MTV News

Accademia della Crusca a rischio chiusura con decreto anti-crisi

Autore: Redazione MTV News Data: 14 agosto 2011 Commenta
Accademia della Crusca a rischio chiusura con decreto anti-crisi

Prevista la cancellazione, presidente si appella a Napolitano

Milano, 14 ago. (TMNews) - Dopo 428 anni potrebbe finire la storia secolare dell'Accademia della Crusca: è un ente con meno di 70 dipendenti, e secondo il decreto legge anti crisi approvato dal governo dovrebbe essere cancellato. La notizia sorprende la presidente Nicoletta Maraschio, che comunque ricorda "la continua precarietà in cui siamo costretti a vivere da diversi anni". L'Accademia rischiò l'abolizione anche nel 2010, ma a salvarla furono un parere del Consiglio di Stato, che la riconobbe come ente pubblico, e e un decreto dei ministri Brunetta e Calderoli.

Nicoletta Maraschio annuncia una lettera-appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e assicura che l'istituzione "non morirà". "Ci rivolgeremo anche al nostro ministro di riferimento, Giancarlo Galan, e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta che ci ha sempre dimostrato grande vicinanza".

L'ente, spiega, "costa allo stato 190mila euro come contributo tabellare» e dunque la sua abolizione comporterebbe «un risparmio davvero esiguo". Dunque un "gesto sconcertante che lo Stato fa contro sè stesso contro un parere del Consiglio di Stato e contro decreti emanati dal governo" ma anche un gesto "simbolicamente molto negativo verso ente attivo nella tutela e valorizzazione della lingua italiana".

"L'Accademia della Crusca non chiuderà - dice il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan - troveremo la soluzione per non far morire questa istituzione storica che è l'unico baluardo a salvaguardia delle radici della lingua italiana".

http://www.accademiadellacrusca.it/index.php

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=64630

http://www.mef.gov.it/

http://www.gazzettaufficiale.it/

Lo stalking precede il 15-20% degli omicidi

Autore: Redazione MTV News Data: 14 agosto 2011 Commenta
Lo stalking precede il 15-20% degli omicidi

Cresce il numero delle denunce nonostante la paura

Milano, 14 ago. (TMNews) - Gli atti persecutori, il cosiddetto stalking, sono sempre più causa scatenante di delitti. Secondo i dati dell'Osservatorio Nazionale sullo Stalking, nel 40% dei casi gli stalker sono recidivi e nel 15-20% gli omicidi in Italia sono preceduti da episodi di violenza psicologica o atti persecutori.

La reiterazione degli atti di stalking - aggiunge l'Osservatorio - mette in evidenza la scarsa efficacia dell'articolo 612-bis del codice penale (atti persecutori): le richieste d'aiuto sono cresciute dal 10 al 25% negli ultimi anni e buona parte delle vittime sceglie di non denunciare, bloccata nel fondato timore di aumentare la carica di violenza del persecutore".

Nel 40% dei casi, coloro che si sono rivolti al "Centro Presunti Autori" hanno raggiunto ottimi risultati arrivando al completo contenimento degli atti persecutori, e nel 25% si è potuto assistere ad una diminuzione drastica del fenomeno e una prevenzione della recidiva". Perché non va dimenticato "che le vittime dello stalking sono due: la vittima e il persecutore, e che - sia nei casi di omicidio/suicidio, sia nei casi di omicidio - la persona che rimane in vita non arresterà il suo calvario psicologico, che lascia ferite indelebili e difficili da rimarginare".

Secondo l'Osservatorio bisogna previlegiare la prevenzione, con un "percorso di risocializzazione coordinato da esperti psicologi ed orientato a favorire la consapevolezza che determinate azioni arrecano danno e paura e, quindi, nell'assunzione di responsabilità di queste azioni. Lavoriamo su questo rimosso di profondo dolore e rabbia radicato da anni".

http://www.stalking.it/

Uranio impoverito, Stato deve risarcire famiglia soldato morto

Autore: Redazione MTV News Data: 13 agosto 2011 Commenta
Uranio impoverito, Stato deve risarcire famiglia soldato morto

Sentenza Tribunale civile di Cagliari sul caso di Valery Melis

Milano, 13 ago. (TMNews) - Il Ministero della Difesa dovrà risarcire con oltre 584 mila euro i familiari di Valery Melis, il militare originario di Quartu Sant'Elena, vicino a Cagliari, morto nel 2004 dopo una lunga malattia, il linfoma di Hodgkin, che lo aveva colpito al rientro da una missione in Kosovo. Lo ha stabilito, dopo che l'inchiesta penale era stata archiviata, il Tribunale civile di Cagliari.

A riportare la sentenza è il quotidiano "L'Unione sarda". Secondo il giudice Vincenzo Amato "deve ritenersi - riporta il giornale - che il linfoma di Hodgkin sia stato contratto dal giovane Valery Melis proprio a causa dell'esposizione ad agenti chimici e fisici potenzialmente nocivi durante il servizio militare nei Balcani. Nonostante fosse stata preavvertito da altro comando alleato, l'Esercito da un lato non aveva fornito alcuna informazione del pericolo e dall'altro non aveva adottato alcuna misura protettiva per la salute, così esponendo Valery Melis alla contaminazione".

Secondo il tribunale quindi i vertici dell'Esercito sapevano che i Balcani erano "disseminati di minuscole polveri potenzialmente nocive provocate dall'esplosione di bombe e proiettili, tra cui quelli all'uranio impoverito. Erano stati avvertiti dagli Alleati che operavano da tempo in quelle terre martoriate da anni di guerra civile. Eppure non informarono del pericolo i propri militari mandati lì in missione di pace. Nè, soprattutto, fecero nulla per dotarli di protezioni in grado di metterli al riparo dal rischio di contrarre malattie mortali".

Lo Stato dovrà pagare 233.776 euro a ciascuno dei genitori di Valery e 58.444 euro ciascuno ai fratelli: in tutto 584.440 euro, a cui si vanno ad aggiungere 23.325 euro di spese processuali. "Si tratta di una sentenza storica - ha detto l'avvocato della famiglia - è la prima volta che un Tribunale sardo riconosce il nesso di causalità tra l'esposizione alle polveri provocate dai proiettili all'uranio impoverito e l'insorgere di malattie tumorali".

http://inchiestauranio.blogspot.com/

http://www.tribunale.cagliari.it/

La Palestina chiederà l’adesione all’ Onu il 20 settembre

Autore: Redazione MTV News Data: 13 agosto 2011 Commenta
La Palestina chiederà l'adesione all' Onu il 20 settembre

Non per delegittimare Israele, ma di uscire dallo stallo politico

Milano, 13 ago. (TMNews) - L'Autorità nazionale palestinese chiederà all'Onu il 20 settembre prossimo il riconoscimento dello Stato palestinese entro i confini del 1967 (con Gerusalemme est capitale) e l'ammissione alle Nazioni Unite. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Riyad al-Malki. La richiesta per ottenere lo statuto di membro per lo Stato palestinese - e quindi il riconoscimento dello Stato stesso -sarà presentata al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, il giorno dell'apertura della prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Per Abu Mazen l'obiettivo non è quello di delegittimare Israele, ma di uscire dallo stallo nelle trattative di pace e rafforzare la posizione palestinese.

L'iniziativa autonoma dell'Anp all'Onu è denunciata come una sfida da Israele e criticata come un atto unilaterale anche dagli Usa, che hanno già ventilato il loro veto. Essa puo' godere peraltro del sostegno dichiarato di oltre 120 Paesi, inclusi alcuni dell'Unione Europea.

Il veto americano in Consiglio di Sicurezza, quand'anche isolato, sarebbe in grado d'impedire l'ammissione a pieno titolo della Palestina all'Onu, ma non il riconoscimento d'uno Stato palestinese non membro (al pari di Svizzera o Vaticano) da parte dell'Assemblea Generale.

Per Abu Mazen l'obiettivo non è quello di delegittimare Israele, ma di uscire dallo stallo nelle trattative di pace e rafforzare la posizione palestinese.

http://www.palestinecabinet.gov.ps/Default.aspx

Stangata vacanze: 360 euro in piu’ per famiglia rispetto al 2010

Autore: Redazione MTV News Data: 12 agosto 2011 Commenta
Stangata vacanze: 360 euro in piu' per famiglia rispetto al 2010

Allarme Codacons: aumenti per rincari su aerei, traghetti e treni

Roma, 12 ago. (TMNews) - Nel giorno in cui il governo vara la Manovra bis, con nuovi pesanti tagli, il Codacons avverte: andare in vacanza costerà 360 euro in più, rispetto allo scorso anno, alle famiglie italiane.

"Per chi va in vacanza - aggiunge il Codacons - si tratta di una stangata senza precedenti: una famiglia media di 4 persone pagherà 360 euro in più rispetto allo scorso anno. Raggiungere l'agognata meta turistica costerà, mediamente, il 16% in più rispetto al 2010 (a giugno era il 15%). Su base annua, infatti, i trasporti aerei passeggeri sono rincarati del 13,4%, il trasporto marittimo del 33,1%, il trasporto ferroviario dell'8,7%, la benzina del 13,5% ed gasolio del 17,4%. Stimando che il 14% circa degli italiani va in vacanza in aereo, il 75% con auto, pullman o camper, il 7% circa in treno e il 3% in nave, "ecco che, mediamente, andare in vacanza - conclude - costa quest'anno il 16% in più".

L'allarme arriva dopo gli ultimi dati dell'Istat sul tasso di inflazione annuo rimasto stabile a luglio al 2,7%. Tuttavia, per l'associazione dei consumatori "si tratta solo di una illusione ottica, non solo perché è aumentato il carrello dei beni ad alta frequenza di acquisto (cibo, carburanti), ma anche perché aumentano i prezzi delle cose che si acquistano tipicamente a luglio, dai pacchetti turistici (+8,5% su base mensile) agli stabilimenti balneari (+11,6% su base mensile), dai campeggi (+20,6%) alle pensioni(+5,5%)".

http://www.codacons.it

Ragazzo sgozzato a Sovico, fermato un 17enne ecuadoriano

Autore: Redazione MTV News Data: 11 agosto 2011 Commenta
Ragazzo sgozzato a Sovico, fermato un 17enne ecuadoriano

Il ragazzo avrebbe confessato, la lite per futili motivi

Milano, 11 ago. (TMNews) - Una lite per futili motivi, forse legati a una ragazza: sarebbe questa la causa del litigio che ieri a Sovico, in provincia di Monza e Brianza, ha visto un 18enne sgozzato con una bottiglia rotta. I carabinieri di Monza hanno fermato un 17enne ecuadoriano, che avrebbe confessato la propria responsabilità nell'omicidio di Lorenzo Cenzato.

L'episodio è accaduto poco dopo le 15 di ieri nel centro del piccolo comune, in piazza Arturo Riva, dove Cenzato si trovava con altri amici. Al gruppo si è avvicinato, a bordo di uno scooter, il ragazzo sudamericano con il quale è nata una discussione. A questo punto l'ecuadoriano ha afferrato una bottiglia e, dopo averla rotta, ha colpito Lorenzo con un solo colpo mortale alla gola. Quindi è scappato con il suo scooter.

http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/224847_confessa_il_minorenne_sudamericano_mi_ha_offeso_poi_il_colpo_alla_gola/

Roma, falso allarme bomba al Colosseo. Polemica su sicurezza

Autore: Redazione MTV News Data: 8 agosto 2011 Commenta
Roma, falso allarme bomba al Colosseo. Polemica su sicurezza

Scontro Ministero beni culturali-Alemanno: telecamere spente?

Roma, 8 ago. (TMNews) - Attimi di paura a Roma, ieri sera, per un falso allarme bomba al Colosseo. La polizia ha evacuato l'anfiteatro della Capitale dopo una telefonata anonima e il ritrovamento di un pacco sospetto. Gli artificieri lo hanno fatto brillare: all'interno non c'era alcun ordigno e non poteva esplodere. La zona è rimasta però chiusa per alcune ore per sicurezza.

Ma all'indomani del falso allarme, tutto è rimasto uguale. Intorno all'anfiteatro romano regna un clima di 'allegra anarchia': ci sono i venditori ambulanti che mostrano, incontrollati, la loro mercanzia di falsi d'autore: una sorta di suk nel cuore della Capitale. I soldati romani posano insieme ai turisti per una foto al prezzo di 5 euro.

"Le telecamere fuori al Colosseo ci sono, sono gestite dal Comune ma non sono in funzione". "Non è vero: sono perfettamente funzionanti". Polemica tra il Ministero dei Beni culturali e il Comune di Roma sui sistemi di sicurezza del monumento simbolo dell'Italia. Il sindaco Gianni Alemanno si è detto "sconcertato" per l'accaduto, spiegando che l'assenza di telecamere interne e metal detector è "una cosa inconcepibile di cui ora chiederò conto al ministro Galan". Dal Mibac ha risposto il sottosegretario Francesco Giro, stupito per il fatto che "il sindaco di Roma non sapesse che i metal detector al Colosseo sono stati rimossi anni fa" e ha rilanciato, denunciando che nell'area circostante l'anfiteatro Flavio "dovrebbe funzionare un sistema di telecamere del Comune di Roma coordinate da una centrale della polizia municipale, che mi dicono invece essere di fatto inutilizzata e non operativa e questo dovrebbe sorprendere un po' tutti".

Per "mettere a tacere ogni polemica" a nome del Comune ha contro-replicato il delegato di Alemanno per la Sicurezza della città, Giorgio Ciardi: "Desideriamo sottolineare che sono di competenza di Roma Capitale le telecamere, perfettamente funzionanti, poste nell'area esterna del Colosseo e davanti alla fermata della metropolitana", ha spiegato, ricordando che "i flussi video di queste telecamere sono monitorati dalla Polizia Roma Capitale nella Sala sistema Roma".

La polemica si è spostata anche sul piano politico. Secondo il Pd di Roma la vicenda "è l'ennesima dimostrazione che la sicurezza per il sindaco è solo uno spot. Che Alemanno sia il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto è ormai un fatto noto a tutti i romani e ora lo capiscono anche i suoi stessi alleati. Alemanno più che un sindaco sembra un passante, anzi, peggio, sembra Alice nel paese delle meraviglie, che si stupisce di tutto e di tutti". Attacca anche l'Italia dei Valori: "Alemanno afferma candidamente che non era a conoscenza del fatto che erano stati tolti i metal detector dal più importante monumento della nostra Penisola. E' una dichiarazione di una gravità inaudita che dimostra, ancora una volta, la sua incompetenza capitale. Non sappiamo, inoltre, se la sua inefficienza sia superiore alla sua superficialità, ma una cosa è certa: non è in grado di amministrare una città come Roma e di garantirne la sicurezza", scrive in una nota il portavoce dell'IdV Leoluca Orlando.

http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr

Video di Vasco su Facebook: non sono depresso, è male di vivere

Autore: Redazione MTV News Data: 7 agosto 2011 Commenta
Video di Vasco su Facebook: non sono depresso, è male di vivere

Polemica con Ligabue: bicchiere di talento in mare di presunzione

Milano, 7 ago. (TMNews) - "La mia non è depressione ma un male di vivere che però mi aiuta a scrivere le mie canzoni, per cui penso che il prezzo valga molto, molto, molto la candela". E' il messaggio contenuto in un video che Vasco Rossi ha postato sul suo profilo Facebook per rispondere alle polemiche seguite al messaggio di ieri in cui informava i fan di vivere, da tempo, assumendo cocktail di farmaci sotto controllo medico.

Sempre attraverso Facebook, inoltre, Vasco ha rinfocolato la polemica con il collega Ligabue, nata 4 mesi fa proprio sul social network. "Penso che sia un bicchiere di talento in un mare di presunzione", ha detto il Blasco, rispondendo a un'intervista di Red Ronnie che sarà pubblicata a settembre.

Il 10 aprile sul profilo di Vasco era comparso un messaggio provocatorio diretto a Ligabue che recitava "Caro Liga, devi ancora mangiarne di polenta prima di poterti confrontare con me". Il post era stato "sconfessato" dalla portavoce del rocker di Zocca che aveva parlato di uno "scherzo destinato a entrambi", ma oggi, a distanza di 4 mesi, la polemica sembra tutt'altro che sopita.

http://www.facebook.com/vascorossi?ref=ts

http://www.facebook.com/Ligabue?sk=app_199809110048796

Spazio, tre statuine della Lego in viaggio verso Giove

Autore: Redazione MTV News Data: 7 agosto 2011 Commenta
Spazio, tre statuine della Lego in viaggio verso Giove

Partiti con la sonda Juno raffigurano Galileo, Giove e Giunone

Milano, 7 ago. (TMNews) - Tre pupazzetti della Lego sono in viaggio nello spazio, alla volta di Giove. La sonda Juno, infatti, ha cominciato, venerdì 5 agosto, il suo lungo viaggio verso il gigante gassoso del nostro Sistema solare, che raggiungerà nel 2016. Ma la curiosità di questa prima missione Nasa dell'era post-Shuttle è che a bordo della navicella, accanto ai sofisticati strumenti con i quali Juno esplorerà l'atmosfera e gli strati gassosi del pianeta (alcuni anche italiani), ci sono anche tre statuine che rappresentano Galileo Galilei e le antiche divinità Giove e Giunone.

I pupazzi sono stati creati dalla fabbrica di giocattoli danese, in collaborazione con la stessa Nasa, nell'ambito di un programma per stimolare nei ragazzi l'interesse per i temi scientifici.

Galileo e la scoperta delle 4 lune medicee di Giove: Io, Europa, Callisto e Ganimede saranno celebrati, inoltre, anche con una targa, anch'essa in volo sulla sonda, realizzata dall'Agenzia spaziale italiana e dall'Università di Padova.

Juno raggiungerà il pianeta più grande del sistema solare nel 2016 ed effettuerà almeno 30 orbite intorno al gigante gassoso per sondare la sua struttura interna.

http://www.nasa.gov

Nuove violenze in Siria, uccisi 22 manifestanti contrari ad Assad

Autore: Redazione MTV News Data: 6 agosto 2011 Commenta
Nuove violenze in Siria, uccisi 22 manifestanti contrari ad Assad

Le monarchie del Golfo: basta con lo spargimento di sangue

Milano, 6 ago. (TMNews) - Anche in pieno Ramadan, in Siria, non si ferma la sanguinosa repressione dei militari nei confronti della popolazione che si oppone al regime del presidente Bashar al-Assad. Ieri sono stati uccisi 22 manifestanti. Oggi centinaia di carri armati sono stati dispiegati in diverse zone del paese. Gli Stati Uniti hanno invitato gli americani a lasciare la Siria mentre le monarchie del Golfo hanno chiesto riforme serie e la fine dello spargimento di sangue.

"Ventidue persone sono state uccise ieri, 15 durante le manifestazioni che si sono svolte di giorno sotto lo slogan 'Dio è con noi', e altre sette di notte, dopo la preghiera di Tarawih", ha detto Abdel Karim Rihaui, presidente della Lega siriana per i diritti dell'uomo. Decine le persone rimaste ferite, una delle quali in modo grave. "Tra le 15 persone uccise in giornata, sette sono morte a Irbine, tre e Damir, un Maadamiya, città vicine a Damasco, tre persone sono morte a Homs (centro) e una a Nawa (sud)", ha precisato Rihaui.

Nella notte, "altri sette manifestanti sono stati uccisi dalle forze di sicurezza che volevano disperdere i manifestanti, due dei quali nel quartiere di Nahr Aisha, a Damasco, quattro a Homs e uno a Duma", nei pressi della capitale. Da quando sono iniziate le proteste, a metà marzo, sono morte nella repressione oltre 1.600 manifestanti e circa 400 tra soldati e agenti della sicurezza, secondo le cifre dell'Osservatorio siriano dei diritti dell'Uomo.

Secondo il presidente dell'Osservatorio, Rami Abdel Rahmane, in seguito agli scontri di ieri l'esercito siriano avrebbe dispiegato almeno "250 blindati in quattro quartieri nella zona di Deir Ezzor" nell'est del Paese " e altri intorno alla città di Homs", al centro della Siria.

http://www.shril-sy.info/enshril/modules/news/article.php?storyid=169