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Iraq, WikiLeaks diffonde un video su abusi militari Usa

Autore: Redazione MTV News Data: 27 ottobre 2010 Commenta
Iraq, WikiLeaks diffonde un video su abusi militari Usa

Immagini con presunte violenze contro civili iracheno

Roma, 27 ott. (Apcom) - Oltre ai documenti riservati dell'esercito statunitense, il sito di WikiLeaks ha diffuso anche un video su delle presunte violenze commesse da militari americani contro civili iracheni, di cui la rete televisiva britannica Channel 4 ha trasmesso ieri un'anteprima.

In uno degli spezzoni del video, girato a brodo di un elicottero da combattimento, l'equipaggio chiede l'autorizzazione per lanciare un missile contro un edificio dove si sospetta siano nascosti dei miliziani: nel momento in cui riceve il via libera un pedone disarmato attraversa la strada e viene colpito dall'esplosione.

Altre immagini mostrano una macchina controllata dall'alto da due elicotteri: il veicolo si ferma e un uomo disarmato scende con le mani in alto; subito dopo vengono lanciati due missili aria-terra che esplodono vicino all'automobile uccidendo l'uomo.

Si fa inoltre riferimento a un altro incidente, di cui non sono state mostrate le immagini: due presunti miliziani cercano di arrendersi a un elicottero, il cui equipaggio chiede istruzioni; un avvocato militare indica come non sia possibile per delle truppe terrestri arrendersi a un aeromobile e dunque i miliziani costituiscano un bersaglio legale.

http://wikileaks.org/

Condanna a morte per l’ex vicepremier iracheno Tareq Aziz

Autore: Redazione MTV News Data: 26 ottobre 2010 Commenta
Condanna a morte per l'ex vicepremier iracheno Tareq Aziz

Per le persecuzioni contro gli sciiti

Milano, 26 ott. (Apcom) - La Corte suprema irachena ha condannato a morte l'ex vicepremier di Saddam Hussein, Tareq Aziz, per il ruolo avuto nelle persecuzioni della comunità sciita. Tareq Aziz, 74 anni, era accusato di aver preso parte a una campagna contro gli esponenti del Partito Dawa, di cui è membro l'attuale premier Nouri al Maliki. L'ex vicepremier di Saddam Hussein, a lungo volto del regime sulla scena internazionale, è stato condannato a morte per impiccagione.

Unico cristiano del regime, Aziz si era arreso alle truppe americane alla fine di aprile del 2003. La famiglia ne ha più volte chiesto la liberazione per questioni di salute: l'ex vicepremier è stato colpito da due attacchi cardiaci. Tareq Aziz è già stato condannato nel marzo 2009 a 15 anni di carcere per "crimini contro l'umanità" nell'ambito dell'esecuzione di 42 commercianti, avvenuta nel 1992. Sempre nel 2009, l'Alta corte penale dell'Iraq lo ha condannato a sette anni di reclusione per il suo ruolo nelle violenze contro i curdi di confessione sciita negli anni '80.

Abile politico, sopravvisse a tutte le purghe del regime e a un tentativo di omicidio attribuito da Baghdad ai servizi iraniani, uno dei casus belli per il conflitto con l'Iran. Aziz balzò alla notorietà dei media internazionali dopo l'invasione del Kuwait, quando si recò in visita in numerose capitali difendendo l'iniziativa militare di Baghdad; identico attivismo diplomatico - compresa un'udienza in Vaticano - precedette l'intervento statunitense del 2003: il 24 marzo si arrese alle forze americane, finendo in un carcere di Baghdad.

La Commissione europea ha ribadito la sua piena opposizione alla pena di morte dopo la condanna all'impiccagione, Tarek Aziz. "La nostra posizione sulla pena di morte è ben conosciuta", ha detto il portavoce del capo della diplomazia Ue Catherine Ashton, rispondendo a una domanda sulla condanna dell'ex ministro degli Esteri iracheno. Ashton intraprenderà passi ufficiali presso le autorità irachene per ribadire l'opposizione dell'Ue alla pena capitale, ha riferito una fonte diplomatica.

http://www.nessunotocchicaino.it/azioniurgenti/index.php?iddocumento=10312489

Obama annuncia la fine della guerra in Iraq: ora voltare pagina

Autore: Redazione MTV News Data: 1 settembre 2010 Commenta
Obama annuncia la fine della guerra in Iraq: ora voltare pagina

"Rilanciare l'economia e trovare lavoro a milioni di americani"

Washington, 1 set. (Apcom) - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato ieri sera la fine della missione di combattimento americana in Iraq: dopo avere pagato "un prezzo enorme", ha detto l'inquilino della Casa Bianca, occorre adesso "voltare pagina", lasciare "la gestione della sicurezza totalmente in mano agli iracheni" e puntare l'attenzione al "rilancio dell'economia statunitense".

Durante il suo atteso discorso dallo studio ovale, Obama non ha parlato di vittoria militare e ha definito "una pietra miliare" e "un momento storico" la fine della guerra. "Oggi annuncio che la missione di combattimento in Iraq è terminata. L'operazione 'Iraqi freedom' è conclusa, e gli iracheni sono ormai responsabili della sicurezza del loro paese", ha dichiarato rivolgendosi alla nazione. "Abbiamo ritirato quasi 100.000 soldati americani dall'Iraq. Abbiamo chiuso centinaia di basi o le abbiamo trasferite agli iracheni", ha sottolineato, ricordando di avere tenuto fede a una "promessa" fatta durante la campagna elettorale per le presidenziali.

Obama ha osservato che il suo Paese ha pagato "un prezzo enorme" in Iraq, dove più di 4.400 soldati americani sono morti dal giorno dell'invasione, nel marzo 2003, voluta dal suo predecessore George W. Bush. Il presidente ha invitato le autorità irachene a trovare "rapidamente" un accordo politico per la formazione del nuovo governo, a sei mesi dalle ultime elezioni.

Affermando che è ormai giunto il tempo di "voltare pagina", Obama ha approfittato del suo discorso per provare a stemperare la preoccupazione degli americani sul fronte interno. "Il nostro compito più urgente è oggi rilanciare la nostra economia e creare lavoro per milioni di americani che lo hanno perso", ha detto, ricordando che l'invasione dell'Iraq ha "determinato l'impiego di vaste risorse all'estero in un periodo di bilanci ristretti".

http://www.whitehouse.gov/blog/2010/08/31/president-obamas-address-end-combat-mission-iraq

http://www.whitehouse.gov/the-press-office/2010/08/31/remarks-president-address-nation-end-combat-operations-iraq

http://www.usf-iraq.com/

Obama assicura: la guerra in Iraq sta finendo, è un Paese sovrano

Autore: Redazione MTV News Data: 28 agosto 2010 Commenta
Obama assicura: la guerra in Iraq sta finendo, è un Paese sovrano

Presidente nel discorso alla radio: Sto mantenendo le promesse

Milano, 28 ago. (Apcom) - Il Presidente americano, Barack Obama, ha dedicato il tradizionale discorso alla radio del sabato alla fine delle operazioni militari americane in Iraq. "La guerra è in procinto di terminare" in Iraq, nazione "sovrana e indipendente", ha detto a tre giorni dalla data fissata per la fine della missione militare degli Stati Uniti in questo Paese.

"Martedì, dopo oltre sette anni, gli Stati Uniti metteranno fine alla loro missione da combattimento in Iraq e supereranno una tappa importante nell'interruzione responsabile della guerra", ha dichiarato Obama. Il presidente, che oggi trascorre l'ultimo giorno completo di vacanza a Marthas Vineyard, nel Massachusetts, terrà martedì sera un discorso trasmesso in diretta televisiva per celebrare questa data simbolica dal solenne scenario dello Studio Ovale della Casa Bianca.

"Quando mi sono candidato a questo incarico, ho promesso che avrei messo fine a questa guerra. Come presidente, è ciò che sto facendo. Abbiamo fatto ritornare più di 90.000 soldati da quando ho preso le mie funzioni", ha ricordato Obama. L'organico della missione militare statunitense è sceso questa settimana sotto la soglia simbolica dei 50mila soldati. Più di 4.400 di loro hanno perso la vita in questo Paese dall'intervento armato del 2003, secondo un bilancio basato sui dati diffusi dal sito indipendente "www.icasualties.org".

Come da promesse fatte dall'inquilino della Casa Bianca, la missione da combattimento americana deve ufficialmente concludersi il 31 agosto. I militari restanti, incaricati "di consigliare e di aiutare" l'esercito iracheno, dovranno da parte loro aver lasciato il Paese entro la fine del 2011.

http://www.icasualties.org

http://www.whitehouse.gov/blog/2010/08/28/weekly-address-end-combat-operations-iraq

Strage di miliziani sunniti in Iraq

Autore: Redazione MTV News Data: 18 luglio 2010 Commenta
Strage di miliziani sunniti in Iraq

Colpiti militari anti al Qaida da kamikaze a Baghdad

Milano, 18 lug. (Apcom) - Strage di miliziani sunniti alle porte di Baghdad. Un kamikaze in bicicletta si è fatto saltare in aria davanti ai militari in fila per riscuotere la paga, provocando una cinquantina di morti e oltre 40 feriti. E' un tributo di sangue pesantissimo quello che hanno pagato questa mattina a ovest di Baghdad le forze di sicurezza irachene, colpite da due attacchi kamikaze che testimoniano le persistenza delle violenze in un Paese che vive una grave crisi politica, sullo sfondo del ritiro del contingente militare statunitense.

Formate da ex ribelli che hanno aderito alla lotta contro al Qaida, Sahwa ha svolto un ruolo chiave nel calo complessivo delle violenze in Iraq, secondo una strategia statunitense che è cominciata a fine 2006 nella provincia di al Anbar, prima di essere riproposta nella maggioranza delle province sunnites del Paese. Come la polizia e l'esercito, queste milizie sono rapidamente diventate un obiettivo privilegiato della guerriglia, che spesso effettua spedizioni punitive contro i suoi membri.

Quattro mesi dopo le elezioni politiche, l'Iraq non ha ancora un nuovo governo, una situazione che preoccupa Washington, che preferirebbe che le sue truppe da combattimento lasciassero un Iraq politicamente stabile, mentre il Paese è distante dall'essere alleviato sul fronte della sicurezza.

http://al-sahwa.blogspot.com/

Al Qaida detta le condizioni per tregua con gli Stati Uniti

Autore: Redazione MTV News Data: 20 giugno 2010 Commenta
Al Qaida detta le condizioni per tregua con gli Stati Uniti

In video messaggio diffuso su siti internet

Milano, 20 giu. (Apcom) - Ritirare le forze militari statunitensi dall'Iraq e dall'Afghanistan, interrompere il sostegno a Israele, non intervenire nelle questioni intere dei musulmani, liberare tutti i detenuti musulmani. Sono queste le condizioni poste da un portavoce di Al Qaida, attraverso un video messaggio, per stabilire una tregua con gli Stati Uniti.

Nella registrazione diffusa su alcuni siti internet vicini al gruppo terroristico, Adam Gadhan ha lanciato un appello al presidente Obama ribadendo le condizioni per raggiungere la pace con gli Stati Uniti. Nel messaggio (la secondo parte di 24 minuti di un video diffuso a marzo) il portavoce di Al Qaida, di origine americane, ha sottolineato come la perdita per i democratici di un seggio al Senato, nel gennaio scorso nello Stato del Massachusetts, abbia confermato il passo indietro nella popolarità del capo della Casa Bianca.

Adam Gadhan, conosciuto anche come Azzam al-Amriki, è nato nel 1978 nel sud della California ed è apparso in diversi video di Al Qaeda dal 2004. Le autorità Usa hanno posto su di lui una taglia da un milione di dollari.

http://www.terroristplanet.com/profiles_gadahn.htm

Iraq, scambiano teleobiettivi per lanciarazzi: strage di civili

Autore: Redazione MTV News Data: 6 aprile 2010 Commenta
Iraq, scambiano teleobiettivi per lanciarazzi: strage di civili

In un video shock il raid dei soldati Usa a Baghdad nel 2007

Milano, 6 apr. (Apcom) - L'equipaggio di un elicottero Apache dell'esercito degli Stati Uniti intercetta un gruppo di persone. Alcune hanno con sé oggetti che sembrano lanciarazzi. E parte il fuoco. Erano macchine fotografiche. Restano a terra un reporter della Reuters, il suo autista e altri dieci civili. E' successo a Baghdad il 12 luglio 2007. In un video shock la registrazione degli scambi concitati tra i soldati americani. A diffondere le immagini è stato il sito internet Wikileaks.org, specializzato nella diffusione di filmati 'sensibili'.

Le immagini, girate a bordo di un elicottero Apache, sono accompagnate dai sottotitoli delle conversazioni tra i piloti del velivolo e il controllo a terra: gli uomini che camminano in una strada di Baghdad sono identificati come ribelli armati. I militari sembrano confondere i teleobiettivi della macchina fotografica dei fotoreporter della Reuters Namir Noor-Eldeen e Saeed Chmagh con un lancia-granate Rpg: comunicano di aver individuato "cinque sei individui con AK-47" e chiedono il permesso "di aprire il fuoco", che ottengono quasi all'istante. "Guardate quei bastardi morti!", esclama uno dei piloti, poi i militari chiedono il permesso di colpire di nuovo, nonostante la presenza di soccorritori. Quando emerge che nell'attacco sono rimasti feriti anche due bambini, uno dei soldati dice "E' colpa sua, non doveva portare i bambini nella battaglia!".

Fonti dell'esercito statunitense hanno fatto sapere che questo video non contiene alcuna novità, ma solo una prova suffragata dalle immagini di quanto accaduto. "Dal 2007, abbiamo ammesso tutto ciò che è nel video", hanno fatto sapere, "Abbiamo riconosciuto che c'è stato il raid e che due dipendenti della Reuters sono stati uccisi".

Http://wikileaks.org/

Urne aperte in Iraq, numerosi attentati

Autore: Redazione MTV News Data: 7 marzo 2010 Commenta
Urne aperte in Iraq, numerosi attentati

Elezioni legislative cruciali per il futuro del Paese

Milano, 7 mar. (Apcom) - Fra misure di sicurezza e controlli si sono aperte le urne in Iraq: i cittadini si sono messi in fila davanti ai seggi da Baghdad alle città delle province più remote per scegliere chi sarà il nuovo premier. Nonostante le precauzioni, fra cui anche la chiusura di frontiere e aeroporti, ci sono stati diversi attentati: il più grave a Baghdad dove alcuni colpi di mortaio hanno colpito un edificio che è crollato uccidendo 12 persone fra cui quattro bambini. Sotto i colpi di mortaio anche la Zona Verde della capitale irachena. I terroristi islamici hanno messo in atto le minacce dei giorni scorsi: Al Qaida in Iraq aveva proclamato un "coprifuoco", invitando la popolazione a stare lontana dalle urne, pena il rischio di incorrere nella "rabbia di Allah e dei Mujaheddin".

Le misure di sicurezza sono ingenti: frontiere ed aeroporti sono chiusi da ieri alle 22 fino alle 5 di lunedì; contrariamente a quanto accaduto nel 2005, i militari statunitensi non parteciperanno alle operazioni di vigilanza durante il voto.

I risultati definitivi del voto saranno resi noti fra almeno un mese. Fra i 6200 candidati per il nuovo governo ci sono anche 1800 donne. I circa 18 milioni di aventi diritto dovranno scegliere fra 6.218 candidati (fra cui 1.801 donne) per 325 seggi: i risultati definitivi non saranno noti prima della fine marzo e la formazione del nuovo esecutivo potrebbe rivelarsi un processo di mesi, nonostante la legislatura termini il 16 marzo e l'esecutivo uscente non potrà che dedicarsi al disbrigo degli affari correnti.

http://iraqelectionwire.blogspot.com/

Iraq, incremento di deformazioni neonatali a Falluja

Autore: Redazione MTV News Data: 5 marzo 2010 Commenta
Iraq, incremento di deformazioni neonatali a Falluja

Inchiesta della Bbc: la colpa è delle armi al fosforo bianco Usa

Milano, 5 mar. (Apcom) - Almeno 2 o 3 casi di malformazioni neonatali al giorno, quasi mille all'anno, dovute molto probabilmente all'uso di armi al fosforo bianco da parte degli americani in Iraq. E' la drammatica testimonianza di Samira-Ani, un medico pediatra dell'ospedale di Falluja, raccolta in un'inchiesta della Bbc. Secondo l'emittente britannica, i casi di malformazione sono la conseguenza dei combattimenti di 6 anni fa nell'area.

L'inchiesta denuncia che i medici preferiscono non affrontare l'argomento perché il governo di Baghdad non vuole creare problemi agli americani. Le immagini girate tra le corsie dell'opedale e nelle case degli abitanti dagli inviati della Bbc, tuttavia, mostrano il dramma in tutta la sua crudezza.

Una ricercatrice irachena che vive in Inghilterra, Malik Hamdan ha dichiarato che i medici di Falluja stanno verificando nei neonati "un numero senza precedenti" di difetti cardiaci e del sistema nervoso. "Ho visto bimbi nati con un occhio solo o con il naso sulla fronte - ha detto la donna - il tasso di cardiopatie congenite è di 95 su 1.000 nati, 13 volte più che in Europa".

Un portavoce delle Forze Armate statunitensi, tuttavia, ha fatto sapere che non esistono dati certi che mettano in relazione l'incremento delle presunte malformazioni nell'area di Falluja con l'uso delle armi al fosforo bianco.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/8548707.stm?ls