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Marea nera: dopo il disastro ecologico quello sanitario

Autore: Redazione MTV News Data: 1 settembre 2010 Commenta
Marea nera: dopo il disastro ecologico quello sanitario

I disturbi più frequenti ai polmoni e al sistema nervoso

Milano, 1 set. (Apcom) - Il disastro ambientale della marea nera nel Golfo del Messico causa danni alla salute. Secondo un gruppo di ricercatori dell'Università di San Fransisco a correre i rischi maggiori sono gli abitanti della zona, pescatori, volontari e lavoratori che da aprile hanno effettuato i soccorsi. I disturbi più frequenti sono quelli ai polmoni, e si manifestano con una tosse incessante. La prima settimana della catastrofe sono stati 300 i ricoverati per questo motivo, o per forti giramenti di testa.

"Ciò che è meno noto della catastrofe sono le conseguenze per la salute" ha sottolineato Gina Salomon che insieme a Sara Jansenn ha realizzato lo studio, pubblicato sull'edizione cartacea della rivista della American Medical Association. Oltre ai disturbi respiratori le sostanze tossiche presenti nel petrolio disperso possono causare l'alterazione del Dna, problemi al sistema nervoso,irritazione della pelle e in alcuni casi anche la depressione.

L'obiettivo dei medici e dei ricercatori è quello di invitare gli abitanti a curarsi al più presto, consigliando alcuni cibi da evitare. Primo su tutti il pesce da tavola.

http://www.ama-assn.org/

Marea nera, rientra allarme maltempo dopo il passaggio di Bonnie

Autore: Redazione MTV News Data: 25 luglio 2010 Commenta
Marea nera, rientra allarme maltempo dopo il passaggio di Bonnie

Riprendono le bonifiche, in settimana l'operazione "Static kill"

Milano, 25 lug. (Apcom) - Nel Golfo del Messico rientra l'allarme maltempo dopo il passaggio dell'uragano Bonnie. Le operazione di bonifica dell'area colpita dalla marea nera possono, quindi, riprendere in attesa che, in settimana, si possa procedere con l'operazione "Statik kill" il tentativo definitivo di sigillare le falle da cui sgorga il petrolio.

Gli equipaggi della Bp allontanati dalla piattaforma Deepwater Horizon a causa dell'avvicinamento della tempesta tropicale riprenderanno i lavori, con l'obiettivo di lanciare entro cinque giorni la nuova operazione per cercare di rimediare al disastro amibientale.

La minaccia del maltempo si è affievolita da ieri, man mano che Bonnie avanzava verso il Golfo del Messico. Così, alla Bp valutano che si possa presto tornare al lavoro, sperando di chiudere una volta per tutte il capitolo Marea nera nel giro di una settimana.

"L'operazione Static Kill potrà cominciare da qui a 5 giorni", ha dichiarato ieri l'ammiraglio Thad Allen, incaricato della supervisione della battaglia contro la marea nera. Il nuovo tentativo somiglia molto a quello tentato, senza successo, a fine maggio. Il pozzo di petrolio, che riversava ogni giorno da fine aprile milioni di litri di greggio nell'oceano, è chiuso da oltre una settimana, in modo provvisorio. Oltre allo "Static kill", Bp dispone di un'altra soluzione per otturare definitivamente il pozzo responsabile della marea nera: la perforazione di due pozzi di derivazione.

Tornano a rincorrersi, intanto, voci di prossime dimissioni dell'amministratore delegato di Bp, Tony Hayward. Secondo quanto scrive oggi il Telegraph, il dirigente di Bp starebbe ultimando gli ultimi dettagli del suo addio, che potrebbe essere comunicato "a giorni".

http://www.bp.com/extendedsectiongenericarticle.do?categoryId=40&contentId=7061813

Marea nera, test nuovo tappo: risultati meno buoni del previsto

Autore: Redazione MTV News Data: 17 luglio 2010 Commenta
Marea nera, test nuovo tappo: risultati meno buoni del previsto

Ammiraglio Allen: pressione bassa, non escluse altre fughe

Milano, 17 lug. (Apcom) - I risultati dei test al quale viene sottoposto il nuovo tappo collocato dalla British Petroleum sul pozzo sottomarino del Golfo del Messico sono "meno buoni di quanto sperato": lo ha affermato il comandante della Guardia costiera statunitense, ammiraglio Thad Allen.

Allen ha sottolineato in conferenza stampa che i valori di pressione registrati dagli strumenti non sono così alti da escludere la possibilità di altre perdite nel pozzo, ma che occorrerà aspettare almeno altre sei ore prima di stabilire se sarà necessario riaprire le valvole.

La Bp si è al contrario detta ottimista: la cupola tiene e non vi sono indicazioni di fughe di greggio o gas naturale, e i valori della pressione relativamente bassi potrebbero indicare semplicemente che dopo tre mesi di perdite il pozzo sia sul punto di svuotarsi.

Il rischio maggiore è infatti dato dall'elevata pressione del gas naturale e del greggio contenuti nel giacimento - situato a oltre 1.500 metri di profondità - in grado o di provocare una falla nella cupola oppure, eventualità potenzialmente più grave, di farsi strada verso la superficie del fondale creando nuove aperture.

Se nelle prossime ore i tecnici non registreranno anomalie la Bp potrebbe o tenere il pozzo sigillato oppure riaprire in parte le valvole in modo da permettere di recuperare il greggio in superficie, oltre che a eventualmente diminuire la pressione sul sistema ed evitare la creazione di altre fughe.

http://www.bp.com/bodycopyarticle.do?categoryId=1&contentId=7052055

Marea nera, posato il nuovo super tappo per fermare il greggio

Autore: Redazione MTV News Data: 13 luglio 2010 Commenta
Marea nera, posato il nuovo super tappo per fermare il greggio

Bp ancora col fiato sospeso, 48 ore di test

Milano, 13 lug. (Apcom) - Forse si è arrivati a una svolta cruciale nella lotta che dura da mesi contro il greggio che inquina il golfo del Messico. La Bp è riuscita a posare il nuovo 'tappo' sul pozzo di petrolio. Questa nuova copertura dovrebbe riuscire a contenere definitivamente la fuga dei milioni di litri di greggio che si riversano ogni giorno nel mare. Il nuovo imbuto, Top Hat 10, il nuovo imbuto sostituisce il modello precedente che raccoglieva al massimo 25.000 barili di petrolio, contro i 35.000-60.000 che sgorgavano dal pozzo.

Le prossime 48 ore saranno cruciali per capire se l'operazione ha avuto successo. La British Petroleum non si sbilancia e ha sottolineato come questa operazione sia assolutamente eccezionale e senza precedenti "a questa profondità e in queste condizioni". Se il super tappo dovesse funzionare, la Bp conta entro inizio agosto di riuscire a mettere in opera i due primi nuovi pozzi di soccorso che dovrebbero bloccare definitivamente la fuga di greggio.

Nel frattempo è giunta in Florida la First Lady, Michelle Obama, che ha invitato i turisti a non abbandonare la costa del Golfo: "E' importante per il resto del Paese sapere che questi posti continuano ad essere vivi e belli come lo sono sempre stati in precedenza".

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Marea nera, la Bp ci riprova con un nuovo tappo sul pozzo

Autore: Redazione MTV News Data: 10 luglio 2010 Commenta
Marea nera, la Bp ci riprova con un nuovo tappo sul pozzo

Si cerca anche di salvare le tartarughe minacciate dal greggio

Milano, 10 lug. (Apcom) - Nuovo tentativo della British Petroleum (Bp) per fermare la marea nera. Nelle prossime ore i tecnici della compagnia petrolifera britannica piazzeranno un nuovo tappo sul pozzo in fondo al Golfo del Messico, che dallo scorso 20 aprile sta riversando il greggio in mare.

La Bp spera che il nuovo tappo riesca ad incrementare in modo significativo la quantità di petrolio raccolta dal pozzo. Tuttavia, mentre i tecnici proveranno a sistemare il nuovo tappo il greggio riprenderà a riversarsi in mare senza ostacoli. L'ammiraglio Thad Allen, della Guardia Costiera americana, ha detto che ci "sono molte chance di ridurre in modo significativo la perdita". Al momento, secondo le stime del governo Usa, si riversano in mare ogni giorno dai 35.000 ai 60.000 barili di petrolio, e la Bp è in grado al momento di raccoglierne quasi la metà.

Intanto è in atto una corsa contro il tempo per salvare le uova di tartaruga minacciate dalla marea nera nel Golfo del Messico. I biologi statunitensi stanno infatti spostando migliaia di delicatissime uova, per poi ricollocarle in nuovo habitat non inquinato. "Stiamo cercando di salvare un'intera generazione di tartarughe di mare - spiega Thomas Strickland, del dipartimento degli Affari interni Usa - ed è qualcosa che non era mai stato tentato prima". Il salvataggio delle uova è comunque un'operazione complessa e non esente da rischi: le piccole tartarughe potrebbero infatti addirittura morire per lo stress dello spostamento. Per questo gli scienziati si muovono con enorme cautela.

http://www.bp.com/bodycopyarticle.do?categoryId=1&contentId=7052055