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La storia di oggi

Odio la scuola: La storia di Bijoux

Autore: Redazione MTV News Data: 18 settembre 2014 Commenta

Attenzione! Il reportage può avere un contenuto ed un linguaggio non adatto ai minori.

Bijoux ha un caratterino niente male e con le regole della scuola va poco d’accordo. Il suo sogno è quello di aiutare gli altri e di fare l’infermiera, sa quindi che deve continuare a studiare andando ben oltre il diploma di scuola media!

 

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Stampa tedesca: minacce Putin anche a Baltici, Polonia e Romania

Autore: Redazione MTV News Data: 18 settembre 2014 Commenta
Stampa tedesca: minacce Putin anche a Baltici, Polonia e Romania

"Se volessi, esercito russo lì in 48 ore" avrebbe detto a Barroso

Roma, 18 set. (TMNews) - Vladimir Putin avrebbe detto al presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, in un colloquio di cui si è molto parlato nelle scorse settimane, che, se volesse, potrebbe far arrivare l'esercito russo non solo a Kiev, ma in mezza Europa dell'Est.

"Se volessi le truppe russe potrebbero essere in due giorni non solo a Kiev, ma anche a Riga, Vilnius, Tallinn, Varsavia e Bucarest", sarebbero le parole esatte del capo del Cremlino a Barroso. Il presidente della Commissione l'aveva riferito al vertice Ue di inizio settembre e la cosa aveva destato grande clamore, oltre alle proteste allarmate dell'Ucraina.

Ora, la la Sueddeustche Zeitung riferisce di aver preso visione del resoconto di quell'incontro in sede Ue, dove la "minaccia" di Putin - in risposta alle critiche di Barroso sul ruolo russo nella crisi ucraina - riguarderebbe anche i Paesi Baltici, la Polonia e la Romania.

http://www.sueddeutsche.de/

Scozia al voto sull’indipendenza: è il giorno del referendum

Autore: Redazione MTV News Data: 18 settembre 2014 Commenta
Scozia al voto sull'indipendenza: è il giorno del referendum

Testa a testa tra sì e no, risultato incerto. Preoccupazioni Ue

Milano, 18 set. (TMNews) - La Scozia sceglie tra l'indipendenza e la permanenza nel Regno Unito. Sono infatti aperti i 2.600 seggi allestiti per il referendum popolare, chiuderanno alle 23, ora italiana: i primi risultati di quello che si annuncia un testa a testa tra favorevoli e contrari sono attesi alle prime ore del mattino di domani. Gli scozzesi chiamati alle urne sono 4,29 milioni: 600.000 di questi hanno già votato per corrispondenza. L'affluenza è prevista intorno all'80%.

Gli ultimi tre sondaggi danno il 'no' in vantaggio di quattro punti sul 'si'. Nel caso degli indecisi, che è il dato fondamentale, le percentuali variano nei rilevamenti: dal 14% all'8% fino a scendere al 6%. Se dovesse vincere il "sì", la Scozia ha intenzione di proclamare l'indipendenza nel marzo del 2016: nell'arco di due mesi verrebbero organizzate delle elezioni politiche per eleggere un'Assemblea Costituente.

Da un punto di vista culturale e politico cambierebbe poco: in base all'Act of Union del 1707 la Scozia ha sempre conservato i propri sistemi giuridici e di istruzione, nonché la religione presbiteriana; inoltre, come accade per altri Paesi del Commonwealth, il monarca britannico rimarrebbe comunque Capo dello Stato (e della Chiesa di Scozia) dato che la riunione delle due Corone in un solo monarca è precedente al trattato.

Non è invece chiaro quale sarebbe lo status scozzese all'interno dell'Unione Europea, i cui Trattati non contemplano la possibilità di una secessione in seno ai Paesi membri. Ufficialmente, la Commissione europea non rilascia commenti o dichiarazioni sulle conseguenze di un'eventuale vittoria del "sì" al referendum, ma a Bruxelles c'è grande preoccupazione: la vittoria degli indipendentisti scozzesi comporterebbe problemi giuridici e politici notevoli, riguardo allo status del nuovo Stato nell'Ue.

In passato, la Commissione ha detto chiaramente che uno Stato secessionista staccatosi da un Paese membro non potrebbe continuare a far parte dell'Unione come se niente fosse, e dovrebbe richiedere l'adesione e sottoporsi ai negoziati per ottenerla, come qualunque altro candidato. Lo scoglio principale non sarebbero i negoziati d'adesione, ma la regola dell'unanimità per l'accettazione del nuovo Stato membro, che dà potere di veto a qualunque altro Paese.

E' facile prevedere l'opposizione della Spagna, che teme il contagio della febbre indipendentista alla Catalogna. Ma potrebbero dire no anche gli Stati che non hanno mai riconosciuto il Kosovo indipendente dalla Serbia: la Slovacchia e la Romania, che hanno forti minoranze ungheresi, e Cipro, ancora divisa in due dall'occupazione turca, e la Grecia.

https://www.scotreferendum.com/

http://www.bbc.com/news/events/scotland-decides

http://www.scotsman.com/scottish-independence/

Australia, sventato piano dell’Isis: progettava decapitazioni

Autore: Redazione MTV News Data: 18 settembre 2014 Commenta
Australia, sventato piano dell'Isis: progettava decapitazioni

15 arresti nel blitz, cellula jihadista guidata da un australiano

Milano, 18 set. (TMNews) - Progettavano atti di violenza e rapimenti di civili australiani da decapitare davanti alle telecamere, sul modello delle esecuzioni iniziate in Iraq con l'americano James Foley. In un blitz condotto da 800 agenti a Sydney e Brisbane, la polizia ha sventato un piano ideato da una cellula jihadista dell'Isis capeggiata da un australiano: un massacro ad alto impatto emotivo in risposta all'invio di mezzi militari e 600 soldati da parte del governo in Iraq, proprio per combattere i terroristi del califfato islamico. Sono 25 i mandati di cattura emessi, 15 i sospetti jihadisti arrestati nel corso dell'operazione anti terrorismo, la più vasta del genere mai organizzata in Australia: da una settimana le autorità australiane hanno portato ad "alto" il rischio di attentati.

Il premier Tony Abbott ha spiegato che a capo della cellula c'era un "australiano alto esponente di Isis" che ha ordinato "uccisioni dimostrative" per spargere il terrore nel continente attraverso decapitazioni. "Queste persone, mi spiace dirlo,non ci odiano per quello che facciamo, ci odiano per ciò che siamo e per come viviamo. Questo ci rende un obiettivo" ha aggiunto, esortando le forze di sicurezza a proseguire la caccia ai terroristi ovunque si nascondano". Sono una sessantina i cittadini australiani che combattono nelle file dell'Isis in Siria e Iraq.

http://www.police.nsw.gov.au/

http://www.australia.gov.au/

Pellegrini: se fossi la Kostner avrei mollato subito il fidanzato

Autore: Redazione MTV News Data: 18 settembre 2014 Commenta
Pellegrini: se fossi la Kostner avrei mollato subito il fidanzato

Campionessa veneta si riferisce al caso doping di Alex Schwazer

Milano, 18 set. (TMNews) - "Se mi fossi trovata nei panni di Carolina Kostner avrei mollato Filippo molti mesi prima". Parola di Federica Pellegrini che, a margine della presentazione del videogioco Drive club, si è soffermata sulla vicenda di doping che vede coinvolto Alex Schwazer e le presunte coperture della sua fidanzata Carolina Kostner.

"Spero che chi si dopa venga messo dentro e buttino via la chiave perché noi ci facciamo un sedere così" ha detto la Pellegrini. Poi, riferendosi a Kostner e Schwazer ha detto: "Credo si sia trattato di una debolezza personale. Evidentemente non riusciva a tornare ai suoi livelli e questo è difficile per ogni atleta". La Pellegrini ha poi rivelato di avere sul cellulare un allarme ogni sera alle 22 per compilare la location form. "Può capitare una volta di dimenticarsi, forse due, ma tre diventa difficile".

La Pellegrini ha anche parlato di Matteo Giunta, il tecnico che la segue dopo aver interrotto la collaborazione professionale con il francese Philippe Lucas. "I gufi portano fortuna, spero ce ne siano sempre più - ha detto - ogni volta che scendo in acqua c'è qualcuno che spera che io vada male". Divorzio da Lucas "è una brutta parola che hanno usato in molti. Preferisco avere un allenatore presente 24 ore al giorno. Matteo ha 32 anni, è giovane e forse a molti scoccia". Prossimo obiettivo migliorare "quella che considero la mia gara, i 200 stile". Nessuna dichiarazione, invece, sulla querelle tra il presidente della Federnuoto Barelli e quello del Coni Malagò.

http://www.gazzetta.it/Nuoto/17-09-2014/nuoto-pellegrini-non-parlate-divorzio-lucas-lui-ci-sara-sempre-doping-tolelleranza-zero-90476901864.shtml#

Il 61% giovani preferisce gioco di squadra: è la Team generation

Autore: Redazione MTV News Data: 18 settembre 2014 Commenta
Il 61% giovani preferisce gioco di squadra: è la Team generation

Lavoro, sport, videogame: i giovani cercano la condivisione

Milano, 18 set. (TMNews) - Co-housing, co-working, car-sharing, share play: vuoi per la crisi o perché il mondo è sempre più interconnesso, i giovani oggi sono sempre più spinti alla condivisione. È la "team generation", quella che Doxa, per conto di PlayStation (Sony Computer Entertainment Italia), fotografa in una ricerca che descrive un mondo in cui i giovani preferiscono il gioco di squadra alle sfide solitarie. Nel lavoro la prima scelta va sulle start up, da inventarsi con gli con amici, come sport prediligono i giochi di squadra e come videogame i multiplayer.

Secondo l'indagine il 61 per cento dei giovani fra i 14 e i 34 anni fa parte di una squadra o di un team. Una tendenza dai mille volti e risvolti, secondo la ricerca Doxa: la Team Generation ama fare gioco di squadra per risparmiare e vincere la crisi ma anche (se non soprattutto) per ragioni etiche, che si traducono nel piacere di condividere beni ed esperienze cercando di evitare ogni spreco di tempo e risorse.

A guidare la graduatoria di questi momenti/occasioni di "unione" generazionale due elementi che raccontano bene anche l'approccio alla vita di questi ragazzi: da un lato lo sport (per il 71% dei giovani), dall'altro l'impegno sociale/volontariato (25%). A seguire tra i momenti di condivisione troviamo la musica (7%) e la cultura/visite culturali (7%).

In particolare, dall'esperienza personale alle passioni da spettatore, lo sport di squadra stravince su quello a forte componente individualistica: le attività agonistiche "dove ognuno contribuisce al successo, anche se poi alcuni si mettono in luce più degli altri", raccolgono il 68% dei consensi. Mentre gli sport da one man show "dove una persona sfida gli altri e vince, o perde, con le sue forze" piacciono solo a 1 giovane (24%) su 4.

La graduatoria degli sport di squadra per eccellenza vede, oltre al calcio, primo assoluto con il 59% dei consensi, salire sul podio anche la pallavolo (45%) e il basket (36%). A seguire, tutti tra il 16% e il 20%, il rugby, la pallanuoto e il nuoto sincronizzato.

Ma condividere non significa solo sport di squadra. Tra le "nuove parole" della Team Generation c'è sicuramente anche "Share play", che si affianca a termini come "co-housing", "co-working" e "car sharing".

Dai dati Doxa emerge che 1 giovane su 4 (25% - pari a circa 3,3 milioni di ragazzi) ama giocare insieme ad amici che vivono in ogni parte del mondo attraverso videogame multigiocatore, e un'altra bella fetta (19%, altri 2 milioni circa) si dice molto interessata a farlo al più presto. E' il cosiddetto "fenomeno multiplayer".

Il 41% guarda in maniera decisamente positiva a un futuro in cui i videogiochi potrebbero diventare sempre più "socializzanti" e condivisi, mentre la dimensione del gioco individualistica e in solitaria è preferita dal 16% del campione. Il termine "Share" applicato al gioco è un merito in parte attribuibile a PlayStation, che al lancio di PS4 ha proposto un controller - primo del suo genere - dotato di tasto "Share", un pulsante in grado di "caricare" online, in tempo reale, gli ultimi minuti di gioco, così da condividere con gli amici (e non solo) la propria performance. In appena 4 mesi dall'arrivo sul mercato, avvenuto a novembre 2013, sono state oltre 100 milioni le sessioni di gioco condivise online. In questo contesto di nuova generazione videoludica si inserisce DRIVECLUB, il gioco in esclusiva per PlayStatio®4 (PS4?), basato sulle scelte di tutti e sulla volontà di raggiungere insieme un obiettivo comune. Due chiari esempi di come il concetto di condivisione sia stato fatto proprio anche nel mondo del gaming.

L'unico aspetto sul quale la team generation rimane di stampo tradizionale e individualistico è lo studio, visto che il 61% pensa che è meglio studiare da soli "altrimenti si perde tempo e s'impara poco", mentre quando si va in vacanza cambia tutto: il 47% la concepisce come un momento "da condividere con molte altre persone o nella quale possa conoscere nuovi amici".

Ma è sul mondo del lavoro che troviamo la più chiara applicazione di questo spirito che trova nell'unione una "forza" nuova, da utilizzare per superare il muro delle scarse opportunità offerte dalla nostra società: il 48% (come dire 1 giovane su 2) crede che le start up di attività imprenditoriale maturate insieme con qualche amico siano "un percorso quasi obbligato, visto che da soli è molto più difficile e rispetto al passato ci sono meno occasioni per trovare o crearsi un'occupazione".

Perde terreno, dunque, il mito del self made man: quello che da solo, con la determinazione e l'impegno, supera tutti gli ostacoli e riesce a scalare le vette del successo professionale: solo 1 giovane su 3 (32%) ritiene infatti che "è meglio provare a farcela da soli e con le proprie forze".

Una verifica di questo diverso approccio arriva anche dal 63% degli intervistati che dichiara: "amo lavorare in team, perché è l'unico modo per crescere". Contro un risicatissimo 4% che vede nel lavoro di gruppo un freno che non mi "permette di esprimere al meglio le mie potenzialità".

E anche la definizione di lavoro in team non lascia margine d'incertezza: per il 77% è dato da "un gruppo di persone che grazie alla capacità di un leader costruiscano insieme un percorso e raggiungano un risultato che va oltre le capacità e le caratteristiche del leader stesso".

http://www.doxa.it/

http://it.playstation.com/

2013: clima causa il triplo degli sfollati causati dalle guerre

Autore: Redazione MTV News Data: 18 settembre 2014 Commenta
2013: clima causa il triplo degli sfollati causati dalle guerre

Organizzazione norvegese: global warming questione prioritaria

Milano, 18 set. (TMNews) - Le catastrofi naturali hanno provocato nel 2013 il triplo degli sfollati rispetto ai conflitti, cosa che dimostra l'urgenza di impegnarsi sul cambiamento climatico. Lo ha indicato uno studio del Norwegian Refugee Council (Nrc, Consiglio norvegese per i rifugiati), un'organizzazione indipendente specializzata negli aiuti d'emergenza, secondo cui nel 2013 ci sono stati 22 milioni di sfollati a causa dei disastri naturali.

Il rapporto dell'associazione umanitaria è stato pubblicato in previsione del vertice sul clima di martedì prossimo, nella sede delle Nazioni Unite a New York. Il problema è in procinto di aggravarsi, ha aggiunto il rapporto, secondo cui l'esplosione dell'urbanizzazione negli ultimi anni ha reso i Paesi più vulnerabili.

L'Nrc, diretto da Jan Egeland, ex coordinatore Onu per gli aiuti di emergenza, ha rivolto un appello ai politici per rendere una priorità questa questione, in occasione dei negoziati in vista di un accordo sul cambiamento climatico nel 2015.

http://www.nrc.no/?did=9184143#

L’Isis sfida Obama: uccideremo i vostri soldati se li mandate qui

Autore: Redazione MTV News Data: 18 settembre 2014 Commenta
L'Isis sfida Obama: uccideremo i vostri soldati se li mandate qui

In 52 secondi, la risposta degli estremisti alla Casa Bianca

Milano, 18 set. (TMNews) - L'Isis sfida Barack Obama in un video di 52 secondi. Gli estremisti sunniti hanno pubblicato un breve video in cui affermano che uccideranno i soldati americani, se la Casa Bianca deciderà di mandarli in Siria e Iraq, ipotesi che è stata avanzata dal generale Martin Dempsey, capo dello Stato maggiore delle forze armate americane, durante un'audizione in Senato.

Si tratterebbe di una delle prime risposte degli estremisti alle parole del presidente degli Stati Uniti, che ha più volte dichiarato, negli ultimi giorni, che l'obiettivo è di "indebolirli e distruggerli". Il video di 52 secondi, secondo il New York Times, sarebbe un'anteprima di un altro più lungo: comincia con un gruppo di soldati americani che porta un commilitone ferito verso un veicolo blindato. Poi ci sono delle immagini di Obama e della Casa Bianca di notte, con in sottofondo le parole del presidente: "Le truppe americane non torneranno a combattere in Iraq".

Lo schermo diventa nero, poi appare un militante che si prepara a uccidere degli uomini messi in ginocchio. Compaiono le parole "fiamme di guerra", accompagnate in basso dalla frase "la battaglia è appena cominciata"; poi, come un trailer cinematografico, il video si conclude con un "Coming soon".

http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/isis-release-flames-of-war-video-warning-obama-of-attacks-troops-could-face-in-iraq-9737621.html

Spazio, la Nasa si emancipa dalle navette russe Sojuz

Autore: Redazione MTV News Data: 18 settembre 2014 Commenta
Spazio, la Nasa si emancipa dalle navette russe Sojuz

Scelte Boeing e Space X per relizzare navette Made in Usa

Milano, 18 set. (TMNews) - La Nasa ha fatto la sua scelta per porre fine alla dipendenza dalle Sojuz russe nei viaggi umani da e per la Stazione Spaziale, dopo il pensionamento degli Space Shuttle nel 2011. Il numero uno dell'ente spaziale americano, Charlie Bolden, ha annunciato che saranno la SpaceX e la Boeing a costruire le nuove navette spaziali destinate a riportare in orbita gli astronauti americani entro il 2017.

"Oggi con questa scelta - ha detto Bolden - siamo un passo più vicini a lanciare i nostri astronauti nello Spazio senza essere più dipendenti dalla Russia. L'impegno delle industrie private permetterà alla Nasa di concentrarsi su un altro ambizioso programma: mandare gli esseri umani su Marte".

I due progetti ai quali stanno lavorando la SpaceX di Elon Musk e la Boeing sono, rispettivamente la versione "abitata" del collaudato cargo Dragon, il cui prototipo è stato di recente presentato alla stampa, e la Cst-100, acronimo di Crew Space Transportation. Entrambi in grado di portare sulla Iss fino a 7 astronauti o un mix di uomini e rifornimenti e farli rientrare sulla terra, con un profilo di missione simile a quello delle missioni Apollo.

"Ora - ha concluso Bolden - possiamo rispettare l'impegno preso dal presidente Obama di far riprendere i voli umani spaziali dagli stati Uniti, senza dipendere più dai russi".

Boeing e SpaceX si divideranno un contratto da 6,8 miliardi di dollari, di cui 4,2 al primo gruppo e 2,6 miliardi al secondo.

http://www.nasa.gov/press/2014/september/nasa-chooses-american-companies-to-transport-us-astronauts-to-international/#.VBljE5R_usg

La storia di Loris

Autore: Redazione MTV News Data: 17 settembre 2014 Commenta

Loris dopo varie esperienze lavorative saltuarie si è reso conto che senza un diploma, almeno di scuola media inferiore, avrebbe continuato a non trovare un lavoro soddisfacente e ha deciso di tornare tra i banchi di scuola.

 

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