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Colloqui di pace sul Medio Oriente, Obama “cauto, ma fiducioso”

Autore: Redazione MTV News Data: 2 settembre 2010 Commenta
Colloqui di pace sul Medio Oriente, Obama cauto, ma fiducioso

Netanyahu ad Abu Mazen: sei un mio partner nella pace

New York, 2 set. (Apcom) - Si conclusa ieri con una cena alla Casa Bianca la prima giornata di colloqui diretti tra israeliani e palestinesi dopo che il dialogo si era interrotto due anni fa, destabilizzando il processo di pace in Medio Oriente. "Sono fiducioso, con cautela, ma sono fiducioso", ha detto Barack Obama, che ha poi fatto sapere di sperare in una positiva conclusione entro un anno. Al suo fianco, nella East Room della Casa Bianca, c'erano i leader di Giordania, Egitto, Israele, e Palestina, che il presidente americano ha incontrato singolarmente nel corso della giornata .

Atmosfera cordiale. Parole di impegno. Promesse di fare il possibile per raggiungere l'obiettivo comune: la creazione di una stato palestinese sovrano accanto a Israele e la fine delle violenze. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha stretto la mano al leader dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Lo ha chiamato mio partner per la pace. E quando Obama lo ha incalzato, chiedendo "abbiamo il coraggio e la saggezza per andare avanti?", Netanyahu ha accolto il messaggio: "Senza pace perdiamo tutti. Il mio popolo vuole una pace duratura, non un interludio tra due guerre", ha detto.

Abu Mazen è pronto a un accordo, ma ha avvertito: "Israele deve bloccare tutti gli insediamenti nel territorio che i palestinesi rivendicano come il loro stato. E deve porre fine all'embargo della Striscia di Gaza", ora sotto il controllo di Hamas. "Questi sono i due ostacoli principali alla pace. Lavoreremo diligentemente, senza tregua, per assicurare il successo dei negoziati", ha affermato il leader palestinese.

Mentre alla Casa Bianca si discute, gli attentati continuano. In Cisgiordania l'altro ieri sono stati uccisi quattro coloni israeliani, un attacco rivendicato da Hamas. Per Obama un massacro assurdo, che tuttavia non fermerà il processo di pace. "Respingiamo queste attività terroristiche, niente fermerà gli Stati Uniti nel sostegno alla sicurezza di Israele e nel perseguimento di una pace duratura", ha commentato. I leader di Palestina e Israele per il momento concordano.

http://www.whitehouse.gov/

Giallo sulla destinazione del cargo libico con aiuti per Gaza

Autore: Redazione MTV News Data: 14 luglio 2010 Commenta
Giallo sulla destinazione del cargo libico con aiuti per Gaza

Secondo israeliani è diretto in Egitto

Milano, 14 lug. (Apcom) - E' diventata un giallo la destinazione del cargo libico diretto a Gaza con un carico di aiuti umanitari, immobilizzato per qualche ora da un guasto ai motori in acque internazionali. La Fondazione Gheddafi, che sponsorizza la spedizione, sostiene che la nave, una volta riaccesi i motori, si sia diretta verso Gaza, intenzionata, dunque, a forzare il blocco israeliano. Le autorità militari israeliane, invece, hanno confermato che la nave libica sta navigando in direzione del porto egiziano di El Arish, come annunciato dallo stesso capitano della nave via radio.

Tutte le fonti israeliane sostengono la tesi della deviazione verso l'Egitto. Secondo un reporter della emittente araba al Jazeera a bordo della Amalthea, cargo battente bandiera moldava partito sabato dalla Grecia, l'imbarcazione è stata affiancata sul suo lato sinistro da due navi della marina israeliana, per impedire una virata verso la Striscia di Gaza. "Non l'abbiamo circondata, la stiamo seguendo", ha detto a sua volta una portavoce militare israeliana da Tel Aviv, secondo quanto riporta il sito web del quotidiano Haaretz. Intanto fonti della sicurezza egiziana, citate dall'agenzia di stampa MENA, hanno detto che le autorità egiziane e i medici della Mezzaluna rossa si stanno preparando per accogliere la nave nel porto di El Arish.

La nave Amalthea, battente bandiera moldava, trasporta 2.000 tonnellate di aiuti umanitari. A bordo ci sono ci sono 15 attivisti filo-palestinesi e 12 membri dell'equipaggio.

http://www.haaretz.com/

Nave libica con aiuti umanitari per palestinesi in rotta per Gaza

Autore: Redazione MTV News Data: 11 luglio 2010 Commenta
Nave libica con aiuti umanitari per palestinesi in rotta per Gaza

Ignorata la richiesta di Israele: Non andremo in Egitto

Milano, 11 lug. (Apcom) - Cresce la tensione tra Israele e la Libia dopo che un portavoce della Fondazione di Seif Gheddafi, figlio del leader libico, ha confermato che il cargo Amalthea, carico di aiuti umanitari per i palestinesi, non dirigerà verso un porto egiziano ma sta navigando direttamente verso Gaza. Secca la risposta di Gerusalemme: Non lasceremo che forzi il blocco navale.

Nel pomeriggio di ieri, prima della partenza dal porto greco di Lavrio della nave Amalthea, battente bandiera moldava, le autorita israeliane avevano dichiarato d'aver raggiunto un accordo con le autorita greche e moldave stabilendo che il cargo si dirigesse in Egitto per sbarcare il suo carico di aiuti umanitari.

Invece, già poche ore dopo, il direttore esecutivo della fondazione libica che ha organizzato il viaggio, Youssef Sawan, ha dichiarato che il cargo navighera verso Gaza "perché - ha detto - si tratta di una missione esclusivamente umanitaria. Non è né provocatoria, né ostile". Sawan ha poi lanciato un appello alla comunita internazionale affinché "sostenga la fondazione per far arrivare gli aiuti a Gaza".

L'Amalthea trasporta 2mila tonnellate di cibo e medicinali.

http://www.gicdf.org/index.php

Marcia di protesta in Medioriente per la liberazione di Shalit

Autore: Redazione MTV News Data: 27 giugno 2010 Commenta
Marcia di protesta in Medioriente per la liberazione di Shalit

Il caporale israeliano è da 4 anni prigioniero di Hamas

Milano, 27 giu. (Apcom) - E' iniziata la marcia di protesta verso Gerusalemme guidata dai genitori di Gilad Shalit, il militare israeliano rapito quattro anni fa dalle milizie palestinesi e da allora detenuto nella Striscia di Gaza.

"Gilad ha aspettato quattro anni e sta ancora aspettando: aspettando coloro che lo hanno mandato al fronte, aspettando i suoi ufficiali comandanti, aspettando i Primi ministri, aspettando i Ministri della Difesa: ma nessuno di loro vuole ascoltare", ha dichiarato Noam Shalit, il pedre del militare.

La marcia dalla città natale di Shalit, Mitzpe Hila, fino a Gerusalemme dovrebbe durare 12 giorni e terminerà con un sit-in di protesta di fronte alla residenza ufficiale del premier israeliano, Benjamin Netanyahu: "Ritorneremo a casa solo con Gilad", ha concluso Noam Shalit.

La famiglia di Shalit ha criticato la gestione del sequestro da parte del governo israeliano, prima con l'abbandono dei negoziati per uno scambio di prigionieri e di recente con la decisione di allentare il blocco sulla Striscia di Gaza senza pretendere in cambio la liberazione del militare.

"I nostri cuori sono con Gilad Shalit - ha detto dal canto suo Netanyahu - chiedo all comunità internazionale di lavorare per il rilascio del militare sequestrato". Il premier israeliano ha spiegato di aver invitato i genitori di Shalit per un incontro a Gerusalemme ma ha fatto sapere di non aver intenzione di "farsi dettare la resa dalla piazza", pur dicendosi disposto a un'intesa con Hamas per uno scambio di prigionieri.

http://giladshalit.fr/

Freedom flotilla, rimpatriati gli attivisti fermati da Israele

Autore: Redazione MTV News Data: 3 giugno 2010 Commenta
Freedom flotilla, rimpatriati gli attivisti fermati da Israele

A Istanbul bruciata la bandiera dello Stato ebraico

Milano, 3 giu. (Apcom) - Sono stati accolti quasi come eroi i passeggeri della nave turca che stava portando aiuti umanitari alla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. Ad attenderli all'aeroporto Ataturk di Istanbul c'erano oltre 10mila persone che sventolavano striscioni con scritte anti-israeliane e che hanno bruciato la bandiera dello Stato ebraico.

I 466 passeggeri, rimpatriati dopo essere stati fatti prigionieri dalle autorità israeliane, sono giunti a bordo di 3 aerei. Tra di loro anche 5 dei 6 italiani che facevano parte della spedizione umanitaria: Angela Lano, Marcello Faraggi, Giuseppe Fallisi, Manuel Zani e Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin. Si trova per ora, invece, ancora in Israele Manolo Luppichini, il sesto attivista italiano presente sulle navi umanitarie turche. Sugli stessi aerei sono state trasportate anche le bare delle 9 vittime del blitz militare israeliano, per la maggior parte cittadini turchi.

Israele ha espulso la totalità dei circa 700 attivisti della "Freedom Flotilla" fermati dalle forze armate israeliane nel corso di un blitz al largo della Striscia di Gaza. Il governo turco ha chiesto che lo stato ebraico sia punito per questa aggressione, un "atto barbaro e piratesco", avvenuta in mare aperto, e ha richiamato il suo ambasciatore in Israele-

Ieri l'Italia si è allineata agli Stati Uniti e ha votato contro la risoluzione del Consiglio dei diritti umani dell'Onu approvata a Ginevra, che chiede l'istituzione di "una missione di inchiesta internazionale" sull'assalto israeliano alla "Freedom Flotilla".

Netta la condanna degli attivisti italiani. "Mi occupo di Palestina da tanti anni - ha spiegato Angela Lano, giornalista e direttore dell'agenzia di stampa Infopal - ma una cosa cosi non l'avevo mai vista. Sono stati disumani, violenti, ci hanno sequestrato".

"La verità è che sono dei bugiardi - le fa eco Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin, italo-palestinese - Mi hanno fatto firmare un foglio in cui mi impegno a non mettere piede in Israele per 10 anni e sarei stato libero subito. Io ho firmato e mi hanno mandato in galera lo stesso".

"Sono contento di sapere che la nostra vicenda abbia avuto una grande eco internazionale - dice Giuseppe Fallisi - almeno il nostro viaggio è servito a qualcosa, poteva veramente finire male".

http://gazafreedommarch.org/cms/en/home.aspx