
Canta "Born this way" poi l'appello: parità di diritti per i gay
Milano, 12 giu. (TMNews) - Più che un concerto, quello di Lady Gaga sul palco dell'Europride di Roma è stato un lungo monologo conclusosi con una breve esibizione di due pezzi al pianoforte, "Born this way" e "The edge of Glory", uno in più di quanto si attendesse. Nei circa 20 minuti di discorso, la cantante ha parlato di diritti di lesbiche, gay, bisex e trans: "Questa non è solo una festa o una manifestazione di pace - ha detto - ma un evento per lo spirito dei diritti umani basilari. Molti governi non permettono ai cittadini di avere i loro diritti ma noi dobbiamo abbattere queste barriere che esistono in paesi come Lituania, Russia, Polonia, Ungheria, Libano e in Medio Oriente" ha scandito la cantante fra gli applausi del pubblico".
"Tante persone nel mondo - ha aggiunto - sono colpite dalla
discriminazione, sono state isolate, portate al suicidio,
incapaci di trovare un lavoro. Chiedo al mondo di tenere conto
del cambiamento, i problemi sociali sono reali, hanno un effetto
su tutta l'umanità. E ai presidenti dei governi chiedo di
aiutarci non di dividerci" ha concluso la popstar, salita sul
palco con un vistoso abito vintage nero di Gianni Versace,
parrucca verde fosforescente e occhiali scuri. Lady Gaga, nel
corso del suo intervento, ha voluto ringraziare pubblicamente
Donatella Versace "per aver realizzato un mio sogno", ed il
sindaco Gianni Alemanno, fischiato però da una parte del pubblico.
L'Europride 2011 di Roma è stata una grande festa, colorata, all'insegna della musica, dell'allegria, della diversità e di Lady Gaga. La manifestazione ha trasformato Roma nel palcoscenico di un grande carnevale. Da piazza dei Cinquecento, nei pressi della stazione Termini, al Circo Massimo, dove la manifestazione in difesa dei diritti di Gay lesbiche bisex e transgender si è conclusa, il "leit-motif" della parata è stata la voglia di abbattere gli schemi. Secondo le stime degli organizzatori sono state circa un milione le persone, provenienti da tutta Europa che hanno sfilato per la città. 39 i carri che incessantemente, fino all'arrivo al Circo Massimo, hanno "sparato" musica a tutto volume: gli Abba, Gloria Gaynor, Raffaella Carrà ed i Village People gli artisti più suonati. Poi tanto colore con decine di drag queen, palloncini, bandiere, gladiatori seminudi, finti vescovi ma anche persone comuni a passaggio con i figli in difesa dei diritti e della diversità.
A guidare il lungo corteo, partito intorno alle 16, un grande il
cartellone "Europride, Be Proud" sorretto anche da alcuni
esponenti politici. Paolo Ferrero, Paola Concia, ma soprattutto
Nichi Vendola, letteralmente osannato al suo arrivo. "Abbiamo
bisogno di vivere in un Paese che rispetti le diversità, che non
sono una minaccia ma una ricchezza - ha detto il leader di Sel - Il nostro è un Paese in cui si fa fatica anche a bandire l'omofobia, che è stata sdoganata persino nel lessico istituzionale". Anche la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha voluto portare il saluto istituzionale agli organizzatori dell'Europride che hanno ricambiato ringraziando la governatrice per il suo impegno e difendendola dalle parole di un esiguo gruppo di contestatori.
Se, infatti, alla politica nazionale gli organizzatori non hanno
risparmiato parole dure per l'indifferenza e lo scarso impegno in difesa dei diritti, per gli Enti locali sono stati
prevalentemente ringraziamenti per aver permesso la riuscita
dell'evento. Nessuno sconto, invece, per il Vaticano ed il
pontefice Benedetto XVI.
http://www.europrideroma.com/