
Morti e feriti, ambasciata Usa chiusa
Roma, 22 feb. (TMNews) - Chiude l'ambasciata americana a Kabul e lo staff si blinda all'interno. Una decisione, in via precauzionale, presa in seguito all'ondata di violenze e proteste da parte di centinaia di afgani dopo che militari americani hanno bruciato copie del Corano.
Il bilancio parla di quattro persone morte a Kabul, nelle proteste anti americane. Centinaia di afgani sono scesi in piazza al grido di "morte all'America". Nella capitale, circa 500 persone si sono riunite in corteo vicino al Parlamento e alla più grande base militare Usa in città. Mentre a Jalalabad, un migliaio di studenti ha bloccato le principali arterie di comunicazione. A Kabul una fitta sassaiola è stata indirizzata contro Camp Phoenix: numerose vetture sono state incendiate. La polizia è intervenuta in assetto antisommossa. Almeno 11 persone sono rimaste ferite.
L'Isaf, International Security Assistance Force, si è scusata per il rogo e il comandante della missione Nato in Afghanistan, generale John Allen, ha chiesto perdono al "nobile popolo d'Afghanistan". "Offro le mie più sincere scuse - ha detto Allen - offro le mie scuse più sincere al presidente, al governo afgano ma soprattutto al popolo, al nobile popolo afgano".










