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Marea nera, rientra allarme maltempo dopo il passaggio di Bonnie

Autore: Redazione MTV News Data: 25 luglio 2010 Commenta
Marea nera, rientra allarme maltempo dopo il passaggio di Bonnie

Riprendono le bonifiche, in settimana l'operazione "Static kill"

Milano, 25 lug. (Apcom) - Nel Golfo del Messico rientra l'allarme maltempo dopo il passaggio dell'uragano Bonnie. Le operazione di bonifica dell'area colpita dalla marea nera possono, quindi, riprendere in attesa che, in settimana, si possa procedere con l'operazione "Statik kill" il tentativo definitivo di sigillare le falle da cui sgorga il petrolio.

Gli equipaggi della Bp allontanati dalla piattaforma Deepwater Horizon a causa dell'avvicinamento della tempesta tropicale riprenderanno i lavori, con l'obiettivo di lanciare entro cinque giorni la nuova operazione per cercare di rimediare al disastro amibientale.

La minaccia del maltempo si è affievolita da ieri, man mano che Bonnie avanzava verso il Golfo del Messico. Così, alla Bp valutano che si possa presto tornare al lavoro, sperando di chiudere una volta per tutte il capitolo Marea nera nel giro di una settimana.

"L'operazione Static Kill potrà cominciare da qui a 5 giorni", ha dichiarato ieri l'ammiraglio Thad Allen, incaricato della supervisione della battaglia contro la marea nera. Il nuovo tentativo somiglia molto a quello tentato, senza successo, a fine maggio. Il pozzo di petrolio, che riversava ogni giorno da fine aprile milioni di litri di greggio nell'oceano, è chiuso da oltre una settimana, in modo provvisorio. Oltre allo "Static kill", Bp dispone di un'altra soluzione per otturare definitivamente il pozzo responsabile della marea nera: la perforazione di due pozzi di derivazione.

Tornano a rincorrersi, intanto, voci di prossime dimissioni dell'amministratore delegato di Bp, Tony Hayward. Secondo quanto scrive oggi il Telegraph, il dirigente di Bp starebbe ultimando gli ultimi dettagli del suo addio, che potrebbe essere comunicato "a giorni".

http://www.bp.com/extendedsectiongenericarticle.do?categoryId=40&contentId=7061813

Marea nera, test nuovo tappo: risultati meno buoni del previsto

Autore: Redazione MTV News Data: 17 luglio 2010 Commenta
Marea nera, test nuovo tappo: risultati meno buoni del previsto

Ammiraglio Allen: pressione bassa, non escluse altre fughe

Milano, 17 lug. (Apcom) - I risultati dei test al quale viene sottoposto il nuovo tappo collocato dalla British Petroleum sul pozzo sottomarino del Golfo del Messico sono "meno buoni di quanto sperato": lo ha affermato il comandante della Guardia costiera statunitense, ammiraglio Thad Allen.

Allen ha sottolineato in conferenza stampa che i valori di pressione registrati dagli strumenti non sono così alti da escludere la possibilità di altre perdite nel pozzo, ma che occorrerà aspettare almeno altre sei ore prima di stabilire se sarà necessario riaprire le valvole.

La Bp si è al contrario detta ottimista: la cupola tiene e non vi sono indicazioni di fughe di greggio o gas naturale, e i valori della pressione relativamente bassi potrebbero indicare semplicemente che dopo tre mesi di perdite il pozzo sia sul punto di svuotarsi.

Il rischio maggiore è infatti dato dall'elevata pressione del gas naturale e del greggio contenuti nel giacimento - situato a oltre 1.500 metri di profondità - in grado o di provocare una falla nella cupola oppure, eventualità potenzialmente più grave, di farsi strada verso la superficie del fondale creando nuove aperture.

Se nelle prossime ore i tecnici non registreranno anomalie la Bp potrebbe o tenere il pozzo sigillato oppure riaprire in parte le valvole in modo da permettere di recuperare il greggio in superficie, oltre che a eventualmente diminuire la pressione sul sistema ed evitare la creazione di altre fughe.

http://www.bp.com/bodycopyarticle.do?categoryId=1&contentId=7052055

Marea nera, posato il nuovo super tappo per fermare il greggio

Autore: Redazione MTV News Data: 13 luglio 2010 Commenta
Marea nera, posato il nuovo super tappo per fermare il greggio

Bp ancora col fiato sospeso, 48 ore di test

Milano, 13 lug. (Apcom) - Forse si è arrivati a una svolta cruciale nella lotta che dura da mesi contro il greggio che inquina il golfo del Messico. La Bp è riuscita a posare il nuovo 'tappo' sul pozzo di petrolio. Questa nuova copertura dovrebbe riuscire a contenere definitivamente la fuga dei milioni di litri di greggio che si riversano ogni giorno nel mare. Il nuovo imbuto, Top Hat 10, il nuovo imbuto sostituisce il modello precedente che raccoglieva al massimo 25.000 barili di petrolio, contro i 35.000-60.000 che sgorgavano dal pozzo.

Le prossime 48 ore saranno cruciali per capire se l'operazione ha avuto successo. La British Petroleum non si sbilancia e ha sottolineato come questa operazione sia assolutamente eccezionale e senza precedenti "a questa profondità e in queste condizioni". Se il super tappo dovesse funzionare, la Bp conta entro inizio agosto di riuscire a mettere in opera i due primi nuovi pozzi di soccorso che dovrebbero bloccare definitivamente la fuga di greggio.

Nel frattempo è giunta in Florida la First Lady, Michelle Obama, che ha invitato i turisti a non abbandonare la costa del Golfo: "E' importante per il resto del Paese sapere che questi posti continuano ad essere vivi e belli come lo sono sempre stati in precedenza".

http://www.bp.com/bodycopyarticle.do?categoryId=1&contentId=7052055

La Bp contro la marea nera chiama in aiuto la “nave-balena”

Autore: Redazione MTV News Data: 4 luglio 2010 Commenta
La Bp contro la marea nera chiama in aiuto la nave-balena

Uno skimmer grande come 3,5 campi da calcio aspirerà il petrolio

Milano, 4 lug. (Apcom) - La British Petroleum ci riprova. Nella lotta contro la marea nera nel Golfo del Messico la compagnia petrolifera si farà affiancare da "A Whale", letteralmente balena. Si tratta di un'ex petroliera proveniente da Taiwan, alta dieci piani e grande quanto tre campi e mezzo da football, che dovrà "scremare" le acque marine dal petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Deepwater Horizon. Secondo la Bp, A Whale è in grado di aspirare il doppio del petrolio raccolto finora, pari a 53 mila barili al giorno.

Lo skimmer, arrivato mercoledì scorso nel Golfo del Messico, perlustrerà inizialmente un'area campione di 25 miglia quadrate a nord delle acque di Macondo. La guardia costiera statunitense, insieme alla Bp, spera che questa volta si possa trovare la soluzione ad uno dei peggiori disastri ambientali di sempre. Se tutto dovesse funzionare, come dicono i proprietari della "nave-balena", in un giorno si riusciranno ad aspirare 79,5 milioni di litri di acqua sporca d'olio.

Quello del petrolio che ha contaminato le spiagge della Louisiana è diventato davvero un incubo per la compagnia britannica. Oltre ad essere responsabile dell'esplosione della piattaforma il 20 aprile scorso, da alcuni giorni un video in giro per rete solleva sospetti sull'effettiva ripulitura delle spiagge da parte della Bp. Secondo un giornalista freelance, infatti, il greggip che ha raggiunto le coste della Louisiana non è stato rimosso ma solo coperto con sabbia pulita. Un'ombra pericolosa che potrebbe ulteriormente aggravare la posizione della British Petroleum.

http://www.deepwaterhorizonresponse.com/go/site/2931/

Marea nera, video sul web accusa Bp: nasconde petrolio con sabbia

Autore: Redazione MTV News Data: 3 luglio 2010 Commenta
Marea nera, video sul web accusa Bp: nasconde petrolio con sabbia

Un freelance ha ripreso la spiaggia contaminata dal greggio

Milano, 3 lug. (Apcom) - Un video in circolazione sul web allunga pesanti sospetti sulla British Petroleum, impegnata in Louisiana a ripulire le spiagge dalla marea nera. Un giornalista freelance documenta, infatti, in un video girato proprio sulle spiagge contaminate dal petrolio come questo venga nascosto sotto la sabbia anzichè essere rimosso.

La sabbia che ricopre la maggior parte della spiaggia, spiega il giornalista, ha una consistenza diversa da quella più vicina al mare. Il sospetto è che l'azienda britannica abbia scaricato una sabbia sottile e pulita sul catrame che imbratta tutta la costa. Scavando infatti di qualche centimetro si può toccare, secondo il racconto del reporter, un impasto più denso e oleoso. Ad avallare il sospetto le dichiarazioni di alcuni responsabili locali, che mentre allontanavano il reporter dalla spiaggia considerata off limits per giornalisti e cineoperatori, confermavano che la Bp ha scaricato sabbia pulita nella zona.

Per gli abitanti delle coste del Golfo del Messico non è certo una buona notizia questa: dopo la tempesta Alex che minaccia di spingere ancora acqua inquinata verso le coste, ora il dubbio che la ripulitura avviata dalla Bp sia solo una operazione di facciata.

http://www.huffingtonpost.com/allison-kilkenny/allegations-emerge-bp-is_b_632954.html

Marea nera killer, prime zone “morte” nel Golfo del Messico

Autore: Redazione MTV News Data: 1 luglio 2010 Commenta
Marea nera killer, prime zone morte nel Golfo del Messico

Il metano fa diminuire l'ossigeno nell'acqua, animali in fuga

Milano, 1 lug. (Apcom) - Il pozzo sottomarino della British Petroleum da cui continua a fuoriuscire greggio, ha creato nel Golfo del Messico alcune zone "morte", dove la carenza di ossigeno rende la vita impossibile: lo riporta il quotidiano britannico "The Guardian", citando due studi indipendenti.

Gli scienziati hanno rilevato l'esistenza di alcune zone in cui la concentrazione di metano - prodotto dal gas naturale che fuoriesce dal pozzo - è centomila volte superiore ai livelli normali; per questo molti animali si stanno allontanando dalle zone a rischio e si avvicinando alle coste, dove la qualità dell'acqua è migliore. Fino ad oggi gli esperti, che stanno studiando le conseguenze della marea nera sull'ecosistema del Golfo del Messico, si erano concentrati sui rischi rappresentati dalla presenza di greggio e sulle sostanze chimiche impiegate per la bonifica, ma il metano rappresenta un pericolo altrettanto grave perché è in grado di "risucchiare" l'ossigeno presente nell'acqua fino a livelli incompatibili con la presenza di vita marina.

Il problema dell'inquinamento è endemico da queste parti: anche prima della fuga di greggio il Golfo presentava una "zona morta" in corrispondenza della foce del Mississippi, a causa dalla presenza nel fiume di fertilizzanti e di altre sostanze chimiche di origine organica.

http://www.guardian.co.uk/environment/2010/jun/30/biologists-find-oil-spill-deadzones

Sulla marea nera incombe Alex: primo uragano della stagione 2010

Autore: Redazione MTV News Data: 30 giugno 2010 Commenta
Sulla marea nera incombe Alex: primo uragano della stagione 2010

Ha già costretto BP a ridurre operazioni per recupero petrolio

Miami, 30 giu. (Apcom) - La tempesta tropicale Alex, che ha costretto la British Petroleum a ridurre le sue operazioni per il recupero del petrolio nel Golfo del Messico, è diventata il primo uragano della stagione nell'Atlantico e minaccia tutte le coste del Messico e del Texas: lo ha annunciato il Centro nazionale americano per gli uragani (Nhc).

I venti massimi sostenuti sono passati a quasi 120 chilometri orari, con folate più violente", ha indicato, in un comunicato la NHC, che ha la sua base a Miami. "Un ulteriore rafforzamento è previsto prima che raggiungano la terra ferma", ha aggiunto il Centro, precisando che ciò dovrebbe avvenire nella serata di oggi vicino alla frontiera tra Stati Uniti e Messico.

In vista del passaggio di Alex sono già state sospese alcune operazioni, come gli incendi controllati, il collocamento dei galleggianti, il lancio aereo dei solventi. Procedono inoltre a rilento i lavori per montare un terzo sistema di recupero del greggio. Ma il rischio è anche che Alex spinga a riva ancor più acqua inquinata dal petrolio con conseguenze ancora più devastanti sulle coste. Gli abitanti della zona sono stati alle prese ieri con forti piogge ed alluvioni.

http://www.bp.com/bodycopyarticle.do?categoryId=1&contentId=7052055

http://www.noaa.gov/

Marea Nera, Bp pronta a tappare la falla con pozzo di sicurezza

Autore: Redazione MTV News Data: 28 giugno 2010 Commenta
Marea Nera, Bp pronta a tappare la falla con pozzo di sicurezza

L'anticipazione del Times: una nuova speranza contro il disastro

Milano, 28 giu. (Apcom) - È quasi pronto il primo dei due "Relief well", i pozzi di soccorso che dovrebbero consentire di arginare la falla del "Macondo well", il pozzo di greggio all'origine del disastro ambientale nel Golfo del Messico.

"La notizia - scrive oggi il quotidiano britannico "Times" in apertura della sua edizione online - alimenta le speranze che il gigante petrolifero Bp sia sulla buona strada per mettere fine alla crisi della Deepwater Horizon", la piattaforma esplosa e poi sprofondata nel Golfo il 20 aprile scorso.

Il ministro dell'Energia americano, Steven Chu - aggiunge il quotidiano - assisterà alle fasi finali dell'operazione da Houston, in Texas. Il pozzo di soccorso, che per il tratto iniziale corre parallelamente a quello originario per poi deviare fino a intercettarlo, attualmente si trova circa a una sessantina di metri di distanza orizzontale dal "Macondo".

Grazie ai radar e all'utilizzo di una strumentazione elettromagnetica i tecnici individueranno l'esatta posizione del pozzo originario e, dopo averlo "centrato" nel punto più idoneo, determinato con gli strumenti, tenteranno di sigillarlo definitivamente con un'iniezione di fanghi e cemento.

http://www.thetimes.co.uk/tto/news/

Marea nera, uragano “Alex” potrebbe ritardare lavori bonifica

Autore: Redazione MTV News Data: 27 giugno 2010 Commenta
Marea nera, uragano Alex potrebbe ritardare lavori bonifica

Milano, 27 giu. (Apcom) - Se l'uragano "Alex", il primo della stagione nell'Oceano Atlantico, dovesse raggiungere il Golfo del Messico le operazioni di bonifica della marea nera causata dall'esplosione della piattaforma offshore "Deepwater Horizon" potrebbero essere sospese per almeno una settimana: lo ha reso noto la Guardia Costiera statunitense.

In particolare i lavori di trivellazione dei pozzi ausiliari necessari per arginare la fuga di greggio - già difficili in condizioni meteorologiche ideali - potrebbero subire un forte ritardo.

Al momento Alex, con raffiche di vento fino a 74 chilometri orari, minaccia le coste del Belize e la penisola messicana dello Yucatan, ma la sua rotta non sembra interessare la zona del disastro ambientale.

http://www.bp.com/bodycopyarticle.do?categoryId=1&contentId=7052055

http://www.deepwaterhorizonresponse.com/go/site/2931/

http://www.wunderground.com/hurricane/at19981.asp

Marea nera, tartarughe marine arse vive nei roghi controllati

Autore: Redazione MTV News Data: 26 giugno 2010 Commenta
Marea nera, tartarughe marine arse vive nei roghi controllati

L'allarme lanciato dalle associazione ambientaliste

Milano, 26 giu. (Apcom) - Tartarughe marine a rischio di estinzione ed altri animali sono stati bruciati vivi nel corso delle operazioni di bonifica della marea nera del Golfo del Messico, condotte dalla British Petroleum: è quanto pubblica il quotidiano britannico The Guardian.

Nei giorni in cui le condizioni meteorologiche lo permettono infatti la Bp brucia in modo controllato il greggio in piccole zone di mare circondate da un cordone ignifugo: secondo le organizzazioni ambientaliste tuttavia la compagnia non permette di verificare in precedenza la presenza di animali marini, procedura che invece è prevista dai protocolli della National oceanic and atmospheric administration (Noaa), l'ente federale per la salvaguardia ambientale.

Secondo i dati diffusi dal Noaa almeno 425 tartarughe marine sarebbero morte nella zona interessata dal 30 aprile scorso, una quantità sufficiente secondo gli ambientalisti a mettere a rischio la sopravvivenza delle cinque specie che vivono nella regione, principalmente la "Tartaruga di Kemp's Ridley".

Il greggio e i sargassi - le alghe marine che costituiscono il principale habitat per le giovani tartarughe e molte altre specie marine di cui queste si nutrono - tendono infatti a confluire nelle stesse zone.

http://www.noaa.gov/

http://www.bp.com/extendedsectiongenericarticle.do?categoryId=40&contentId=7061813