato sono il miglior modo di trovare una soluzione a questo problema, che pressioni e sanzioni non possono risolvere alla radice", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Jiang Yu, dopo che gli Stati Uniti avevano lasciato intendere di avere ricevuto il nulla osta di Pechino per nuove sanzioni contro Teheran da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e come "un nuovo segno di unità internazionale" sulla questione nucleare iraniana.

In effetti, Bader si era ben guardato dall'esprimersi su un impegno specifico assunto dalla Cina riguardo a possibili sanzioni: "Abbiamo iniziato a lavorare su questo e continueremo nei prossimi giorni e settimane", aveva concluso. Ma è chiaro che un assenso cinese costituirebbe uno straordinario successo per Obama, che vuole incassare dal vertice l'impegno alla lotta contro il contrabbando nucleare. Tattiche e strategie della nuova diarchia mondiale si muovono anche lungo i delicati scenari di questo gioco a rimpiattino dalle molteplici implicazioni.

http://fpc.state.gov/c35775.htm

Cina, un quarto dell’elettricità da fonti pulite entro fine anno

Autore: Redazione MTV News Data: 12 aprile 2010 Commenta
Cina, un quarto dell'elettricità da fonti pulite entro fine anno

La crescita delle rinnovabili supera quella del carbone

Milano, 12 apr. (Apcom) - Svolta energetica di Pechino. Le fonti a basse emessioni di gas serra produrranno un quarto dell'elettricità cinese entro fine anno, secondo i dati ufficiali pubblicati dall'agenzia Xinhua e ripresi dal quotidiano britannico The Guardian. I dati mostrano che l'idroelettrico, il nucleare e l'eolico a fine 2010 dovrebbero fornire 250 gigawatt, pari al 26% dell'energia generata nel paese.

Le statistiche confermano anche che l'infrastruttura energetica cinese resta ad alta intensità carbonica, con il termoelettrico, in larga parte centrali elettriche a carbone, che produce 700 gigawatt. Ma le energie rinnovabili ora crescono più velocemente del carbone: dei 178 gigawatt di capacità di generazione in costruzione a fine 2009, oltre 96 gigawatt sono rinnovabili e 80 gigawatt termoelettrici.

In Cina, il 17% degli impianti eolici sono offshore. La Cina, inoltre, è attualmente leader mondiale nella commercializzazione di macchine eoliche per impianti offshore, con una percentuale pari al 61%, e sta attirando gli investimenti di numerose società multinazionali di settore, che in quel Paese stanno realizzando nuovi impianti di produzione degli aerogeneratori.

http://www.xinhuanet.com/english2010/

Miracolo in Cina, 115 minatori salvi dopo 7 giorni sotto terra

Autore: Redazione MTV News Data: 5 aprile 2010 Commenta
Miracolo in Cina, 115 minatori salvi dopo 7 giorni sotto terra

Da 25 marzo 153 lavoratori bloccati in miniera da una inondazione

Milano, 5 apr. (Apcom) - "Miracolo" in Cina. Così i soccorritori e le autorità locali hanno definito il salvataggio per ora di 115 minatori rimasti intrappolati per sette giorni in una miniera di carbone nel nord della Cina.

Il 25 marzo scorso 153 lavoratori sono rimasti bloccati sotto terra da un'inondazione nella miniera di carbone di Wangjialing, nella provincia settentrionale dello Shanxi. Da allora circa 3.000 tra pompieri, poliziotti e volontari hanno lavorato incessantemente per tirare via tutta l'acqua e trarre in salvo il maggior numero di persone. Da domenica il livello dell'acqua all'interno si è abbassato di oltre cinque metri, con i soccorritori che pompano circa 2mila metri cubi di acqua all'ora. Le speranze di trovare ancora in vita molti dei 153 minatori si sono riaccese nella notte, quando i soccorritori hanno trovato i primi nove superstiti.

Questo incidente arriva al termine di una settimana particolarmente disastrosa per il settore minerario cinese. Quasi trenta persone sono morte e circa duecento sono state date per disperse in cinque diversi incidenti. La sicurezza degli operai lascia a desiderare nelle miniere di carbone cinesi, considerate come le più pericolose del mondo e che forniscono quasi il 70 per cento del fabbisogno energetico del Paese. L'anno scorso, 2.631 persone sono morte nelle miniere di carbone cinesi, una media di circa sette morti al giorno.

http://www.asianews.it/notizie-it/Strage-di-minatori-in-Shaanxi,-Henan,-Shanxi-18050.html

Il Dalai lama accusa la Cina: vogliono distruggere il buddismo

Autore: Redazione MTV News Data: 10 marzo 2010 Commenta
Il Dalai lama accusa la Cina: vogliono distruggere il buddismo

Discorso in occasione di anniversario fallita rivolta tibetana

Milano, 10 mar. (Apcom) - "Le autorità cinesi hanno condotto diverse campagne politiche, compresi tentativi di rieducazione, nei monasteri tibetani. Hanno imprigionato i monaci, li hanno privati della possibilità di studiare e praticare la loro religione in pace". Così il Dalai Lama ha attaccato la Cina accusandola di ricorrere alla violenza per distruggere deliberatamente il buddismo. "Questo atteggiamento", ha spiegato il leader spirituale, "sta trasformando i monasteri tibetani in musei". Il Dalai Lama ha parlato da Dharmsala, in India, sua residenza e sede del governo tibetano in esilio, in occasione del 51esimo anniversario della fallita ribellione tibetana contro le leggi imposte dalla Cina.

Il 10 marzo è anche il secondo anniversario delle violente proteste scoppiate a Lhasa e nel resto dell'altopiano tibetano in occasione delle celebrazioni per i Giochi Olimpici dell'agosto 2008. Qualche giorno fa la Cina, in vista degli anniversari, ha provocato i tibetani dichiarando che sarà Pechino a scegliere la prossima guida spirituale buddista. Il governatore della Regione autonoma tibetana, Padma Choling, ha detto che "non c'è alcun bisogno di discutere riguardo alla reincarnazione del Dalai Lama".

http://www.italiatibet.org/

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