
Si allungano i tempi previsti per la difficile operazione
Firenze, 30 gen. (TMNews) - "Ci vorranno dai 7 ai 10 mesi per la rimozione" della nave. Lo ha detto il commissario delegato all'emergenza Franco Gabrielli nel consueto briefing con i giornalisti al Giglio. Finora, secondo le previsioni più pessimistiche, si era parlato di un'operazione che sarebbe durata fino a giugno.
I valori degli spostamenti registrati nelle ultime ore sono "relativamente modesti", sia pur di dieci volte superiori a quelli degli scorsi giorni. Sulla possibilità di scivolamento o di collasso della Costa Concordia, interviene Riccardo Fanti, geologo dell'Università di Firenze, che fa parte del pool di esperti incaricati di monitorare costantemente la nave, naufragata davanti al porto dell'isola del Giglio, il 13 gennaio.
Gli spostamenti della nave in queste due settimane sono stati di un minimo di un millimetro l'ora fino ad un massimo di un centimetro. "La differenza -spiega Fanti- è dovuta alle particolari condizioni di queste ore: bassa marea, congiuta ai venti di scirocco o di grecale".
Tale accelerazione ha comportato la sospensione delle attività di ricerca per motivi di sicurezza, nel caso dei sommozzatori, che si devono muovere all'interno della nave, e, nel caso del recupero di carburante, lo stop è dovuto in più all'estrema delicatezza delle operazioni di installazione delle valvole sulle cisterne.
In sostanza, a destare preoccupazione per la sicurezza dei sommozzatori sono proprio il vento e il mare più che gli spostamenti della nave, comunque non trascurabili. Ad ogni modo, nessuno si sbilancia in previsioni sui possibili scenari della Costa Concordia nelle prossime settimane. E' pur vero che lo strapiombo di 70 metri dista ben 20 metri da dove è la nave e che finora si è potuto notare che questi spostamenti ("fisiologici", li ha definiti oggi il commissario delegato Franco Gabrielli) confermano semmai che la nave si stia "plasticamente adagiando" sempre di più alle rocce e al fondale.










