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Le banche e i giovani: 60% ha conto corrente, usano home banking

Autore: Redazione MTV News Data: 16 settembre 2011 Commenta
Le banche e i giovani: 60% ha conto corrente, usano home banking

Ricerca Ipsos per Intesa Sanpaolo, che lancia marchio Superflash

Milano, 16 set. (TMNews) - Il 70% ha una conoscenza media degli strumenti finanziari, il 95% possiede uno strumento di gestione del denaro, il 60% conto corrente e bancomat, la maggioranza assoluta usa l'home banking: è il rapporto tra i giovani tra i 18 e i 35 anni e le banche fotografato da una ricerca Ipsos per Intesa Sanpaolo. L'occasione è il lancio del marchio Superflash, con il sito superflash.it rivolto ai giovani, e l'inaugurazione a Milano della prima filiale dell'istituto dedicata a loro. Ne saranno aperte altre 10 nei prossimi mesi nelle principali città italiane.

Dalla ricerca emerge che gli strumenti finanziari di base sono noti ai ragazzi: il 70% dichiara di averne una conoscenza almeno media; c'è al contrario una minore competenza circa quelli più evoluti (quasi il 50% dichiara una competenza bassa o nulla). Le fonti maggiormente utilizzate per la raccolta di informazioni finanziarie sono i siti online e il passaparola di amici e conoscenti.

Il 95% possiede almeno uno strumento di gestione del denaro e il 60% il conto corrente e il bancomat. La maggioranza assoluta di coloro che hanno un conto corrente classico usa (magari saltuariamente) l'home banking e, tra i prodotti che si pensa di utilizzare in futuro, il conto corrente online eguaglia quello tradizionale.

Tecnologia e innovazione sono due parole chiave per entrare in rapporto con i giovani: il 98% possiede il cellulare (il 39% ha uno smartphone) e solo il 5% non possiede un computer. Il 50% è interessato alla possibilità di utilizzare il cellulare per avere informazione bancarie, mentre il 44% è disponibile a usarlo per operazioni finanziarie/bancarie.

Nella scelta della banca sono guidati prevalentemente dalla convenienza economica, dalla chiarezza/trasparenza, dalla facilità di interazione via Internet e dalla fiducia e affidabilità dell'istituto di credito.

http://www.superflash.it/scriptWeb20/vetrina/runtime_wcm/include/jsp/superflash/web/home/index_new.jsp

Ocse, allarme disoccupazione giovanile: nel 2010 è al 27,9%

Autore: Redazione MTV News Data: 15 settembre 2011 Commenta
Ocse, allarme disoccupazione giovanile: nel 2010 è al 27,9%

Quasi il 50% dei giovani hanno invece un impiego precario

Milano, 15 set. (TMNews) - In Italia è allarme disoccupazione. Oltre al precariato, che riguarda quasi il 50% dei giovani fra i 15 e 24 anni, il tasso di disoccupazione giovanile nel nostro Paese è del 27,9%, in crescita rispetto all'inizio della crisi, nel 2007. Ben inferiore il tasso di disoccupazione dei Paesi dell'area Ocse, pari al 16,7%.

La fotografia dello stato di precarietà occupazionale dell'Italia arriva dall'Ocse che nell'Employment Outlook, realizzato sui dati di fine 2010, mette in chiaro quanto sia difficile per un giovane italiano trovare lavoro e stabilità.

Il 46,7% dei giovani ha un contratto precario: una percentuale cresciuta di 9 punti dall'inizio della crisi, nel 2007, quando il tasso di disoccupazione era al 20,3%. Oggi la fotografia dell'Osce dice che siamo oltre il 27%.

"L'impatto della recente profonda crisi sul mercato del lavoro in Italia è stato relativamente mite, ma la ripresa è stata lenta", scrive l'Ocse nel suo rapporto, spiegando che il tasso di disoccupazione italiano è cresciuto di 2,5 punti percentuali tra l'inizio della crisi (secondo trimestre 2007) e il primo trimestre del 2010, quando ha raggiunto l'8,5%. Da allora, tuttavia - scrive l'Ocse - la ripresa è stata lenta. Il tasso di disoccupazione è sceso di solo mezzo punto percentuale in Italia, in linea con il lento calo visto nell'area Ocse.

"Il recente rallentamento della ripresa economica nell'area euro - si legge - suggerisce che la disoccupazione italiana resterà al di sopra del suo livello pre-crisi per un certo tempo".

http://www.oecd.org/home/0,2987,en_2649_201185_1_1_1_1_1,00.html

Facebook, slitta l’Ipo, Zuckerberg preferisce attendere fine 2012

Autore: Redazione MTV News Data: 15 settembre 2011 Commenta
Facebook, slitta l'Ipo, Zuckerberg preferisce attendere fine 2012

Era prevista per aprile prossimo, per Financial Times slitterà

New York, 14 set. (TMNews) - Wall Street può attendere. Slitta la quotazione del social network più in voga del momento, Facebook. Il gruppo di Mark Zuckerberg non approderà in Borsa prima della seconda metà del 2012. Lo hanno riferito alcune fonti al Financial Times.

Lo scorso gennaio la società aveva consegnato un documento di 100 pagine ai potenziali investitori, annunciando un possibile approdo sul listino americano nell'aprile 2012. Secondo il quotidiano finanziario il golden boy di Facebook avrebbe deciso di far slittare l'operazione: aspetterà almeno fino al prossimo settembre se non fino all'inverno prima di decidere il da farsi con quella che qualcuno considera l'Ipo del secolo.

Non è difficile capire il motivo di tanta prudenza. Da Groupon, società specializzata nella vendita di coupon per effettuare acquisti a prezzi scontati, a Zynga, che sviluppa videogiochi per social network, passando per Linkedin, il social network orientato al mondo degli affari, l'avventura in Borsa non è cominciata in modo brillante a causa delle turbolenze sui mercati.

E gli esperti di mercato annuiscono. Come osserva Lise Buyer, consulente che ha lavorato alla quotazione di Google, Facebook non ha alcuna fretta perché non necessita di risorse finanziarie. Meglio quindi a suo avviso aspettare tempi migliori. Anche per Peter Thiel, candidato investitore di Facebook, la decisione di Zuckerberg è comprensibile e soprattutto "una mossa competitiva da stratega".

http://www.facebook.com http://www.ft.com

Appello del Papa sul precariato: restituire dignita’ al lavoro

Autore: Redazione MTV News Data: 11 settembre 2011 Commenta
Appello del Papa sul precariato: restituire dignita' al lavoro

Benedetto XVI ad Ancona celebra messa nell'area Cantieri navali

Roma, 11 set. (TMNews) - Appello di Benedetto XVI sul precariato: c'è bisogno di un nuovo modello di sviluppo, "uno sviluppo sociale positivo, che ha al centro la persona, specie quella povera, malata o disagiata" ed è necessario restituire "dignità ai giorni dell'uomo e quindi al suo lavoro", superando "l'incertezza del precariato e il problema della disoccupazione". Il Papa ha parlato ad Ancona dove si trova per concludere il Congresso eucaristico nazionale.

Tra la folla che ha assistito alla celebrazione della messa nell'area dei Cantieri navali in crisi, il Pontefice ha evidenziato come non bastino "la forza del potere e dell'economia" per gestire la società in modo sano e costruttivo, e come la via sa seguire sia quella della riscoperta della spiritualità eucaristica, che "ci aiuterà anche ad accostare le diverse forme di fragilità umana consapevoli che esse non offuscano il valore della persona, ma richiedono prossimità, accoglienza e aiuto".

Quindi, ha detto Benedetto XVI durante l'omelia, "dal Pane della vita trarrà vigore una rinnovata capacità educativa, attenta a testimoniare i valori fondamentali dell'esistenza, del sapere, del patrimonio spirituale e culturale; la sua vitalità ci farà abitare la città degli uomini con la disponibilità a spenderci nell'orizzonte del bene comune per la costruzione di una società più equa e fraterna".

Molti i politici che hanno assistito alla messa. Tra gli altri il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il segretario e il presidente del Pd, Pierluigi Bersani e Rosy Bindi, il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, il vice presidente della Commissione europea Antonio Tajani, il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione, il deputato 'popolare' del Pd Giuseppe Fioroni, il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni.

http://www.vatican.va

Lavoro, Istat: Disoccupazione giovani in calo a luglio al 27,6%

Autore: Redazione MTV News Data: 31 agosto 2011 Commenta
Lavoro, Istat: Disoccupazione giovani in calo a luglio al 27,6%

Secondo mese di flessione, valore più basso da settembre 2010

Milano, 31 ago. (TMNews) - Prosegue il calo della disoccupazione giovanile. A luglio il tasso di disoccupazione giovanile è sceso per il secondo mese consecutivo attestandosi al 27,6% con una diminuzione congiunturale di 0,2 percentuali. Lo ha comunicato l'Istat sottolineando che il tasso di disoccupazione giovanile, a luglio è il più basso dal settembre del 2010.

Il dato complessivo sulla disoccupazione, invece, è rimasto stabile nel mese di luglio. Il tasso, infatti, si è attestato all'8%, non facendo registrare variazioni rispetto a giugno. Su base annua il tasso è calato di 0,3 punti percentuali. A luglio sono oltre 2 milioni (2.009mila) i disoccupati, in aumento dello 0,3% rispetto a giugno. "Si è arrestata l'emorragia di posti di lavoro rispetto al periodo prima della crisi - hanno spiegato i tecnici dell'Istat - ma la ripresa del mercato del lavoro è modesta".

A luglio gli occupati sono 22.956mila unità, in aumento dello 0,2% (+36mila unità) rispetto a giugno. Su base annua l'occupazione ha fatto registrare un aumento dello 0,4% (+88mila unità). Le variazioni positive riguardano sia gli uomini che le donne. Il tasso di occupazione è risultato pari, come nei due mesi precedenti, al 56,9%, stabile sia su base mensile che annua. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono diminuiti dello 0,2% (-33mila unità) rispetto a giugno e il tasso di inattività si è attestato al 38%.

http://www.istat.it/it/

In arrivo stangata settembrina per le famiglie: 1.500 euro in più

Autore: Redazione MTV News Data: 27 agosto 2011 Commenta
In arrivo stangata settembrina per le famiglie: 1.500 euro in più

Per il prossimo mese sono previsti rincari in tutti i settori

Milano, 27 ago. (TMNews) - Una stangata di oltre 1.500 euro per le famiglie italiane. Rincari per tutti i settori, a cominciare da alimentazione, assicurazioni, libri scolastici, biglietti dei treni, benzina, riscaldamento. A lanciare l'allarme sono Adusbef e Federconsumatori, secondo i quali a settembre sono in arrivo nuovi aumenti dei prezzi che faranno lievitare la stangata 2011 a oltre 1.500 euro.

Per questo è indispensabile, prima di tutto, "avviare severi controlli e verifiche per eliminare ogni ombra di speculazione", hanno spiegato Rosario Trefiletti (Federconsumatori) ed Elio Lannutti (Adusbef). Per le due associazioni "è assolutamente insopportabile che in molti settori dell'economia si stiano verificando aumenti di prezzi e tariffe. Ciò si può ascrivere solo a volontà speculative che nulla dovrebbero avere con sane regole di mercato. Infatti, il Paese è attraversato da una forte contrazione dei consumi, a partire da quelli legati all'alimentazione".

Federconsumatori e Adusbef chiedono "il blocco e rivendicano maggiori verifiche, controlli e soprattutto sanzioni da parte di tutte le autorità istituzionali preposte, dal governo fino ai corpi ispettivi dello Stato, su quanto sta accadendo. Lo ripetiamo in tutti i settori, dall'acquisto di un chilo di pere alle tariffe RC auto, dal prezzo della benzina a quello della raccolta dei rifiuti, soprattutto quando, come in campo energetico, oltre alla contrazione dei consumi si registra anche una forte diminuzione del prezzo della materia prima".

http://www.adusbef.it/ http://www.federconsumatori.it/

Uragano Irene, a New York rischio di blocco dei mezzi pubblici

Autore: Redazione MTV News Data: 26 agosto 2011 Commenta
Uragano Irene, a New York rischio di blocco dei mezzi pubblici

Sindaco Bloomberg si prepara a far sgomberare le zone a rischio

Milano, 26 ago. (TMNews) - L'uragano Irene potrebbe provocare un evento mai successo nella storia di New York: il blocco totale dell'intero sistema dei trasporti pubblici della città a causa del tempo, chiusura che potrebbe avvenire sabato. La Mta, autorità cittadina dei trasporti, ha annunciato ieri sera che è stato avviato per la prima volta il piano uragani, che prevede la chiusura totale di metropolitana, treni e autobus quando il vento supera la velocità sostenuta di 39 miglia all'ora (62 km/h).

Irene dovrebbe colpire New York domenica, quando sarà un uragano di categoria 1, la più bassa, ma sempre con venti a 90 miglia all'ora (oltre 140 km/h) e pioggia torrenziale. La Mta ha avvertito che potrebbero essere chiusi anche i ponti, una mossa che di fatto renderebbe impossibile raggiungere o lasciare Manhattan. Secondo il presidente della Mta, Jay Walder, non è mai successo a New York che i trasporti pubblici chiudessero del tutto per motivi meteorologici.

Irene toccherà terra sabato sulla costa del North Carolina e poi punterà a nord, ma prima di toccare New York farà cadere fino a 25 centimetri di pioggia sulle zone intorno a Washington. Anche il presidente Obama ha dovuto cambiare programmi: l'inaugurazione del monumento a Martin Luther King prevista nella capitale per domenica non si farà.

Intanto a New York il sindaco Michael Bloomberg ha ordinato lo sgombero di case di riposo e ospedali nelle zone a rischio della città entro le 20 di stasera (le 2 del mattino di sabato in Italia). E potrebbe arrivare a breve anche l'ordine di sgomberare del tutto queste zone, che sono Coney Island, la penisola delle Rockaways a sud dell'aeroporto Jfk, e Battery Park City, la punta sud di Manhattan. "Sarà una tempesta molto pericolosa, chiediamo a tutti gli abitanti di spostarsi in zone meno pericolose" rispetto alla cosiddetta zona A, quella più vicina al mare. Il sindaco ha anche ordinato l'annullamento di concerti all'aperto e festival di strada nel fine settimana. Intanto, il governatore dello stato di New York, Mario Cuomo, ha dichiarato lo stato di emergenza.

http://www.mta.info/nyct/

Crisi, giovani famiglie in affanno: solo 28% riesce a risparmiare

Autore: Redazione MTV News Data: 20 agosto 2011 Commenta
Crisi, giovani famiglie in affanno: solo 28% riesce a risparmiare

Il 40% vive in affitto. Ricerca Censis e Unipol

Roma, 20 ago. (TMNews) - Solo il 28% dei nuclei giovani (con persona di riferimento fino a 35 anni) riesce a risparmiare, il 42% non ha nessun patrimonio immobiliare, il 40% vive in affitto. Le famiglie giovani riescono sempre meno a risparmiare. L'indebolimento economico dei lavoratori più giovani è ormai un fenomeno di lungo periodo. E questa tendenza è destinata inevitabilmente a mettere a rischio la solidità patrimoniale delle famiglie italiane, erodendo la tradizionale propensione al risparmio.

Secondo i risultati del primo anno di lavoro del progetto "Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali" di Censis e Unipol, sono le famiglie con persona di riferimento più giovane quelle che meno delle altre sono riuscite a risparmiare nel corso dell'ultimo anno. Solo il 28,6% dei capofamiglia fino a 35 anni indica che la sua famiglia è riuscita a mettere da parte qualcosa, rispetto a una percentuale più alta (il 38%) riferita ai capofamiglia di 45-54 anni. Sono infatti le famiglie più giovani quelle che in quota maggiore spendono tutto il loro reddito mensile (il 58,4% contro la media del 52,5%) e che sono costrette a indebitarsi (il 5% contro la media del 3,7%).

Dall'osservazione dell'assetto patrimoniale delle famiglie italiane emerge in modo netto la debolezza dei nuclei più giovani, particolarmente marcata in oltre la metà dei casi. L'8% non può contare su nessun genere di patrimonio, e a queste si aggiunge il 42,6% che non ha nessun patrimonio immobiliare (contro il 16,8% medio).

Circa il 20% delle famiglie giovani (rispetto al 40% circa del totale delle famiglie) può contare esclusivamente sulla prima casa (3,7%) o sulla prima casa e un conto in banca (19,1%). Il possesso di altri immobili o di investimenti e rendite riguarda circa il 23% di esse, contro il 36% riferito alla totalità delle famiglie italiane. Oltre il 40% delle famiglie giovani vive infatti in una casa in affitto.

E una ulteriore testimonianza della loro fragilità patrimoniale proviene proprio dall'analisi della condizione abitativa. Considerando l'insieme delle famiglie che non possiedono la casa in cui vivono, di nuovo sono le famiglie più giovani a risultare le più svantaggiate. L'83% di esse è in affitto da un privato (contro il 73,5% del totale delle famiglie non proprietarie), il 15,9% vive in una casa di un parente, e solo l'1% usufruisce di un affitto da un ente, che generalmente prevede canoni agevolati, a fronte del 9,5% del totale delle famiglie non proprietarie, percentuale che sale invece al 15% circa per i nuclei con persona di riferimento con 55 anni e più).

"Nel dibattito pubblico le risorse rappresentate dal risparmio e dai patrimoni delle famiglie vengono frequentemente citate come un elemento di solidità del sistema economico nazionale. Ma questo discorso - si sottolinea nella ricerca - è destinato a essere sempre meno vero, se i giovani lavoratori, sulle cui spalle ricade prevalentemente il peso dell'incertezza economica, spesso senza alcun genere di ammortizzatori, non sono nelle condizioni di accantonare risorse per il futuro. E anzi mostrano, diversamente dai loro padri, una maggiore tendenza (e necessità) a indebitarsi".

http://www.censis.it/1

Rivolta in Inghilterra, Cameron pensa a blocco dei social network

Autore: Redazione MTV News Data: 11 agosto 2011 Commenta
Rivolta in Inghilterra, Cameron pensa a blocco dei social network

Sotto accusa Facebook, Twitter e l'uso di Blackberry

Milano, 11 ago. (TMNews) - Twitter e Facebook in Inghilterra potrebbero essere bloccati. L'annuncio è del premier Cameron che sta studiando la situazione insieme alle forze dell'ordine per evitare che si ripetano le violenze delle scorsi notti. I social network hanno svolto un ruolo centrale per mantenere i manifestanti sempre in contatto fra loro. Sotto i riflettori anche l'uso del Blackberry.

"Stiamo lavorando con polizia, intelligence e industria per capire se sia giusto bloccare le comunicazioni attraverso questi siti e servizi on line quando è chiaro che si stanno progettando violenze, disordini e atti di criminalità", ha detto il premier britannico David Cameron, nel dibattito in corso in Parlamento.

Oltre ai social network, protagonista delle violenze dei giorni scorsi è stato il BlackBerry, lo smartphone più usato dalla maggioranza (37%) dei teenager britannici, con cui si possono spedire messaggi all'intera rete dei contatti Blackberry.

Durante i disordini, il BlackBerry ha garantito ai violenti un aggiornamento live su spostamenti e punti d'incontro, con il vantaggio che i messaggini scritti attraverso il suo sistema di messaggeria istantanea (il "Bbm") non sono rintracciabili dalla polizia, al contrario di quanto avviene con Twitter e Facebook. Il funzionamento del Bbm è molto semplice: per comunicare, gli utenti devono semplicemente scambiarsi il Pin (il numero d'identificazione personale), rendendo i messaggi strettamente privati, con la possibilità di diffonderli a centinaia di persone.

http://www.rim.com/

Oltre 427mila giovani hanno perso il posto di lavoro nel 2010

Autore: Redazione MTV News Data: 10 agosto 2011 Commenta
Oltre 427mila giovani hanno perso il posto di lavoro nel 2010

Datagiovani: Occupazione peggiora a Nord,Sud non dà segni ripresa

Milano, 10 ago. (TMNews) - Mercato del lavoro ancora bloccato per i giovani nel nostro Paese nel 2010. Quasi il 20 per cento dei disoccupati nel 2010 lavorava nel 2009, e circa il 60 per cento è disoccupato da più di un anno. E' quanto emerge da una indagine di Datagiovani che sottolinea come le regioni del Sud hanno reagito meglio alle dinamiche di involuzione, creando più posti di lavoro rispetto alla media nazionale e con una minore probabilità di perderli nel corso di un anno. Ma l'indice di evoluzione globale mostra come le regioni del Centro e parte del Nord, dopo un 2009 pessimo, stiano recuperando parte del terreno perso, mentre il Sud non dà segni di ripresa.

Il centro di ricerche mette il luce come quasi 2 giovani disoccupati su 10 lavoravano nel 2009. Si tratta di poco meno di 210mila giovani che hanno perso un posto di lavoro. Ad essi vanno però aggiunti i quasi 218mila ragazzi che sono passati dalla condizione di 'occupato' a quella di 'inattivo', o perché si sono rimessi a studiare o perché sono scoraggiati nella possibilità di trovare un altro posto di lavoro. Da rilevare poi che sono circa 686mila gli under 35 che cercano lavoro da oltre un anno.

La graduatoria dell'indice 2010 vede in testa il Sud, in coda le regioni settentrionali. L'indice di evoluzione del mercato del lavoro giovanile 2010 mostra come rispetto alle tendenze medie nazionali, come era avvenuto del resto anche nel 2009, siano le regioni del Sud Italia a reagire meglio. In testa troviamo Molise e Campania, con venti punti in più della media nazionale, poi la Calabria. Tra le regioni del Nord si 'salvano' solo Liguria e Trentino - Alto Adige, grazie soprattutto a buone capacità di stabilizzazione contrattuale. Le altre regioni settentrionali si posizionano in coda essenzialmente per la combinazione di pochi posti di lavoro nuovi creati per i giovani (meno del 12 per cento) e per un elevato rischio di cessazioni di rapporti esistenti.

Anche se vi sono alcune eccezioni - sottolineano i ricercatori di Datagiovani - in generale la tendenza negativa del Mezzogiorno è da attribuire ad una crescita del rischio di perdita del posto di lavoro e ad un aumento della disoccupazione oltre 12 mesi: sembra dunque che l'onda lunga della crisi occupazionale stia facendo sentire maggiormente ora i suoi effetti nel Sud Italia rispetto al 2009.

http://www.datagiovani.it/