
Un segnale della ripresa economica
Milano, 20 ago. (Apcom) - Dopo la battuta d'arresto del 2009 torna a crescere la domanda di manodopera straniera nel 2010 con la richiesta che si concentra maggiormente nei servizi alle persone, nelle aziende di grandi dimensioni, nelle professioni qualificate del commercio e servizi. Parma, Forlì-Cesena e Prato le province con l'incidenza più elevata di assunzioni straniere. E' quanto emerge dall'indagine condotta dalla Fondazione Leone Moressa che ha analizzato i dati Excelsior-Unioncamere sulle previsioni di assunzione per il 2010.
I nuovi assunti stranieri nelle aziende italiane previsti nel 2010, si legge in una nota, sono 181mila (22mila in più rispetto al 2009) e coprono il 22,6% delle assunzioni complessive. L'incremento è del 14,1% (+8,2% gli stagionali, +18,7% i non stagionali) a fronte della flessione del 31% registrata lo scorso anno. Sono prevalentemente le imprese sopra i 50 dipendenti (41,7%) a ricercare manodopera straniera da impiegare nei servizi alle persone (21,8%), richiedendo lavoratori con esperienza nel settore (54,6%) e qualificati nel commercio e nei servizi (27%). Parma, Forlì-Cesena e Prato sono le province con il maggior peso di assunti stranieri rispetto al totale delle assunzioni previste, con incidenze pari, rispettivamente, a 41,9%, 38% e 32,3%.
"La ripresa delle assunzioni di stranieri in Italia -dichiarano i ricercatori della Fondazione - è il primo ma ancora timido segnale di risveglio dell'attività economica, dopo un 2009 caratterizzato da una flessione nelle assunzioni di manodopera immigrata del -31%. Se si considera che per i 20mila nuovi posti di lavoro disponibili in più rispetto allo scorso anno si preferiranno lavoratori stranieri, allora occorre riflettere sulle reali esigenze del mondo produttivo che non ha smesso di ricercare queste figure lavorative".











