
Due eroi per il trionfo della squadra di Abramovic
Roma, 20 mag. (TMNews) - Non ci erano riusciti allenatori del calibro di José Mourinho e Carlo Ancelotti, a regalare la Champions League a Roman Abramovic. Ce l'ha fatta invece il manager "di riserva" Roberto Di Matteo, l'ex centrocampista azzurro che da ieri è campione d'Europa con il Chelsea. Un'impresa che ha dell'incredibile, se si pensa ai modi in cui è maturata, e che ha visto la squadra londinese più volte a un passo dall'eliminazione. Sconfitti 3-1 dal Napoli, in svantaggio 2-0 a Barcellona e con un uomo in meno, sotto di un gol a 7 minuti dalla fine nella finale con il Bayern in uno stadio che aspettava solo di festeggiare la vittoria. E invece, dopo 15 corner per i bavaresi, al primo calcio d'angolo per i Blues è sbucata la testa di Didier Drogba, che ha inzuccato il pareggio. Lo stesso ivoriano, che a inizio stagione era stato messo in discussione e che molti davano per finito, oltre che responsabile dei malumori dello spogliatoio nei confronti di Villas-Boas, ha poi segnato il rigore decisivo, con un'esecuzione perfetta e imparabile.
Due eroi in qualche modo casuali, quindi, dietro l'impresa del Chelsea, squadra meno forte delle altre tre semifinaliste, ma capace di sopperire con il cuore (e a volte con il catenaccio, molto italiano, vero mister Di Matteo?) e la tenacia. C'è stata anche la buona sorte: a Barcellona e a Monaco due fuoriclasse assoluti come Messi e Robben hanno fallito rigori (entrambi tra l'altro causati da falli di Drogba!) che avrebbero probabilmente potuto essere decisivi. Ma non si vince senza avere dalla propria parte anche la dea bendata. E oggi Di Matteo e Drogba rappresentano un sogno che è diventato possibile e che, unito al trionfo in FA Cup, rende la stagione del Chelsea, a lungo ritenuta fallimentare, probabilmente una delle più importanti, se non la più importante in assoluto, della storia del club londinese.
http://www.chelseafc.com/ http://www.bbc.co.uk/sport/0/football/18134607









