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Israele annuncia nuovi insediamenti dopo strage di coloni

Autore: Redazione MTV News Data: 13 marzo 2011 Commenta
Israele annuncia nuovi insediamenti dopo strage di coloni

Abu Mazen chiama Netanyahu, caccia all'uomo nella zona di Nablus

Roma, 13 mar. (TMNews) - Il governo israeliano ha deciso in nottata di andare avanti con la costruzione di centinaia di nuove unità abitative nelle colonie in Cisgiordania. La mossa, un ulteriore colpo ai negoziati di pace, è stata decisa in nottata come rappresaglia alla strage di una famiglia di coloni ultraortodossi di Itamar, non lontano da Nablus nel nord del territorio palestinese.

In particolare, scrive il quotidiano Haaretz, il comitato interministeriale che si occupa del piano insediamenti ha stabilito che saranno edificate 500 nuove abitazioni negli insediamenti di Gush Etzion, Ma'ale Adumim, Ariel e Kiryat Sefer. Alla riunione di governo hanno preso parte anche il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Ehud Barak.

Nella notte fra venerdì e sabato, una famiglia di coloni è stata sterminata nell'insediamento di Itamar. Oltre ai genitori, il 36enne Ehud Vogel e la moglie Ruth (35 anni), una bimba di tre mesi (Hadass) e due ragazzini di 3 e 11 anni (Elad e Yoav) sono stati trovati morti nei propri letti, straziati dalle pugnalate. A dare l'allarme sono stati gli altri tre figli, una ragazzina di 10 anni e due fratelli più piccoli, che sono riusciti a scappare correndo a chiamare i vicini.

http://www.haaretz.com/

Colloqui di pace sul Medio Oriente, Obama “cauto, ma fiducioso”

Autore: Redazione MTV News Data: 2 settembre 2010 Commenta
Colloqui di pace sul Medio Oriente, Obama cauto, ma fiducioso

Netanyahu ad Abu Mazen: sei un mio partner nella pace

New York, 2 set. (Apcom) - Si conclusa ieri con una cena alla Casa Bianca la prima giornata di colloqui diretti tra israeliani e palestinesi dopo che il dialogo si era interrotto due anni fa, destabilizzando il processo di pace in Medio Oriente. "Sono fiducioso, con cautela, ma sono fiducioso", ha detto Barack Obama, che ha poi fatto sapere di sperare in una positiva conclusione entro un anno. Al suo fianco, nella East Room della Casa Bianca, c'erano i leader di Giordania, Egitto, Israele, e Palestina, che il presidente americano ha incontrato singolarmente nel corso della giornata .

Atmosfera cordiale. Parole di impegno. Promesse di fare il possibile per raggiungere l'obiettivo comune: la creazione di una stato palestinese sovrano accanto a Israele e la fine delle violenze. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha stretto la mano al leader dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Lo ha chiamato mio partner per la pace. E quando Obama lo ha incalzato, chiedendo "abbiamo il coraggio e la saggezza per andare avanti?", Netanyahu ha accolto il messaggio: "Senza pace perdiamo tutti. Il mio popolo vuole una pace duratura, non un interludio tra due guerre", ha detto.

Abu Mazen è pronto a un accordo, ma ha avvertito: "Israele deve bloccare tutti gli insediamenti nel territorio che i palestinesi rivendicano come il loro stato. E deve porre fine all'embargo della Striscia di Gaza", ora sotto il controllo di Hamas. "Questi sono i due ostacoli principali alla pace. Lavoreremo diligentemente, senza tregua, per assicurare il successo dei negoziati", ha affermato il leader palestinese.

Mentre alla Casa Bianca si discute, gli attentati continuano. In Cisgiordania l'altro ieri sono stati uccisi quattro coloni israeliani, un attacco rivendicato da Hamas. Per Obama un massacro assurdo, che tuttavia non fermerà il processo di pace. "Respingiamo queste attività terroristiche, niente fermerà gli Stati Uniti nel sostegno alla sicurezza di Israele e nel perseguimento di una pace duratura", ha commentato. I leader di Palestina e Israele per il momento concordano.

http://www.whitehouse.gov/

Giallo sulla destinazione del cargo libico con aiuti per Gaza

Autore: Redazione MTV News Data: 14 luglio 2010 Commenta
Giallo sulla destinazione del cargo libico con aiuti per Gaza

Secondo israeliani è diretto in Egitto

Milano, 14 lug. (Apcom) - E' diventata un giallo la destinazione del cargo libico diretto a Gaza con un carico di aiuti umanitari, immobilizzato per qualche ora da un guasto ai motori in acque internazionali. La Fondazione Gheddafi, che sponsorizza la spedizione, sostiene che la nave, una volta riaccesi i motori, si sia diretta verso Gaza, intenzionata, dunque, a forzare il blocco israeliano. Le autorità militari israeliane, invece, hanno confermato che la nave libica sta navigando in direzione del porto egiziano di El Arish, come annunciato dallo stesso capitano della nave via radio.

Tutte le fonti israeliane sostengono la tesi della deviazione verso l'Egitto. Secondo un reporter della emittente araba al Jazeera a bordo della Amalthea, cargo battente bandiera moldava partito sabato dalla Grecia, l'imbarcazione è stata affiancata sul suo lato sinistro da due navi della marina israeliana, per impedire una virata verso la Striscia di Gaza. "Non l'abbiamo circondata, la stiamo seguendo", ha detto a sua volta una portavoce militare israeliana da Tel Aviv, secondo quanto riporta il sito web del quotidiano Haaretz. Intanto fonti della sicurezza egiziana, citate dall'agenzia di stampa MENA, hanno detto che le autorità egiziane e i medici della Mezzaluna rossa si stanno preparando per accogliere la nave nel porto di El Arish.

La nave Amalthea, battente bandiera moldava, trasporta 2.000 tonnellate di aiuti umanitari. A bordo ci sono ci sono 15 attivisti filo-palestinesi e 12 membri dell'equipaggio.

http://www.haaretz.com/

Nave libica con aiuti umanitari per palestinesi in rotta per Gaza

Autore: Redazione MTV News Data: 11 luglio 2010 Commenta
Nave libica con aiuti umanitari per palestinesi in rotta per Gaza

Ignorata la richiesta di Israele: Non andremo in Egitto

Milano, 11 lug. (Apcom) - Cresce la tensione tra Israele e la Libia dopo che un portavoce della Fondazione di Seif Gheddafi, figlio del leader libico, ha confermato che il cargo Amalthea, carico di aiuti umanitari per i palestinesi, non dirigerà verso un porto egiziano ma sta navigando direttamente verso Gaza. Secca la risposta di Gerusalemme: Non lasceremo che forzi il blocco navale.

Nel pomeriggio di ieri, prima della partenza dal porto greco di Lavrio della nave Amalthea, battente bandiera moldava, le autorita israeliane avevano dichiarato d'aver raggiunto un accordo con le autorita greche e moldave stabilendo che il cargo si dirigesse in Egitto per sbarcare il suo carico di aiuti umanitari.

Invece, già poche ore dopo, il direttore esecutivo della fondazione libica che ha organizzato il viaggio, Youssef Sawan, ha dichiarato che il cargo navighera verso Gaza "perché - ha detto - si tratta di una missione esclusivamente umanitaria. Non è né provocatoria, né ostile". Sawan ha poi lanciato un appello alla comunita internazionale affinché "sostenga la fondazione per far arrivare gli aiuti a Gaza".

L'Amalthea trasporta 2mila tonnellate di cibo e medicinali.

http://www.gicdf.org/index.php

Marcia di protesta in Medioriente per la liberazione di Shalit

Autore: Redazione MTV News Data: 27 giugno 2010 Commenta
Marcia di protesta in Medioriente per la liberazione di Shalit

Il caporale israeliano è da 4 anni prigioniero di Hamas

Milano, 27 giu. (Apcom) - E' iniziata la marcia di protesta verso Gerusalemme guidata dai genitori di Gilad Shalit, il militare israeliano rapito quattro anni fa dalle milizie palestinesi e da allora detenuto nella Striscia di Gaza.

"Gilad ha aspettato quattro anni e sta ancora aspettando: aspettando coloro che lo hanno mandato al fronte, aspettando i suoi ufficiali comandanti, aspettando i Primi ministri, aspettando i Ministri della Difesa: ma nessuno di loro vuole ascoltare", ha dichiarato Noam Shalit, il pedre del militare.

La marcia dalla città natale di Shalit, Mitzpe Hila, fino a Gerusalemme dovrebbe durare 12 giorni e terminerà con un sit-in di protesta di fronte alla residenza ufficiale del premier israeliano, Benjamin Netanyahu: "Ritorneremo a casa solo con Gilad", ha concluso Noam Shalit.

La famiglia di Shalit ha criticato la gestione del sequestro da parte del governo israeliano, prima con l'abbandono dei negoziati per uno scambio di prigionieri e di recente con la decisione di allentare il blocco sulla Striscia di Gaza senza pretendere in cambio la liberazione del militare.

"I nostri cuori sono con Gilad Shalit - ha detto dal canto suo Netanyahu - chiedo all comunità internazionale di lavorare per il rilascio del militare sequestrato". Il premier israeliano ha spiegato di aver invitato i genitori di Shalit per un incontro a Gerusalemme ma ha fatto sapere di non aver intenzione di "farsi dettare la resa dalla piazza", pur dicendosi disposto a un'intesa con Hamas per uno scambio di prigionieri.

http://giladshalit.fr/

Freedom flotilla, rimpatriati gli attivisti fermati da Israele

Autore: Redazione MTV News Data: 3 giugno 2010 Commenta
Freedom flotilla, rimpatriati gli attivisti fermati da Israele

A Istanbul bruciata la bandiera dello Stato ebraico

Milano, 3 giu. (Apcom) - Sono stati accolti quasi come eroi i passeggeri della nave turca che stava portando aiuti umanitari alla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. Ad attenderli all'aeroporto Ataturk di Istanbul c'erano oltre 10mila persone che sventolavano striscioni con scritte anti-israeliane e che hanno bruciato la bandiera dello Stato ebraico.

I 466 passeggeri, rimpatriati dopo essere stati fatti prigionieri dalle autorità israeliane, sono giunti a bordo di 3 aerei. Tra di loro anche 5 dei 6 italiani che facevano parte della spedizione umanitaria: Angela Lano, Marcello Faraggi, Giuseppe Fallisi, Manuel Zani e Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin. Si trova per ora, invece, ancora in Israele Manolo Luppichini, il sesto attivista italiano presente sulle navi umanitarie turche. Sugli stessi aerei sono state trasportate anche le bare delle 9 vittime del blitz militare israeliano, per la maggior parte cittadini turchi.

Israele ha espulso la totalità dei circa 700 attivisti della "Freedom Flotilla" fermati dalle forze armate israeliane nel corso di un blitz al largo della Striscia di Gaza. Il governo turco ha chiesto che lo stato ebraico sia punito per questa aggressione, un "atto barbaro e piratesco", avvenuta in mare aperto, e ha richiamato il suo ambasciatore in Israele-

Ieri l'Italia si è allineata agli Stati Uniti e ha votato contro la risoluzione del Consiglio dei diritti umani dell'Onu approvata a Ginevra, che chiede l'istituzione di "una missione di inchiesta internazionale" sull'assalto israeliano alla "Freedom Flotilla".

Netta la condanna degli attivisti italiani. "Mi occupo di Palestina da tanti anni - ha spiegato Angela Lano, giornalista e direttore dell'agenzia di stampa Infopal - ma una cosa cosi non l'avevo mai vista. Sono stati disumani, violenti, ci hanno sequestrato".

"La verità è che sono dei bugiardi - le fa eco Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin, italo-palestinese - Mi hanno fatto firmare un foglio in cui mi impegno a non mettere piede in Israele per 10 anni e sarei stato libero subito. Io ho firmato e mi hanno mandato in galera lo stesso".

"Sono contento di sapere che la nostra vicenda abbia avuto una grande eco internazionale - dice Giuseppe Fallisi - almeno il nostro viaggio è servito a qualcosa, poteva veramente finire male".

http://gazafreedommarch.org/cms/en/home.aspx

Attacco a Gaza, rilasciati i 6 attivisti italiani

Autore: Redazione MTV News Data: 2 giugno 2010 Commenta
Attacco a Gaza, rilasciati i 6 attivisti italiani

Espulsi da Israele tutti gli stranieri fermati sulle navi

Milano, 2 giu. (Apcom) - Sono stati liberati i sei attivisti italiani che erano stati fermati da Israele dopo il blitz militare contro la 'flotta umanitaria' diretta a Gaza. I sei connazionali erano detenuti nel carcere di Beer Sheva, nel deserto del Neghev.

Il gabinetto di sicurezza presieduto dal premier Netanyahu ieri aveva dato il via libera al rimpatrio entro 48 ore di tutti gli attivisti stranieri, compresi quelli turchi che in un primo momento avevano rischiato di finire sotto processo per la reazione violenta all'abbordaggio della Mavi Marmara.

La crisi diplomatica intenazionale però resta aperta. Oggi nuova riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu sulla situazione in Medioriente. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha esortato il governo israeliano a dare ora qualche segnale di distensione, un nuovo impulso al processo di pace.

Secondo il capo della diplomazia italiana adesso Israele deve "dire quello che ha detto Abu Mazen a Ban Ki-moon, cioè che i negoziati continueranno". Inoltre, bisogna "far sì che Gaza si trovi in una situazione meno difficile, che quindi i beni e quello che serve alla popolazione possa affluire, salvi i controlli di sicurezza", ha aggiunto Frattini precisando che "ci aspetteremmo questi gesti di distensione".

Gli italiani liberati oggi stanno bene e "sono liberi di andare dove vogliono", ha detto Frattini. Secondo le informazioni da Israele, la loro prima destinazione è la Turchia poi lì verrano presi in consegna dall'Unità di Crisi che provvederà al loro rimpatrio.

http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Approfondimenti/2010/06/20100601_attacco_flottiglia.htm

Israele bloccherà tutte le navi per Gaza, Onu vuole inchiesta

Autore: Redazione MTV News Data: 1 giugno 2010 Commenta
Israele bloccherà tutte le navi per Gaza, Onu vuole inchiesta

Oggi riunioni di Nato, Lega araba e Consiglio diritti umani Onu

Gerusalemme, 1 giu. (Apcom) - Israele impedirà a qualsiasi nave umanitaria di entrare nelle acque di Gaza: lo ha dichiarato questa mattina il vice ministro della Difesa dello Stato ebraico, Matan Vilnai, a poco più di 24 ore dal sanguinoso arrembaggio alle navi della "Freedom Flotilla" che ha fatto almeno nove morti suscitando l'indignazione del mondo intero e per il quale il Consiglio di sicurezza dell'Onu vuole una inchiesta. "Non permetteremo a altre navi di raggiungere Gaza e di rifornire quella che è divenuta una base terrorista che minaccia il cuore di Israele", ha dichiarato Vilnai, reagendo all'annuncio degli organizzatori della "Freedom Flotilla" che altre due navi sarebbero in rotta per Gaza.

Nel frattempo, la polizia israeliana ha alzato il livello di allerta per scongiurare eventuali "disordini" dopo l'appello della più importante organizzazione della comunità arabo-israeliana (1,3 milioni) ad una giornata di sciopero e di manifestazioni. I Paesi della Nato, da parte loro, terranno in giornata una riunione speciale su richiesta della Turchia e sempre oggi sono previste una sessione straordinaria della Lega araba al Cairo e del Consiglio dei diritti umani dell'Onu.

Dopo l'assalto israeliano, le sei imbarcazioni della "Freedom Flotilla" sono state scortate nel porto di Ashdod, nel sud di Israele. Almeno 45 dei 686 passeggeri a bordo starebbero per essere espulsi. Stando a quanto riportato dalla radio militare, i passeggeri sono originari di 38 Paesi. Per il momento 480 sono detenuti in un carcere del sud di Israele e il resto è in corso di trasferimento da Ashdod verso la prigione. La Farnesina ha annunciato che ci sono sei italiani fra gli attivisti arrestati ieri nel blitz: oltre ai 4 già menzionati ieri difatti figurano due cittadini con doppia nazionalità, un italo-tedesco e un italo-palestinese. I sei saranno oggi visitati in carcere da un funzionario dell'Ambasciata italiana a Tel Aviv.

http://www.un.org/

http://www.angelalano.com/

http://www.agenziami.it/articolo/6410/Gaza+Freedom+Flotilla+L+Onu+chiede+una+inchiesta+ma+non+condanna+Israele/

Hamas fa pressione su Israele con un cartone animato su Shalit

Autore: Redazione MTV News Data: 25 aprile 2010 Commenta
Hamas fa pressione su Israele con un cartone animato su Shalit

Movimento palestinese: si acceleri scambio prigionieri o morirà

Milano, 25 apr. (Apcom) - Il braccio armato di Hamas ha postato sul suo sito Internet un cartone animato sul soldato israeliano Gilad Shalit che tiene prigioniero da quasi 4 anni e in cambio del quale reclama la liberazione di centinaia di prigionieri palestinesi.

Il disegno animato, in 3D e che dura tre minuti, ritrae il padre del prigioniero, Noam Shalit, mentre cammina, diventando sempre più vecchio, in strade deserte di una città israeliana. Sullo sfondo, si sente la voce del figlio - stralci di vecchie registrazioni dell'ostaggio - che esorta il governo israeliano ad ottenere la sua liberazione in cambio di quella dei detenuti palestinesi. Alla fine del filmato, Gilad Shalit viene consegnato agli israeliani in una bara avvolta dalla bandiera israeliana. Ma questo non era che un brutto sogno: "La speranza resta", si legge in una scritta.

Il cartone contiene un esplicito avvertimento a Israele che se lo scambio di prigionieri non si effettuerà in tempi rapidi, la sorte di Gilad Shalit sarà simile a quella del pilota israeliano Ron Arad, rapito nel sud del Libano nel 1986 e presumibilmente morto durante la prigionia. "Avvertiamo la società sionista che il soldato catturato dalle Brigate al Qassam (il braccio armato di Hamas) e da altre fazioni palestinesi conoscerà la stessa sorte del pilota sionista Ron Arad, scomparso senza lasciare traccia", si sente sul video in ebraico e in arabo. "Se la società sionista vuole recuperare Shalit vivo, il suo governo deve pagare il prezzo rilasciando i prigionieri palestinesi", spiega il narratore.

Il mese scorso, il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva dichiarato che Israele attendeva sempre la risposta di Hamas alla sua proposta di liberare dei prigionieri palestinesi in cambio di Gilad Shalit.

http://qassam.ps/video-29-Cartoon_Film_for_Gilad_Shalit.html

http://www.qassam.ps/

http://www.cfr.org/publication/8968/

Obama: nessuna crisi con Israele, ma disaccordo su nuovi insediamenti

Intervista alla Fox News: "A volte amici possono non andare d'accordo"

Milano, 18 mar. (Apcom) - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha affermato ieri che non c'è alcuna crisi in corso tra gli Usa e Israele, nonostante le polemiche degli ultimi giorni seguite all'annuncio della prossima costruzione di 1.600 nuovi alloggi israeliani a Gerusalemme est. In un'intervista a Fox News, a una domanda sull'esistenza di una frattura nelle relazioni bilaterali tra i due paesi, Obama ha risposto "no" ed ha sottolineato che gli Stati Uniti hanno ancora "un legame speciale con Israele che non verrà spezzato". "Israele è uno dei nostri alleati più stretti", ha aggiunto precisando che "a volte gli amici sono in disaccordo".

Le dichiarazioni del presidente americano, le prime dall'inizio della querelle tra Usa e Israele, giungono mentre Washington attende una risposta formale del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a seguito delle proteste americane sulle nuove costruzioni a Gerusalemme est. Il portavoce del dipartimento di Stato Philip Crowley aveva detto martedì di aspettarsi una conversazione tra il capo della diplomazia Usa Hillary Clinton e lo stesso Netanyahu.

Obama ha comunque ricordato che l'annuncio israeliano della settimana scorsa è stato fatto dal ministero dell'Interno israeliano e che Netanyahu si è scusato subito dopo. Il presidente ha anche invitato gli israeliani e i palestinesi "ad adottare misure per garantire la costruzione di un clima di fiducia". Obama ha anche sottolineato che la sua amministrazione ha condannato le violenze dei palestinesi di martedì scorso a Gerusalemme est.

Proprio stamani, intanto, un razzo Qassam, sparato dalla striscia di Gaza, ha colpito un kibbuz nel sud di Israele, uccidendo una persona.

http://www.whitehouse.gov/

http://www.gov.il/firstgov/english

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