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La storia di Tarek

Autore: Redazione MTV News Data: 17 febbraio 2012 Commenta

Anteprima di "La storia di Tarek"

Tarek ci porta a Sirte, Tripoli e Misurata, dove durante la rivoluzione ha lavorato come interprete e a Bengasi dove ritroviamo Mohammed e Mustafà , già protagonisti di Libia: i ragazzi e la rivoluzione.

Ora che Gheddafi non c’è più, che cos’è cambiato in Libia? Vivono meglio?

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La storia di Mawada

Autore: Redazione MTV News Data: 16 febbraio 2012 Commenta

Anteprima di "La storia di Mawada"

Mawada ha vissuto e ci ha raccontato l’inzio della rivoluzione e le sue speranze per il futuro della Libia ed ora, dopo un anno, ci racconta che cosa è cambiato e che cosa ancora dovrà cambiare . Lei, nel frattempo, ha trovato un lavoro che ama, come reporter per la prima televisione libera della Libia e spera con i suoi programmi di aiutare la gente del suo Paese.

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La storia di Mawada

Autore: Redazione MTV News Data: 9 settembre 2011 Commenta

Anteprima di "La storia di Mawada"

Mawada ha 20 anni, studia informatica all’università, ha un sito di shopping online, è stata negli Stati Uniti per studiare un’estate e in vari altri paesi europei.

Da quando è scoppiata la rivoluzione ha lasciato i suoi innumerevoli interessi e si è buttata a capofitto in ogni attività possibile che le consentisse di supportare la rivoluzione. Seguiamo Mawada che ci porta in una scuola dove sua madre e un gruppo di altre donne hanno organizzato varie attività: un folto gruppo di ragazzi e ragazze fa una rivista, archivia immagini delle manifestazioni per documentazione, disegna manifesti, poster e caricature da portare nelle dimostrazioni. Il gruppo di Mawada sta raccogliendo tutti i filmati realizzati da chi ha partecipato alla rivoluzione assieme alle loro testimonianze per realizzare un documentario/diario che racconti giorno per giorno gli eventi da metà febbraio in poi. Con lei partecipiamo ad una manifestazione tutta al femminile per chiedere la “no-fly zone”.

Mawada vuole la democrazia, vuole andare a votare, vuole un sistema educativo migliore, un paese che permetta a lei e alla sua generazione un futuro migliore. Per questo si dice disposta a tutto, anche ad imparare a sparare e andare a combattere.

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La storia di Tarek e Mustafà

Autore: Redazione MTV News Data: 8 settembre 2011 Commenta

Anteprima di "La storia di Tarek e Mustafà"

I protagonisti sono: Tarek, 20 anni, che studia ingegneria ed è un boy scout e il suo amico Mustafà che ha la sua stessa età e studia con lui.

Al cimitero troviamo Tarek davanti ad una fila di tombe fresche. Racconta che il 20 febbraio era venuto qui a seppellire un gruppo di giovani uccisi il giorno prima. Lui era rimasto lì, il suo amico Mustafà detto Mufta era tornato verso la città al seguito di un corteo diretto verso la caserma principale di Bengasi, la Katiba, per protestare contro Gheddafi. Davanti alla caserma Mustafà viene ferito gravemente ad un braccio dalle forze governative e viene portato in ospedale.

Tarek e altri amici arrivano a casa di Mustafà, appena uscito dall’ospedale con un braccio tenuto insieme da una staffa d’acciaio. E’ stato ferito il 20 febbraio dopo aver lasciato Tarek al cimitero. Ci racconta perchè aveva deciso di partecipare alla manifestazione davanti alla Katiba, di come i militari di Gheddafi abbiano iniziato a sparare come cecchini sulla folla, della sua fuga dietro un riparo, del tentativo di prendere una pietra per lanciarla contro la caserma e del fatto che solo in quel momento si rende conto di non avere più il braccio. Mustafà è un normale studente universitario, che faceva il boy scout, appassionato di calcio e di playstation. Anche lui ha deciso di partecipare alle manifestazioni perchè alcuni suoi amici erano morti e provava molta rabbia per la reazione di Gheddafi alle manifestazioni pacifiche.

Tarek poi ci porta alla Katiba, ci racconta cosa successe quel 20 di febbraio e ci mostra un filmato molto drammatico dal suo telefonino dove si vedono i manifestanti che combattono con pochissimi fucili e molte pietre contro i mitragliatori delle forze di Gheddafi. Tarek ci porta dentro la caserma distrutta e ci spiega come uno dei manifestanti si sia buttato contro il portone principale con l’auto per aprire un varco e consentire agli altri di entrare.

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Libia, mistero sulla sorte di Gheddafi. Arrai Tv: è nel Paese

Autore: Redazione MTV News Data: 7 settembre 2011 Commenta
Libia, mistero sulla sorte di Gheddafi. Arrai Tv: è nel Paese

Convoglio del Rais avvistato al confine tra Niger e Ciad

Milano, 7 set. (TMNews) - Il leader libico Muammar Gheddafi e il figlio Saif al Islam si trovano sempre in Libia ed hanno "il morale molto alto": lo ha affermato oggi Michane al Joubouri, il proprietario dell'emittente televisiva Arrai, l'unica ad avere ancora dei contatti con il colonnello e il suo più stretto entourage.

"Posso dire che ho parlato con Gheddafi di recente. È in Libia, ha il morale molto alto, si sente bene e non ha paura. Spera di morire combattendo contro le forze di occupazione", ha affermato al Joubouri, ex deputato sunnita iracheno. "Anche il figlio Saif al Islam ha lo stesso spirito", ha insistito.

Interpellato sul modo in cui intrattiene rapporti con il colonnello libico, al Joubouri ha spiegato: "Quando ho bisogno di parlare con lui gli invio un messaggio, o è lui che mi contatta quando vuole fare passare un suo messaggio".

Secondo le ultime informazioni delle unità speciali che sono sulle tracce del colonnello libico, Gheddafi sarebbe stato avvistato nel sud del Paese, verso il confine con il Niger e il Ciad. L'ex numero uno del regime libico si sarebbe fermato tre giorni fa - scrive oggi lo Spiegel citando Hisham Buhagiar, capo delle unità speciali libiche - nei pressi del villaggio di Ghwat, 300 chilometri a nord del confine con il Niger.

Diverse testimonianze concordano nell'indicare in una fuga verso sud, Niger o Ciad, l'obiettivo finale del Colonnello. Il suo portavoce, ieri, aveva detto che Gheddafi si trova ancora in patria, gode di ottima salute ed è certo di godere del sostegno di milioni di persone, non solo in Libia ma in tutto il mondo arabo.

Ieri un "imponente" convoglio di militari e civili legati al regime era stato avvistato in Niger. Della carovana faceva parte sicuramente Mansour Daw, capo delle brigate di sicurezza di Gheddafi, e si era parlato anche della presenza del colonello, una circostanza questa smentita sia dalle autorità nigeriane che dai servizi di intelligence francesi e americani.

http://www.washingtonpost.com/world/middle-east/convoy-of-gaddafi-loyalists-crosses-into-niger/2011/09/06/gIQA3LfH7J_story.html?hpid=z3

In viaggio verso il fronte

Autore: Redazione MTV News Data: 7 settembre 2011 Commenta

Anteprima di "In viaggio verso il fronte"

I protagonisti sono Mohanned, 21 anni studente di medicina, Rafik, 22 anni studente di economia e Saad, 24 anni laureato in economia.
Sono tutti amici di Anoos, il fratello di Ines che è al fronte e si mettono in viaggio per andare a salutarlo e portare il messaggio della sorella. Lo invidiano e lo ammirano un po’ perchè ha avuto il coraggio di andare al fronte.

Il viaggio è da Bengasi a Brega, 300 chilometri, per poi tentare di andare fino a Ras Lanuf, dove è in corso la battaglia e dovrebbe trovarsi Anoos.

Nel lungo viaggio in macchina Mohanned e i suoi amici ci raccontano la loro vita, l’importanza della religione e delle leggi islamiche, perché vogliono che Gheddafi se ne vada.

In una sosta lungo il viaggio in un bar incontrano un combattente che è tornato indietro per riparare la macchina. Mentre beve un succo di frutta e mangia un wafer, su un divano semisfondato, il combattente, faccia distrutta, tutto sporco, cappuccio della felpa calato suglio occhi stanchi e kalashnikov sempre accanto, racconta ai ragazzi com’è la situazione al fronte. Poi tira fuori il telefonino e mostra un filmato di combattimenti in cui un egiziano viene ucciso mentre tentava di sparare con un Rpg ad un elicottero governativo.

L’ultimo check point prima del fronte è Brega, dove finalmente i ragazzi incontrano Anoos, il fratello di Ines, 21 anni anche lui, studente universitario e giocatore di pallacanestro. Anoos ha deciso di andare al fronte dopo che un suo amico è stato ucciso durante le manifestazioni, ora ha un kalashnikov al posto dello zainetto, porta gli aiuti al fronte, soccorre i feriti e, se necessario, spara. Dopo aver guardato il video della sorella si commuove e le manda un messaggio nel quale chiede di pregare per lui, perchè lui continuerà a combattere finche la Libia non sarà liberata o non morirà. Saluta poi i suoi amici, dicendogli di andare via perchè lì è pericoloso.

Intanto Mohanned e i suoi amici incontrano altri volontari tutti diretti al fronte: l’impressione è quella di una grande disorganizzazione e allo stesso tempo di una enorme motivazione a combattere. A un certo punto suona una sirena fortissima, sembra che stia arrivando l’aviazione di Gheddafi: Mohanned, Rafik e Saad scappano di corsa impauriti, ma poco dopo scoprono che era la sirena del pranzo… decidono comunque di tornare a Bengasi.

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Fuga di Gheddafi dalla Libia, Niger smentisce presenza rais

Autore: Redazione MTV News Data: 6 settembre 2011 Commenta
Fuga di Gheddafi dalla Libia, Niger smentisce presenza rais

Cnt, accordo per ingresso pacifico a Bani Walid

Milano, 6 set. (TMNews) - Nessuna notizia certa sulla possibile fuga del leader libico Muammar Gheddafi in Niger: nonostante il Consiglio Nazionale di Transizione abbia confermato lo sconfinamento di un convoglio militare con oltre 200 veicoli, del rais al momento non vi è traccia, mentre fioccano le smentite dei governi interessati. Sul fonte più strettamente militare, il Cnt avrebbe raggiunto questa notte un accordo con i capi tribali di Bani Walid per un'occupazione pacifica della località.

Come confermato dallo stesso Cnt, un nutrito convoglio di veicoli civili e militari provenienti dalla Libia ha attraversato ieri sera Agadez, una città a nord del Niger: secondo alcune voci il convoglio ospiterebbe anche il colonnello Gheddafi o i suoi figli. "E' stato visto un convoglio insolito e imponente di molte decine di veicoli entrare ad Agadez proveniente da Arlit, una città mineraria vicina alla frontiera algerina, e dirigersi verso Niamey", hanno affermato le fonti, riferendo di "voci insistenti" secondo cui il rais potrebbe fare parte del convoglio.

Destinazione ultima di Gheddafi sarebbe il Burkina Faso, circostanza smentita tuttavia dalle autorità di Ouagadougou; anche il ministro degli Esteri nigerino Mohamed Bazoum ha smentito che il rais possa trovarsi nel Paese, ritenendo che le voci sull'entità del convoglio giunto nel Paese siano state esagerate; infine, il governo francese ha affermato di nona vere "alcuna informazione" sulla presunta fuga di Gheddafi in Niger.

Quanto all'accordo per Bani Walid, la notizia è stata data dalla rete satellitare araba Al Jazeera, citando fonti militari del Cnt: non vi sono tuttavia ulteriori dettagli su quando le forze dell'opposizione intenderebbero entrare nella città - roccaforte della principale tribù libica, il clan dei Warfallah - a sud di Tripoli.

http://natolibguides.info/libya

Le donne di Bengasi

Autore: Redazione MTV News Data: 6 settembre 2011 Commenta

Anteprima di "Le donne di Bengasi"

Le protagoniste sono Ines, 23 anni, fisiatra e attivista per la rivoluzione; Mawada, 20enne e anche lei impegnata nel movimento e tutte le ragazze e le donne che nei gioni successivi alle prime sommosse si sono attivate per supportare gli insorti, per propagandare la rivoluzione e aiutare le famiglie dei caduti.

Le seguiamo mentre preparano un gruppo di bambini delle scuole elementari e medie per una manifestazione di appoggio alla rivoluzione, facendo disegnare loro cartelli e insegnando loro slogan.

Partecipiamo con loro ad una manifestazione organizzata dalle donne per dimostrare il loro appoggio e solidarietà ai poliziotti di vari commissariati di Bengasi, che nei giorni precedenti non sono andati a lavorare per paura di venir considerati ancora “pro Gheddafi”.

Ines ci fa conoscere suo padre militante convinto della rivoluzione. Ci spiega che è stato lui ad incoraggiare sia lei sia il fratello Anoos, che adesso si trova al fronte come volontario. Il padre si dice orgoglioso della loro scelta. Ines ci spiega che ha paura per il fratello ma è contenta, poi registra un video messaggio di saluti e incoraggiamento per il fratello al fronte.

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La storia di Mohammed

Autore: Redazione MTV News Data: 5 settembre 2011 Commenta

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Mohammed ha 21 anni, studia archeologia all’università ed è membro attivo del gruppo “Giovani per il Cambiamento”. Vive e lavora in una delle tende che affollano il lungomare di Bengasi. Dopo le prime proteste e la reazione armata del regime, i ragazzi del gruppo volontario hanno deciso di vivere in queste tende, come forma di protesta, ma anche per dare alla popolazione di Bengasi un punto di riferimento per gli aiuti di qualsiasi tipo (cibo, medicine, informazioni, organizzazione di manifestazioni etc). Tra le tante tende, c’è anche quella dell’università, dove si sono trasferiti studenti e professori in attesa della ripresa delle attività.

Mohammed ci spiega come è iniziata la rivoluzione, ovvero con la protesta organizzata via Facebook il 17 febbraio davanti al consolato italiano (anniversario delle manifestazioni del 2006 contro le caricature di Maometto sulla maglietta esibita da Calderoli). Mohammed ci porta davanti al consolato abbbandonato e ci spiega come quella protesta sia l’origine di tutto, con l’inizio degli scontri con le forze di Gheddafi che hanno sparato contro i manifestanti. Ci porta anche all’ospedale di Bengasi, dove ha lavorato come volontario al pronto soccorso nei primi giorni della rivoluzione e ricostruisce gli orrendi momenti che ha vissuto in quei giorni, testimoniati dalle immagini impresse sul suo telefonino.

Lo accompagnamo durante la distribuzione degli aiuti. Ci racconta i suoi ideali, cosa vuole per il futuro, ma anche le sue passioni, il rapporto con la religione, quello con l’altro sesso (che non c’è, perchè non ha mai avuto una fidanzata).

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In Libia le forze di Gheddafi vogliono prendere Gualish

Autore: Redazione MTV News Data: 10 luglio 2011 Commenta
In Libia le forze di Gheddafi vogliono prendere Gualish

Città a sud di Tripoli è stata conquistata mercoledì da ribelli

Gualish (Libia), 10 lug. (TMNews) - Le forze di Muammar Gheddafi vogliono riprendere Gualish e hanno tentato una controffensiva sulla località a una cinquantina di chilometri a sud di Tripoli, conquistata mercoledì dai ribelli. A riferirlo è stato un giornalista della France Presse che si trova sul posto. I ribelli hanno risposto alla controffensiva delle forze pro-Gheddafi con cannoni anticarro.

Intanto, i ribelli stanno continuando ad avanzare verso il centro di Zliten, a una sessantina di chilometri da Misurata, enclave ribelle situata a 200 chilometri a est di Tripoli. Un membro della ribellione anti-Gheddafi è morto, e altri 32 sono rimasti feriti, la scorsa notte, per le mine antiuomo piazzate dalle forze del leader libico alla periferia di Zliten. Lo hanno riferito i ribelli libici in un comunicato inviato all'Afp.

http://www.bbc.co.uk/news/