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Una riserva naturale nel prossimo futuro di Cernobyl

Autore: Redazione MTV News Data: 25 aprile 2013 Commenta
Una riserva naturale nel prossimo futuro di Cernobyl

Nell'aera di interdizione sviluppo sorprendente di flora e fauna

Milano, 25 apr. (TMNews) - Un futuro verde per Cernobyl? Sembrerebbe proprio di sì, stando almeno alle dichiarazioni di politici ed esperti che a ridosso del 27esimo anniversario della più grave catastrofe del nucleare civile della storia hanno lasciato spazio all'ottimismo per il recupero della zona contaminata dopo l'incidente del 26 aprile 1986. Il ministro dell'Ambiente Oleg Proskuryakov ha annunciato che il governo ucraino, insieme con quello russo e bielorusso, ha intenzione di costituire un'area naturale protetta nelle zone colpite dalle radiazioni per monitorare lo sviluppo della flora e della fauna che negli ultimi anni hanno ritrovato il loro spazio nei territori a cavallo tra i tre paesi.

Una riserva transfrontaliera in cui venga coordinata la ricerca scientifica sul territorio e sui suoi abitanti, con lo scopo di preservare il paesaggio e studiarne in maniera approfondita i cambiamenti presenti e futuri. Secondo gli osservatori la zona di esclusione intorno a Cernobyl, quella nel raggio di 30 km in cui ancora oggi è vietato l'accesso senza speciali permessi, ha ripreso a prosperare in maniera sorprendente. Per l'ecologista Sergei Shaparenko "il mondo animale sta vivendo un vero e proprio boom": non solo le specie comuni conigli o volpi, ma anche animali più rari, come orso, linci e tassi, hanno ripopolato la campagna e i boschi intorno alla centrale atomica.

http://www.world-nuclear.org/info/Safety-and-Security/Safety-of-Plants/Chernobyl-Accident/

In Italia aumenta la celiachia: 135mila diagnosi, +10% annuo

Autore: Redazione MTV News Data: 12 aprile 2013 Commenta
In Italia aumenta la celiachia: 135mila diagnosi, +10% annuo

Alla base intolleranza al glutine, ma anche fattori ambientali

Milano, 12 apr. (TMNews) - Aumentano le diagnosi di celiachia in Italia, dove i nuovi casi di intolleranza al glutine hanno portato in pochi anni il numero delle diagnosi a raddoppiarsi arrivando a 135.000, con un incremento di circa il 10% all'anno. Della celiachia si è discusso in un convegno di Aic a "Pianeta Nutrizione & Integrazione".

Le prolamine e le glutenine ad alto peso molecolare contenute nel frumento, nella segale, nell'orzo, nel farro e nel kamut sono in grado di innescare nei celiaci una serie di alterazioni del sistema immunitario in grado di portare ad un severo danno dell'intestino tenue con conseguente perdita dei villi intestinali e comparsa di quella mucosa piatta che è la caratteristica istologica di questa patologia. Anche se l'intestino tenue rimane il principale, ed in molti casi, unico organo-bersaglio, la celiachia può assumere, in una discreta percentuale di celiaci, le caratteristiche di una malattia sistemica con interessamento di numerosi altri organi ed apparati, tra i quali le ghiandole endocrine, il sistema nervoso centrale e periferico, l'apparato cardiovascolare, il sistema connettivo e osteoarticolare, il fegato ed il sistema emopoietico.

L'elemento scatenante la celiachia è, quindi, il glutine che per innescare i meccanismi immunologici patogenetici, necessita comunque di una particolare predisposizione genetica che viene a ricoprire un ruolo di primo piano nella diagnosi della malattia celiaca.

Anche alcuni fattori ambientali possono svolgere un ruolo determinante nello scatenamento della celiachia a cominciare dalle infezioni come quelle da Rotavirus o da Adenovirus e altri ceppi virali, così come gastroenteriti di natura batterica contratte dopo un viaggio in paesi con condizioni igieniche non ottimali o infezioni da parassiti.

http://www.celiachia.it/home/HomePage.aspx#

Clima, estati artiche le più calde da 600 anni a questa parte

Autore: Redazione MTV News Data: 11 aprile 2013 Commenta
Clima, estati artiche le più calde da 600 anni a questa parte

Ricerca dell'Università di Harvard pubblicata da "Nature"

Parigi, 11 apr. (TMNews) - Le estati nelle regioni prossime al Circolo Polare Artico sono state le più calde da almeno 600 anni a questa parte: è quanto risulta da uno studio della statunitense Università di Harvard, pubblicato dalla rivista scientifica "Nature".

Oltre alle serie storiche delle temperature, ricercatori hanno analizzato tutti i dati disponibili, effettuando dei carotaggi nel terreno e prelevando sedimenti dai fondali lacustri: la conclusione è che le estati del 2005, 2007, 2010 e 2011 sono le più calde da almeno il 1400. In particolare, l'estate del 2010 è stata la più calda degli ultimi sei secoli nella Russia occidentale, in Groenlandia e nel Canada settentrionale.

http://www.nature.com/nature/journal/v496/n7444/full/nature11969.html

Ex presidente Authority nucleare Usa: reattori tutti difettosi

Autore: Redazione MTV News Data: 10 aprile 2013 Commenta
Ex presidente Authority nucleare Usa: reattori tutti difettosi

Andrebbero sostituiti da impianti a nuova tecnologia

Milano, 10 apr. (TMNews) - Tutti i 104 reattori nucleari in servizio negli Stati Uniti hanno un problema di sicurezza che non può essere risolto e dovrebbero essere sostituiti da inmpianti a nuova tecnologia: lo ha dichiarato l'ex presidente della Commissione dell'Authority nucleare statunitense, Gregory Jaczko.

Come riporta il quotidiano statunitense The New York Times, Jaczko ha sottolineato come la chiusura contemporanea degli impianti sarebbe impraticabile ma si è è detto favorevole ad una dismissione graduale, evitando ogni proroga del funzionamento oltre il massimo di 40 anni previsti; alla domanda sul perché tali dubbi non siano stati espressi durante il suo mandato, l'ex presidente dell'Authority ha spiegato di essere venuto a conoscenza del problema solo di recente.

Il problema sta nella caratteristica del combustibile nucleare di generare una grande quantità di calore anche quando il reattore è stato chiuso: proprio questo "calore da decadimento" provocò il meltdown dei reattori della centrale giapponese di Fukushima.

L'unica soluzione sarebbe quella di impiegare dei reattori più piccoli, in cui la quantità di combustibile sia tale da non poter raggiungere la sua temperatura di fusione.

http://www.nytimes.com/2013/04/09/us/ex-regulator-says-nuclear-reactors-in-united-states-are-flawed.html?_r=0

Marea nera: batteri hanno ripulito in parte il Golfo del Messico

Autore: Redazione MTV News Data: 10 aprile 2013 Commenta
Marea nera: batteri hanno ripulito in parte il Golfo del Messico

Dopo catastrofe della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon

Milano, 10 apr. (TMNews) - Il Golfo del Messico si è almeno in parte "ripulito" da solo dagli effetti della marea nera provocata dall'esplosione della piattaforma offshore "Deepwater Horizon": gli effetti a lungo termine dell'inquinamento rimangono tuttavia ancora impossibili da determinare, così come le possibilità ultime di resistenza dell'ecosistema locale.

Come spiega il sito della Bbc, una ricerca dell'American Chemical Society ha messo in luce l'azione dei microorganismi che si attivano per degradare il petrolio, presenti nelle acque profonde dato che la trasudazione di greggio dai fondali oceanici non è infrequente e crea quindi una particolare nicchia biologica.

In particolare si tratta di batteri capaci di degradare il metano ma che una volta esaurito il loro "cibo" preferito sono in grado di attaccare altri idrocarburi: l'improvviso rilascio di notevoli quantità metano seguito all'esplosione della piattaforma ne ha fatto aumentare esponenzialmente la popolazione, provocando quindi un'azione di "ripulitura" delle acque. Ad ostacolare l'azione dei batteri sarebbero invece le sostanze chimiche utilizzate per disperdere il greggio, tossiche per la maggior parte dei microorganismi.

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-22075182

Lo Stato New York presto alimentato solo da energie rinnovabili

Autore: Redazione MTV News Data: 9 aprile 2013 Commenta
Lo Stato New York presto alimentato solo da energie rinnovabili

Secondo uno studio delle università di Stanford e Cornell

Milano, 9 apr. (TMNews) - Lo stato di New York presto potrebbe essere interamente alimentato da energie rinnovabili. Lo rivela uno studio appena pubblicato dalle università di Stanford e Cornell, nel quale si prevede che entro il 2030 il fabbisogno interno potrebbe essere soddisfatto da vento, sole e acqua. La ricerca suggerisce anche le riforme che il governo dovrà fare nei prossimi 17 anni per poter centrare l'obiettivo. Serviranno grandi investimenti in centrali eoliche soprattutto nell'area di Long Island e ancona pannelli solari sui tetti di ogni casa nella parte nord dello Stato.

"È fattibile", ha detto il co-autore Robert Howarth, professore alla Cornell University di ecologia e biologia ambientale. "Sembra che sia un sogno, ma a volte le persone sono troppo pessimistiche rispetto a quello che si può fare nel futuro".

Infatti negli ultimi nove anni lo stato di New York ha fatto grandi passi in tema di energia verde, grazie anche alla tassa di un dollaro a bolletta che ha fatto entrare nella casse del governo ingenti somme da reinvestire in fonti rinnovabili. L'obiettivo da centrare nel 2015 è riuscire a usare energia pulita per il 30% del fabbisogno.

Lo stato di New York ha fatto grandi investimenti soprattutto in campo eolico: dal 2004 a oggi la produzione di energia attraverso il vento è passata da 48 megawatt a più di 1.600 all'anno. E infatti la ricerca sostiene che nel 2030 la maggior parte delle rinnovabili usate per il sostentamento dello Stato saranno prodotte dall'eolico, grazie a 12.700 pale poste fuori dai confini dello Stato.

http://ecologyandevolution.cornell.edu/

Come liberare gli oceani dalle plastiche, la ricetta di Slat

Autore: Redazione MTV News Data: 4 aprile 2013 Commenta
Come liberare gli oceani dalle plastiche, la ricetta di Slat

L'idea di un 19enne olandese presentata a una Ted conference

Milano, 4 apr. (TMNews) - Boyan Slat, un 19enne olandese, ha inventato un sistema che potrebbe finalmente ripulire l'oceano da miliardi di bottiglie di plastica. Allo studio da oltre due anni, l'iniziativa The Ocean Cleanup Array punta a ripulire le acque da oltre 7,25 milioni di tonnellate di plastica, vale a dire il 30 % dei rifiuti complessivi presenti negli oceani. Il progetto dovrebbe riuscire a ripulire ognuno dei cinque "vortici oceanici, in cinque anni, vale a dire 25 anni in totale.

I rifiuti non saranno catturati da reti ma deviati dalle correnti marine verso dighe galleggianti, una sorta di bastimenti autoalimentati grazie al sole e alle onde. Il riciclaggio di materie plastiche, che potrebbe fruttare fino a 500 milioni di dollari, è stato presentato a una conferenza TEDx a Delft, nell'ottobre 2012, e da allora 50 ingegneri, scienziati e studenti vi stanno lavorando.

Nel Pacifico del nord galleggia un'isola di bottiglie di plastica (Pacific Trash Vortex) portate dai venti e dalle correnti di dimensioni gigantesche, secondo alcuni calcoli due volte la superficie degli Stati Uniti.

http://www.naturalnews.com/039702_ocean_cleanup_array_ecosystem_pollution.html

http://www.boyanslat.com/plastic/

Clima, al Polo Sud fa più caldo: ma i ghiacci aumentano

Autore: Redazione MTV News Data: 2 aprile 2013 Commenta
Clima, al Polo Sud fa più caldo: ma i ghiacci aumentano

Studio scientifico: solidificano acque fredde degli scioglimenti

Roma, 2 apr. (TMNews) - I paradossi del riscaldamento climatici. Nei mari che circondano l'Antartide in inverno si forma più ghiaccio galleggiante, nonostante le temperature siano effettivamente più elevate. Sono le conclusioni di uno studio pubblicato su Nature Geoscience che spiega una serie di fenomeni che già altri esperti climatici avevano riscontrato e previsto .

Il fenomeno evidenziato nel ghiaccio marino al Polo Sud è l'opposto di quanto visto al Polo Nord: nell'Artico il ghiaccio si sta ritirando a elevata velocità e quello che rimane si sta assottigliando, tanto che alcuni scienziati hanno previsto che nel 2020 l'Artico sarà completamente libero dal pack in estate. In Antartide, invece, il ghiaccio marino aumenta, in particolare in inverno. Secondo Richard Bintanja, climatologo del Reale istituto meteorologico olandese di Utrecht il paradosso si spiega con il fatto che lo scioglimento di 250 miliardi di tonnellate all'anno di ghiaccio dalla massa continentale antartica, riversa nei mari un'enorme quantità di acqua dolce che forma uno strato di acqua fredda sulla superficie oceanica, che protegge il ghiaccio marino dall'acqua più profonda e leggermente più calda.

http://www.nature.com/ngeo/journal/vaop/ncurrent/full/ngeo1767.html

Emily, 7 anni, ha vinto la leucemia con una terapia cellulare

Autore: Redazione MTV News Data: 26 marzo 2013 Commenta
Emily, 7 anni, ha vinto la leucemia con una terapia cellulare

Dopo 11 mesi di cure a Filadelfia è ora in fase di remissione

Milano, 26 mar. (TMNews) - A 7 anni, Emily Whitehead è una pioniera: è infatti la sola bambina ad aver sconfitto la leucemia grazia a una nuova cura che interviene sul sistema immunitario, per indurre le cellule a combattere il cancro. Dopo 11 mesi di cure a Filadelfia, Emily è ora in fase di remissione. La madre racconta che la bambina è felice di poter giocare con il suo cane, di leggere e scrivere, dopo quasi un anno di trattamento sperimentale che le ha salvato la vita dopo due ricadute che avevano lasciato i medici senza alcuna alternativa.

L'esito della cura su Emily incoraggia i ricercatori a puntare su un trattamento che potrebbe prevedere una sola dose in tutta la vita, e mettere fine, un giorno, a chemioterapia e trapianto di midollo osseo. La tecnica consiste nel prelevare dal sangue dei pazienti dei linfociti T, le principali cellule del sistema immunitario, di modificarli geneticamente con l'aiuto di un virus e di dotarli di un recettore molecolare che gli consenta di attaccare le cellule cancerogene.

"Emily è in buone condizioni di salute e non ha avuto ricadute 11 mesi dopo aver ricevuto i linfociti T geneticamente modificati che hanno permesso di individuare un obiettivo in questo tipo di cancro", si legge nel comunicato stampa diffuso dall'Università della Pennsylvania, che ha sviluppato questa cura inizialmente per trattare adulti affetti da un altro tipo di leucemia.

La ricerca dell'Università della Pennsylvania è sostenuta dal colosso farmaceutico svizzero Novartis, che ha investito 20 milioni di dollari per creare un centro di ricerca. Il caso di Emily Whitehead "dimostra che le cellule possono avere un effetto anti-tumorale nei bambini", ha sottolineato sul New England Journal of Medicine uno dei co-autori dello studio, Stephan Grupp, dell'ospedale pediatrico di Filadelfia dove è stata curata.

Tuttavia è da segnalare come la stessa cura abbia fallito con un altro giovane paziente, che non è sopravvissuto, spingendo così i ricercatori a sottolineare l'importanza di ulteriori ricerche. Il trattamento è stato usato anche a New York su cinque persone adulte, di età compresa tra i 23 e i 66 anni, malate di leucemia linfoblastica acuta, una delle forme più aggressive e difficili da curare di questo tumore del sangue. Tre di loro sono in fase di remissione.

"Sebbene questo nuovo trattamento si dimostri promettente contro il cancro, bisogna ancora intervenire per arrivare a un'efficacia massima e duratura e anche per minimizzare gli effetti secondari", hanno sottolineato i ricercatori di New York. La cura è quindi ancora nelle fasi iniziali: ogni paziente avrà bisogno di un trattamento personalizzato e dovrà assumere farmaci per rafforzare il sistema immunitario, forse per il resto della sua vita, ma se la sua efficacia dovesse essere confermata, potrebbe essere adottata su più vasta scala nel giro di pochi anni, come auspica Michael Kalos, dell'Università della Pennsylvania, coinvolto nella ricerca.

http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1215134?query=featured_home#t=article

Cites dice no al bando totale sul commercio degli orsi polari

Autore: Redazione MTV News Data: 8 marzo 2013 Commenta
Cites dice no al bando totale sul commercio degli orsi polari

Esemplari sempre più minacciati dallo scioglimento dei ghiacci

Milano, 8 mar. (TMNews) - I Paesi membri della Cites - la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione - si sono rifiutati di mettere completamente al bando il commercio internazionale degli orsi polari, al termine di un dibattito molto acceso sulal sorte di questo esemplare sempre più minacciato dallo scioglimento dei ghiacci.

L'orso polare, il più grande carnivoro terrestre, al momento è inserito solo nell'Appendice II della Cites, che implica una stretta regolamentazione del commercio internazionale. Gli Stati Uniti però - che condividono con Canada, Russia, Danimarca (Groenlandia) e Norvegia una popolazione tra i 20mila e i 25mila esemplari - reclamano il suo inserimento nell'Appendice I che vieta totalmente questo commercio.

La proposta, che necessita di una maggioranza dei due terzi, è stata respinta con 42 voti contrari, 38 favorevoli e 46 astenuti. La decisione presa dal Comitato potrebbe essere riesaminata dall'Assemblea plenaria la prossima settimana.

http://www.cites.org/eng/cop/16/prop/E-CoP16-Prop-03.pdf

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