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Allarme neo laureati: crescono i senza lavoro e i precari

Autore: Redazione MTV News Data: 6 marzo 2012 Commenta
Allarme neo laureati: crescono i senza lavoro e i precari

Rapporto Almalaurea: Tra 2009 e 2010 disoccupazione +2,4%

Roma, 6 mar. (TMNews) - Disoccupazione in crescita. Contratti di lavoro meno stabili, precari o in nero. Retribuzioni in calo. Difficile trovare un lavoro anche per i neo medici, architetti o avvocati. E' il quadro allarmante che emerge dal XIV Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati in Italia, presentato oggi. La rilevazione ha riguardato circa 400 mila laureati: quasi 186 mila laureati nel 2010, 53 mila nel 2008 e 22 mila 'pre-riforma' nel 2006 intervistati dopo cinque anni. Per i laureati nel 2010, in particolare, il tasso di disoccupazione è aumentato in media del 2,4% rispetto al 2009.

Secondo il dossier, a causa della crisi economica "una percentuale notevole ed in crescita di giovani - tra cui vi sono anche profili che in tempi migliori non avrebbero avuto difficoltà a trovare un lavoro - è a rischio di disoccupazione prolungata o di inattività, con effetti che potrebbero divenire irreversibili". Rischi che includono "la difficoltà protratta di trovare lavoro e la persistenza di differenziali salariali".

Situazione su cui pesa anche il fatto che "in Italia è penalizzata l'occupazione più qualificata. Tra il 2004 e il 2008, negli anni precedenti alla crisi, l'Italia ha fatto segnare una riduzione della quota di occupati nelle professioni ad alta specializzazione, in controtendenza rispetto al complesso dei paesi dell'Unione Europea. Un'asimmetria di comportamento che si è accentuata nel corso della crisi: mentre al contrarsi dell'occupazione, negli altri paesi è cresciuta la quota di occupati ad alta qualificazione, nel nostro paese è avvenuto il contrario", fa notare il rapporto.

Dal dossier emerge anche che i laureati trovano più lavoro dei diplomati (il tasso di occupazione è più alto di oltre l'11%); che si acuisce il divario territoriale tra Nord e Sud, in particolare per le retribuzioni; che le donne sono ancora molto penalizzate nel mercato del lavoro, considerando sia il divario occupazionale tra laureati e laureate che le differenze retributive.

http://www.almalaurea.it/

Istat: solo quattro università italiane tra le prime 200 al mondo

Autore: Redazione MTV News Data: 24 maggio 2011 Commenta
Istat: solo quattro università italiane tra le prime 200 al mondo

L'istituto cita la classifica della World University di Shanghai

Milano, 24 mag. (TMNews) - Tra le prime duecento università al mondo solo quattro sono italiane: lo rivela l'Istat nel Rapporto annuale 2010, citando la classifica Academic Ranking of World Universities della Shanghai Jiao University. Nell'elenco compaiono l'Università di Milano, quella di Pisa, La Sapienza di Roma e quella di Padova.

Secondo l'Arwu 2010, che adotta criteri legati alla performance nella ricerca, l'Europa ha il maggior numero di università rispetto agli Stati Uniti tra le prime 500, ma il risultato cambia quando si restringe il cerchio alle prime 200: in questo caso prevalgono largamente le università americane e se si considerano le prime 100, il divario tra l'America e l'Europa si amplia (58 contro 33%).

Se si guarda alle prime 20 università del mondo, l'85% sono americane e solo il 10% europee. Tra le prime 100, 75 sono distribuite fra quattro paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e Germania. Per vedere apparire l'Italia bisogna allargare la classifica alle prime 200, dove figura con il 2%, dietro la Francia (3,5%) e la Garmania (7%).

Il numero di Atenei italiani sale a 5 tra le prime 300 posizioni se si considera un altro indicatore, cioè il World University Rankings del Times Higher Education, indicatore sintetico dell'attrattivita' delle università. Il 67% delle migliori università è distribuito negli Stati Uniti e nel Regno Unito, la Germania e la Francia hanno ciascuna tre università tra le prime 100 nel mondo mentre l'Italia non appare. Per vedere comparire gli atenei del Belpaese bisogna allargare il ranking alle 300 migliori posizioni, dopo la Francia, con 13, e la Germania, con 22.

http://www.arwu.org/ARWU2010.jsp

http://www.timeshighereducation.co.uk/world-university-rankings/

La Scuola Normale Superiore di Pisa compie 200 anni

Autore: Redazione MTV News Data: 18 ottobre 2010 Commenta
La Scuola Normale Superiore di Pisa compie 200 anni

Napolitano in visita all'Istituto, studenti contro la Gelmini

Roma, 18 ott. (Apcom) - La Scuola Normale Superiore di Pisa, nella quale si sono formati tre nobel italiani e due presidenti della Repubblica, compie oggi 200 anni: 18 ottobre 1810 - 18 ottobre 2010. Fu Napoleone Bonaparte a istituire, due secoli fa, la Normale come succursale dell'École Normale Supérieure di Parigi. L'istituto ha formato, tra gli altri, Enrico Fermi, Carlo Rubbia, Giosuè Carducci, Giovanni Gronchi e Carlo Azeglio Ciampi.

Per celebrare la ricorrenza, è arrivato a Pisa il Capo dello Stato Giorgio Napolitano: è stato lui a consegnare i diplomi di licenza a un centinaio di normalisti. Davanti all'Università si sono assiepati alcuni studenti per protestare contro la riforma Gelmini, inneggiando alcuni slogan con la scritta "Università pubblica" e "Uniti contro la crisi".

"Università e unità è il massimo", ha replicato il Capo dello Stato Napolitano rispondendo ai giornalisti. Proprio al Presidente della Repubblica si sono rivolti gli universitari, tenuti a distanza dall'ingresso del teatro da un cordone di forze dell'ordine, chiedendogli di "fermare i tagli all'università" e di bloccare la riforma Gelmini. Su un volantino, diffuso per la protesta, gli universitari si firmano come 'studenti indisponibili' e raffigurano il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini con l'effige di una santa e il titolo 'Beata ignoranza'.

Fonte: http://www.sns.it/

Scuola, studenti e precari in piazza contro la Gelmini

Autore: Redazione MTV News Data: 8 ottobre 2010 Commenta
Scuola, studenti e precari in piazza contro la Gelmini

Cortei in 90 città italiane per salvare la scuola pubblica

Milano, 8 ott. (Apcom) - Migliaia di giovani, studenti e precari, sono scesi in piazza per protestare contro la riforma del ministro dell'Istruzione, Gelmini. A Roma il corteo, partito dalla Sapienza preceduto dallo striscione "Governo, Rettori, Confindustria siete il passato. Riprendiamoci il futuro" è arrivato fin sotto al ministero dell'Istruzione.

La giornata di protesta, inoltre, è cominciata con un blitz al ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere a Roma, dove all'alba alcuni studenti hanno piazzato 2 striscioni con su scritto: "8 ottobre, 6.30 del mattino. Voi l'incubo, noi la sveglia", e "La paura fa 90 ...CORTEI IN ITALIA".

La protesta degli studenti della scuola si è unita con quella dei "colleghi più grandi" dell'università che chiedono la "rottamazione del ddl Gelmini" prima ancora che venga approvato: all'interno dei 90 cortei in tutta Italia, nel giorno dello sciopero per l'intera giornata proclamato da Usi Ait Scuola e Unicobas, e dell'astensione dal lavoro per un'ora indetta dalla Flc-Cgil, hanno sfilato anche diverse associazioni studentesche accademiche. In alcuni casi gli studenti sono scesi in piazza bendati o vestiti da galeotti o ancora con caschetti da muratore.

A Unione degli studenti e Rete degli studenti, che difendono i diritti degli iscritti alla scuola superiore, si sono unite l'Unione degli universitari, il Link e il neonato movimento anti-ddl Costruttori di sapere. Studenti della scuola e universitari insieme pure a Siena, Cosenza, Viterbo, Napoli, Salerno, Catania, Trieste, Foggia, Taranto, Campobasso. A Bari il corteo è terminato davanti alla Regione, per richiedere alla Giunta un'inversione di tendenza negli investimenti per le borse di studio. Per il diritto allo studio universitari in piazza sotto la Regione anche in Campania.

http://www.retedeglistudenti.it/

Università di Bologna, i ricercatori che scioperano rischiano la sostituzione

Il Senato Accademico ha chiesto conoscere entro le 12 di venerdì i nomi di chi aderirà allo sciopero

Milano, 15 set. (Apcom) - Chi fa sciopero rischia la sostituzione. È di ieri, martedì 14 settembre, la proposta del senato accademico di Bologna che sotto indicazione del rettore Ivano Dionigi prevede la sostituzione di un ricercatore con un professore a contratto in caso di sciopero. Il motivo per cui si è arrivati a questa decisione, spiega il rettore è quello di contrastare una modalità di sciopero assai diffusa in Italia: "Le lezioni vengono prima di tutto" afferma Dionigi.

Dal mondo dei ricercatori e dei precari la proposta non è stata ben accolta: e probabilmente il numero delle rispeste sull'adesione allo sciopero che il rettore ha chiesto di consegnare entro le 12 di venerdì 17 settembre non toccherà le 6mila sui 24mila tra ricercatori e docenti che potrebbero partecipare allo sciopero.

Il principio su cui fa leva il più antico ateneo italiano è che le lezioni devono essere garantite e non possono essere sospese da eventi esterni a quelli accademici. I sindacati insieme a ricercatori, precari, docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo stanno cercando di ottenere la revoca della decisione presa dal Senato Accademico: "È una scelta molto grave" si apprende in una nota del segretario Domenico Panteleo della Cgil. Difficile però che una decisione presa all'unanimità in senato accademico possa essere revocata per un dissenso politico.

http://www.unibo.it

Arran Fernandez, a soli 15 anni ha superato l’accesso a Cambridge

Autore: Redazione MTV News Data: 3 settembre 2010 Commenta
Arran Fernandez, a soli 15 anni ha superato l'accesso a Cambridge

È il più giovane studente dal 1773, bimbo-prodigio in matematica

Roma, 3 set. (Apcom) - E' il più giovane studente dal 1773. Il primato è di Arran Fernandez, che appena tre mesi dopo il compimento del quindicesimo anno di età, è stato ammesso all'Università di Cambridge. Un bambino prodigio della matematica che, fin da piccolo, ha sempre mostrato una marcia sui numeri, la logica e la matematica.

Era dal 1773, appunto, che il prestigioso ateneo inglese non ammetteva uno studente così giovane. L'ultimo fu William Pitt, che all'epoca aveva 14 anni. Per Arran la matematica è al primo posto. Il suo prossimo obiettivo? Risolvere la complessa ipotesi di Riemann, che si lega alla teoria dei numeri primi. Per la soluzione, il Clay Mathematics Institute ha offerto un premio da un milione di dollari.

A Cambridge, il bambino prodigio alloggerà in un appartamento preso in affitto dal papà. Arran, insomma, è pronto a seguire le orme di Isaac Newton e Stephen Hawking, entrambi prodotti dall'ateneo inglese. "Non mi sembra mi manchi tanto. Persino se avessi 18 anni, non uscirei per bere. Non è importante essere più giovane, per me è importante andare a studiare a Cambdrige", ha detto il giovane talento.

Arran è del Sussex e a scuola non ha mai messo piede. Ha sempre studiato privatamente a casa, per scelta della famiglia. Fin dall'età di sei anni aveva dato dimostrazione delle sue doti superando gli esami per il GCSE, General Certificate of Secondary Education, con il massimo dei voti in matematica.

Fonte: http://www.cam.ac.uk/

Al via il 2 settembre i test per le facoltà a numero chiuso

Autore: Redazione MTV News Data: 29 agosto 2010 Commenta
Al via il 2 settembre i test per le facoltà a numero chiuso

Si inizia con medicina: un candidato su 10 riuscirà a entrare

Roma, 28 ago. (Apcom) - Sono 52.788 i posti che quest'anno le matricole universitarie si contenderanno per accedere alle facoltà a numero chiuso: i primi a saggiare le domande a quiz saranno, giovedì 2 settembre, i candidati alla selezione di medicina e chirurgia. A fronte di 8.755 posti disponibili parteciperanno alla prova nazionale, svolta in contemporanea in tutte le sedi accademiche interessate, circa 90mila candidati: in pratica, al termine della selezione potrà accedere a medicina solo uno ogni dieci aspiranti.

La verifica scritta si compone, in linea con gli anni passati, di 80 domande a risposta multipla, la cui collocazione è stata stabilita attraverso apposito decreto ministeriale: gli argomenti sono stati preparati dai tecnici del ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca e vanno dalla cultura generale (tra domande le più gettonate vi sono quelle storiche e letterarie) alle discipline più specifiche (come fisica, chimica, biologia e matematica) fino a qualche quesito più di stretta attualità.

Come di consueto, a seguire ogni giorno si svolgerà un test diverso: il 3 settembre, il giorno dopo la selezione di medicina, la prova riguarderà gli aspiranti ad odontoiatria e protesi dentaria (789 posti). Dopo la pausa dovuta al week end, si riprenderà lunedì 6 settembre, quando sarà il turno dei candidati a medicina veterinaria (1.006 posti), dove da quest'anno è stato deciso che si darà più spazio ai test riguardanti la disciplina da intraprendere (ad esempio sulla biologia) e meno a quelli di carattere generale.

Terminata le selezione dei futuri medici, si passerà alle altre discipline accademiche a numero chiuso: martedì 7 toccherà ad architettura (9.265 posti ed anche in questo caso prevarranno le domande specifiche, in particolare di storia dell'arte e ci disegno); per chiudere, il giorno dopo, l'8 settembre, con le professioni sanitarie (28.135 posti, di cui 16.336 facenti capo a scienze infermieristiche).

http://www.miur.it/0002Univer/0023Studen/0058Access/0116Corsi_/0118Prove_/index_cf2.htm

Gelmini: Professori universitari vadano in pensione prima

Autore: Redazione MTV News Data: 17 luglio 2010 Commenta
Gelmini: Professori universitari vadano in pensione prima

Il ministro: "Abbassare età pensionabile a 65 anni"

Roma, 17 lug. (Apcom) - "La cosa migliore sarebbe abbassare l'età pensionabile a 65 anni e non escludo che il governo possa presentare un emendamento in tal senso alla riforma dell'università": A dirlo è il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini che al Corriere della Sera spiega: "almeno non si consenta ai professori di aggirare il limite di legge previsto oggi. Dopo i 70 anni si va a casa senza se e senza ma. Altrimenti si penalizzano i giovani". "La nostra legge - spiega il ministro nell'intervista - è già molto generosa: in Europa solo noi arriviamo a 70 anni. Tutti gli altri si fermano a 65, la Francia a 67".

http://www.istruzione.it/web/istruzione/home

La protesta delle Università contro la riforma Gelmini

Autore: Redazione MTV News Data: 14 luglio 2010 Commenta
La protesta delle Università contro la riforma Gelmini

Sciopero della fame e esami di notte a Padova e a Roma

Milano, 14 lug. (Apcom) - Le Università italiane si mobilitano contro la riforma accademica del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, in discussione in Parlamento. A Padova tre ricercatori del dipartimento di Chimica hanno dato il via ad uno sciopero della fame di 24 ore e altri colleghi si sono offerti di continuare la staffetta di protesta. Contro i tagli contenuti nel ddl, invece, la facoltà di Lettere e Filosofia dell'università La Sapienza di Roma ha organizzato una "notte bianca" degli esami: alcuni docenti dell'università romana hanno deciso di convocare gli studenti per gli appelli di metà luglio tra le nove di sera e la cinque di mattina.

Domande e risposte a lume di candela "perché la riforma Gelmini - sostengono in un documento unitario docenti, ricercatori e dottorandi - mette su una strada professori e ricercatori e fa calare le tenebre sugli atenei". Il corpo insegnante, che per l'occasione ha coniato lo slogan "Riaccendi la Protesta, illumina i saperi", ha anche annunciato che la contestazione non si concluderà con questa iniziativa. I docenti sostengono che a seguito dei tagli in finanziaria e l'approvazione del ddl, annunciata per metà ottobre, per molti atenei sarà difficile iniziare il prossimo anno accademico: i primi effetti della politica di razionalizzazione delle spese avviata dal governo, sostengono sempre i contestatori, saranno rappresentati dalla riduzione dei finanziamenti finalizzati anche all'ordinario, dalla chiusura delle facoltà con meno iscritti, dallo "spacchettamento" degli atenei, dall'entrata dei privati nei consigli di amministrazione degli atenei, fino alla precarizzazione della ricerca e ad un turn over ridotto allo stretto necessario. L'iniziativa di protesta è sostenuta anche dagli studenti di Lettere e Filosofia.

http://www.uniroma1.it/

Caro-affitti per gli universitari fuorisede

Autore: Redazione MTV News Data: 11 luglio 2010 Commenta
Caro-affitti per gli universitari fuorisede

Per 700mila studenti inizia la caccia alla casa

Milano, 11 lug. (Apcom) - Tempo di ricerca della casa per gli studenti e le loro famiglie, è infatti arrivato il momento di trovare o confermare una sistemazione per il prossimo anno accademico. Gli studenti fuorisede sono in Italia sono circa 700mila, ma il ministero dell'Istruzione mette a disposizione solo 46mila alloggi in strutture convenzionate (residenze, collegi e studentati). Un rapporto di 1 a 15: per ogni studente che riesce a entrare ben quattordici restano fuori e devono cercare ospitalità altrove.

Per gli altri bisogna orientarsi tra prezzi pazzi e affitti in nero. Il peso delle spese d'affitto incide sul budget degli universitari tra il 50 e l'80% della disponibilità economica degli studenti. Un problema oggettivo che rischia di incidere negativamente sugli atenei, specie per quanto riguarda le immatricolazioni: una città troppo cara e poco a-misura-di-studente tiene lontana una larga fetta di potenziali iscritti che le università.

In tema di affitti per i fuori sede c'è ancora poca regolamentazione: dilagano gli affitti in nero applicati da padroni di casa a volte senza scrupoli, contratti non registrati, agenzie immobiliari fai-da-te e canoni esosi. Nel mercato degli affitti, gli studenti rappresentano probabilmente l'anello più debole della catena: per questo c'è chi ha approntato un opuscolo che serva da guida contro le truffe orchestrate da proprietari di casa "troppo furbi".

http//www.prontoconsumatori.it