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Mali, truppe francesi avanzano verso Timbuctù

Autore: Redazione MTV News Data: 27 gennaio 2013 Commenta
Mali, truppe francesi avanzano verso Timbuctù

Distrutta casa leader gruppo legato Al Qaida a Kidal

Roma, 27 gen. (TMNews) - Le truppe francesi e maliane stanno raggiungendo la città di Timbuctù, dopo che ieri hanno riconquistato Gao, nel Mali settentrionale, e altre città del nord finite in mano da mesi agli estremisti islamici. Nella notte, inoltre, in un attacco dell'aviazione francese, è stata distrutta la casa di un leader di un gruppo legato ad Al Qaida a Kidal, 24 ore dopo la riconquista di Gao, la più grande vittoria in 17 giorni di operazioni contro i fondamentalisti.

Il primo ministro francese, Jean Marc Ayrault, ha confermato che i soldati stanno raggiungendo l'antica città di Timbuctù, patrimonio dell'Unesco, dove secondo la leggenda sarebbero sepolti 333 santi musulmani. I militari sono attualmente "nei pressi di Gao e saranno presto vicino a Timbuctù", ha spiegato Ayrault. Il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, ha intanto parlato con il principe ereditario saudita, Salmane Ben Abdel Aziz, dell'intervento in Mali e della cooperazione militare tra Parigi e Riad.

http://www.aljazeera.com/news/africa/2013/01/201312763627716824.html

Egitto, caos dopo sentenza di Port Said: scontri e vittime

Autore: Redazione MTV News Data: 26 gennaio 2013 Commenta
Egitto, caos dopo sentenza di Port Said: scontri e vittime

Parenti condannati assaltano carcere: 22 morti

Il Cairo, 26 gen. (TMNews) - Le urla di gioia dei parenti delle vittime hanno accolto al sentenza di morte per 21 egiziani, condannati per gli scontri a Port said del febbraio scorso, quando nel caos scoppiato dopo una partita di calcio allo stadio morirono 74 persone. Le esclamazioni di gioia però sono state presto coperte dal rumore degli spari e dalle grida delle famiglie dei condannati che hanno cercato di assaltare il carcere in cui sono rinchiusi i loro parenti.

Dopo la reazione della polizia è intervenuto anche l'esercito e nel caos che ne è seguito sono morte oltre 20 persone. I disordini si sovrappongono agli scontri che vanno in scena dal 25 gennaio a Piazza Tahrir, in occasione dell'anniversario delle rivolte che sconfissero il regime di Mubarak, rivoluzione che dopo due anni si sente tradita dal governo al potere.

http://www.sis.gov.eg/En/Default.aspx

India, polizia: cittadini con porto d’armi sparino su stupratori

Autore: Redazione MTV News Data: 26 gennaio 2013 Commenta
India, polizia: cittadini con porto d'armi sparino su stupratori

Dopo lo stupro collettivo di una studentessa a Nuova Delhi

Nuova Delhi, 26 gen. (TMNews) - I proprietari di armi da fuoco dovrebbero pattugliare le strade di Nuova Delhi la notte e premere il grilletto per impedire che le donne vengano aggredite. E' quanto ha dichiarato il capo della polizia della capitale indiana, citato dall'Indian Express, dopo lo stupro collettivo di una studentessa che ha sconvolto il Paese.

"I possessori di un porto d'armi dovrebbero recarsi nei luoghi isolati come le fermate degli autobus di notte e nel caso in sui sorprendano un uomo ad aggredire una donna dovrebbero utilizzare le loro armi per fermare questo atto criminale", ha dichiarato Tejendra Khanna, che ha parlato di un "servizio" reso alla società.

Il Partito del popolo indiano (Bjp, all'opposizione) ha condannato le dichiarazioni di Khanna, affermando che non dovrebbe consigliare ai cittadini di farsi giustizia da soli. Secondo l'organizzazione Small Arms Survey, gli indiani posseggono 40 milioni di armi, di cui solamente 6,3 milioni sono dichiarate su circa 650 milioni di armi detenute da civili nel mondo.

La polizia di Nuova Delhi, metropoli di 16 milioni di abitanti, sostiene di aver registrato nel 2012, 706 denunce di stupri, il 23,4% in più dell'anno precedente.

Lo stupro collettivo il 16 dicembre scorso di una studentessa di 23 anni, morta 13 giorni dopo per le ferite riportate, ha provocato una levata di scudi generale nel Paese dove centinaia di migliaia di persone sono scese in strada per chiedere l'inasprimento delle pene per gli autori di crimini sessuali.

http://www.indianexpress.com/

Amnesty International: nessuna giustizia per vittime rivolte

Autore: Redazione MTV News Data: 25 gennaio 2013 Commenta
Amnesty International: nessuna giustizia per vittime rivolte

L'associazione denuncia l'impunità delle forze di sicurezza

Milano, 25 gen. (TMNews) - A due anni dalle rivolte che portarono alla fine del regime di Hosni Mubarak in Egitto, non c'è stata ancora alcuna giustizia per le vittime delle manifestazioni di piazza. E' la denuncia di Amnesty International secondo cui nessun alto funzionario o agente delle forze di sicurezza è stato condannato o punito adeguatamente per aver ucciso o ferito i manifestanti.

"Il presidente Morsi ha ripetutamente onorato la memoria di coloro che persero la vita nella rivoluzione del 25 gennaio. Eppure, ben poco è stato fatto per assicurare i responsabili alla giustizia. Due anni dopo la rivolta, le forze di sicurezza sembrano farla franca" ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. "Non garantendo la punizione dei responsabili - ha concluso - il presidente Morsi non si distanzia granchè dai precedenti decenni".

http://www.amnesty.it/index.html

Forbes: Isabel dos Santos, la prima miliardaria dell’Africa

Autore: Redazione MTV News Data: 25 gennaio 2013 Commenta
Forbes: Isabel dos Santos, la prima miliardaria dell'Africa

E' la figlia del presidente angolano José Eduardo dos Santos

Milano, 25 gen. (TMNews) - Isabel dos Santos, figlia del presidente angolano José Eduardo dos Santos, è la prima donna africana miliardaria secondo la rivista "Forbes", che ogni anno pubblica la classifica delle personalità più ricche del mondo.

"Negli ultimi anni, Isabel dos Santos ha incrementato le sue partecipazioni nelle imprese portoghesi, in particolare una banca e una società di telecomunicazioni - ha scritto "Forbes" - queste partecipazioni, unite agli attivi che Isabel dos Santos ha in almeno una banca in Angola, consente di stimare che la sua fortuna personale abbia superato il miliardo di dollari, rendendola la prima miliardaria d'Africa".

http://www.forbes.com/sites/kerryadolan/2013/01/23/isabel-dos-santos-daughter-of-angolas-president-is-africas-first-woman-billionaire/

Usa e Gran Bretagna: sempre più papà restano a casa con i figli

Autore: Redazione MTV News Data: 25 gennaio 2013 Commenta
Usa e Gran Bretagna: sempre più papà restano a casa con i figli

Ma in America sono solo il 3,6% dei genitori, contro il 10% in Gb

Milano, 25 gen. (TMNews) - Il numero di papà che rimangono a casa nel Regno Unito ha toccato lo scorso anno una cifra record nel Regno Unito, a fronte del crescente numero di donne che portano lo stipendio a casa. Stando ai dati riportati oggi dal quotidiano britannico Telegraph, gli uomini rappresentano quasi il 10% delle persone che si prendono cura dei bambini mentre la partner è al lavoro.

Tra il settembre e il novembre dello scorso anno, sono stati 227.000 i papà rimasti a casa nel Regno Unito, con un aumento di 19.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2011, il più alto mai registrato dal 1993, primo anno della compilazione di questi dati.

Anche negli Stati Uniti si sta affermando la figura del papà che rimane a casa a badare ai figli: stando ai dati riportati ieri dal Wall Street Journal, lo scorso anno sono stati 189.000, con un incremento del 78% rispetto a un decennio fa. Tuttavia, ha sottolineato il quotidiano americano, gli uomini rappresentano ancora solo il 3,6% dei genitori che rimangono a casa.

Uno studio pubblicato dal Journal of Consumer Research, e citato dal Wsj, ha evidenziato come i papà che rimangono a casa non tentino di fare le mamme perfette; anzi, sono orgogliosi di far correre più rischi ai propri figli e tendono a preferire le avventure alla routine quotidiana.

http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324624404578255792399791294.html?mod=WSJ_Europe_LifeStyle_EditorsPicks_1

Rientrato a Stoccolma un Matisse che era stato rubato 25 anni fa

Autore: Redazione MTV News Data: 24 gennaio 2013 Commenta
Rientrato a Stoccolma un Matisse che era stato rubato 25 anni fa

Oggi sarà mostrato al pubblico al Moderna Museet di Stoccolma

Milano, 24 gen. (TMNews) - Un celebre dipinto di Henri Matisse dal titolo "Le Jardin", valutato un milione di dollari (760.000 euro), è rientrato in Svezia dall'Inghilterra, 25 anni dopo essere stato rubato dal museo di arte moderna di Stoccolma.

"Il quadro 'Le Jardin' di Henri Matisse è rientrato a casa da Londra. Attualmente si trova ancora imballato al Moderna Museet", ha riferito il museo in un comunicato. "Dopo una acclimatazione di almeno 24 ore, sarà liberato dall'imballaggio", ha precisato il museo aggiungendo che l'opera sarà mostrata al pubblico oggi nel corso di una conferenza stampa alle 10. "Si tratta di un ritrovamento che ci fa bene al cuore", ha commentato il direttore del museo, Daniel Birnbaum, citato nel comunicato.

Olio su tela del 1920, il dipinto era stato ritrovato a dicembre grazie all'art dealer londinese Charles Roberts, che desiderando venderlo, aveva avviato una ricerca in un database sulle opere rubate, l'Art Loss Register (Arl). Dopo la verifica, gli esperti dell'Arl avevano rapidamente identificato il quadro scomparso l'11 maggio 1987 dal Moderna Museet di Stoccolma.

Secondo l'Arl, che riportava notizie circolate sulla stampa, i ladri avevano più volte tentato di negoziare un suo "acquisto" con il museo, senza successo. Ma l'istituzione ha smentito di essere mai stata contatta dagli autori del furto. "Il Moderna Museet è un museo pubblico ed è assolutamente inconcepibile per noi di pagare un riscatto", ha dichiarato la sua portavoce, Kristin Ek.

Secondo Roberts, l'ultimo proprietario era un polacco che lo aveva acquistato negli anni '90 ignorando che fosse un Matisse e che intendeva venderlo per "lasciare del danaro ai nipotini". Lo stesso proprietario ne "è rimasto sconvolto", perché lo aveva acquistato in "buona fede".

All'epoca del furto, il direttore del museo aveva avvertito che l'opera era troppo celebre per essere messa sul mercato, ragione per la quale era sparita dalla circolazione per così a lungo. Secondo gli specialisti, infatti, o una opera d'arte riappare in tempi brevissimi o è necessario attendere diversi anni.

http://www.modernamuseet.se/Stockholm/

Londra, Cameron vuole nuovo accordo con la Ue, poi un referendum

Autore: Redazione MTV News Data: 24 gennaio 2013 Commenta
Londra, Cameron vuole nuovo accordo con la Ue, poi un referendum

Mercato unico sia "il fulcro" dell'intesa tra Londra e Bruxelles

Milano, 24 gen. (TMNews) - Se verrà rieletto a Downing Street, David Cameron negozierà un nuovo accordo con l'Unione europea che poi sottoporrà a referendum entro il 2017. E' quanto ha dichiarato il premier, sollecitando l'Europa a cambiare, per non "spingere il Regno Unito a uscire" dall'Unione. "Non sono un isolazionista - ha esordito Cameron nel suo atteso discorso sui legami tra Londra e Bruxelles - voglio solo un accordo migliore per il Regno Unito e un accordo migliore anche per l'Europa... perchè ho una visione positiva per il futuro dell'Europea, un futuro a cui il Regno Unito vuole, e dovrebbe volere, svolgere parte attiva".

In questi mesi l'Ue sta cambiando per risolvere i problemi dell'euro, ha evidenziato, "e questo ha profonde implicazioni per tutti noi, a prescendere dall'uso della moneta unica". "Il Regno unito non ha l'euro e non l'avrà - ha sottolineato - ma tutti abbiamo bisogno che l'eurozona abbia la giusta governance e le strutture capaci di garantire il successo della moneta unica. E quelli fuori dall'eurozona hanno bisogno di avere garanzie sul fatto, per esempio, che non venga compromesso il nostro accesso al mercato unico".

Perchè l'Europa auspicata da Cameron ha il mercato unico come suo fulcro e cinque principi chiave: flessibilità, competitività, ritorno dei poteri ai Paesi membri, maggiore democrazia e giustizia. Il premier ha dichiarato di voler vedere "un'unione più snella, meno burocratica", che favorisca la competitività. "L'Ue deve essere in grado di agire con la rapidità e la flessibilità di una rete, non con l'ingombrante rigidità di un blocco", per far fronte alla "nuova corsa globale delle nazioni per l'occupazione e la ricchezza del futuro".

Bisogna quindi ripensare la struttura dell'Ue, senza parlare più di un'Europa a due velocità: "Siamo una famiglia di nazioni democratiche, fondata essenzialmente sul mercato unico piuttosto che sulla moneta unica". Un mercato unico che ha bisogno sicuramente di "una serie di regole comuni" per funzionare, ma i cui Paesi membri devono anche saper "rispondere con rapidità" ai cambiamenti economici. Perchè senza flessibilità, l'Europa si ritroverà in "una terra di nessuno", tra le economie emergenti dell'Asia e l'economia di mercato del Nord America.

http://www.bbc.co.uk/news/uk-politics-21148282

Elezioni Israele: vince Netanyahu, pareggio alla Knesset

Autore: Redazione MTV News Data: 23 gennaio 2013 Commenta
Elezioni Israele: vince Netanyahu, pareggio alla Knesset

Destra e centrosinstra ottengono 60 seggi ciascuno

Milano, 23 gen. (TMNews) - Elezioni israeliane sul filo di lana. Con il 99,5% delle schede scrutinate, i blocchi di destra e di centrosinistra sono infatti virtualmente in parità. Secondo i risultati diffusi stamattina dalla Commissione elettorale, il blocco di destra, guidato dalla lista comune Likud-Israel Beiteinu, e quello di centrosinistra ottengono infatti 60 seggi ciascuno. La lista del premier uscente ha conquistato 31 seggi, undici in meno rispetto a quanti ne avevano i due partiti separati nella precedente legislatura. A sorpresa è giunto secondo, con 19 seggi, il nuovo partito centrista Yesh Atid, di Yair Lapid, mentre al terzo posto si sono piazzati i laburisti, con 15 seggi.

Poco dopo la mezzanotte, Netanyahu aveva annunciato la sua vittoria: "Sono orgoglioso di essere il vostro primo ministro. Vi ringrazio per darmi la chance, per la terza volta, di guidare lo Stato di Israele. E' un grande privilegio e una grande responsabilità". Netanyahu ha anche detto che intende formare "una coalizione di governo che sia la più ampia possibile", e che la prima priorità del prossimo governo resta quella di "impedire all'Iran di dotarsi dell'arma atomica".

Tra gli altri alleati "naturali" di Netanyahu, il Focolare britannico, la formazione nazional-religiosa dell'imprenditore-colono Naftali Bennett, ha conquistato undici seggi, come il partito ultraortodosso sefardita Shass, mentre gli ortodossi ashkenaziti di Giudaismo unificato della Torah ne ha ottenuti sette.

Il nuovo movimento centrista dell'ex ministro degli Esteri Tzipi Livni, Hatnouha, che ha fatto campagna per il rilancio del processo di pace con i palestinesi, ha ottenuto invece sei seggi; anche il partito di sinistra Meretz ne ha conquistati sei, i partiti arabi 12 e Kadima due. Essendo il leader della lista che ha conquistato il maggior numero dei seggi, Netanyahu, nonostante l'arretramento registrato, è il meglio piazzato per ottenere l'incarico di formare il prossimo governo dal presidente Shimon Peres.

http://www.israele.net/

Il principe Harry ammette: ho ucciso talebani in Afghanistan

Autore: Redazione MTV News Data: 23 gennaio 2013 Commenta
Il principe Harry ammette: ho ucciso talebani in Afghanistan

Guerriglieri rispondono: "Codardo, pensa che guerra sia un gioco"

Roma, 21 gen. (TMNews) - Il principe Harry ha ammesso di aver ucciso dei guerriglieri talebani durante la sua missione come 'Captain Wales' nell'esercito britannico in Afghanistan. Harry, che è tornato a Londra dopo 20 settimane passate come co-pilota sugli elicotteri Apache nella turbolenta regione di Helmand, ha partecipato a diverse operazioni di evacuazione di feriti.

Il secondogenito del principe Carlo e Lady D ha commentato così la sua attività di responsabile dei sistemi d'arma su questi apparecchi e alla domanda se avesse ucciso guerriglieri ha risposto: "Sì, come tanti altri: nello squadrone, quando uscivamo, tutti hanno sparato una certa quantità di colpi(...) Prendi una vita per salvarne un'altra - ha detto - se là fuori c'è gente che che cerca di farci del male, allora dobbiamo metterli fuori gioco (...) spariamo se serve...ma essenzialmente siamo più che altro un deterrente".

"E' una gioia per me perché sono uno di quelli che amano giocare con al PlayStation ed Xbox, quindi con i miei pollici mi piace pensare di essere abbastanza utile", ha aggiunto Harry.

Una frase che non è piaciuta ai talebani, che hanno bollato il principe come un "codardo" per aver parlato del suo impegno in Afghanistan solo una volta fuori dal pericolo e aver paragonato il conflitto a un gioco al computer. "Non vale neanche la pena di condannare le sue dichiarazioni - ha detto il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid - descrivere la guerra in Afghanistan come un gioco avvilisce chiunque, soprattutto un principe, che si presume sia migliore".

http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/prince-harry/

http://www.royal.gov.uk/thecurrentroyalfamily/princeharry/princeharry.aspx

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