
Il 30% delle madri secondo l'Istat lascia lavoro per la famiglia
Milano, 3 feb. (TMNews) - L'emergenza occupazionale in Italia pesa sulle spalle di due categorie: giovani e lavoratrici. Lo dicono i dati che Istat, Banca d'Italia e Isfol hanno presentato in occasione degli Stati generali organizzati dal Cnel sulla situazione femminile nel mercato del lavoro. Nei primi nove mesi del 2011 l'Istat conta 45mila giovani occupate in meno.
L'Istituto di statistica sottolinea che per le under 30 il tasso di occupazione è piu' basso, la quota di precarie più alta (35,2% contro il 27,6%) e la retribuzione inferiore, meno di 900 euro.
Il 30% delle madri, poi, è costretto a interrompere il rapporto di lavoro per motivi familiari: per i padri la cifra si ferma al 3%). Se si guarda alle stime dell'Isfol, la percentuale di donne che hanno abbandonato il posto per dedicarsi ai bimbi sale al 40%. Diversi anche gli stipendi di uomini e donne: secondo l'Istat nel 2010 lo stipendio netto mensile delle dipendenti è stato inferiore del 20% (1.096 contro 1.377 euro).
Discriminazioni e crisi portano all'acuirsi di fenomeni di rassegnazione, con l'aumento in Italia delle scoraggiate: sono quattro volte la media Ue.










